mercoledì 1 luglio 2009

REPORTAGE: CEUTA E LE SUE "DONNE MULO"

Migliaia di donne trasportano ogni giorno sulla loro schiena dei carichi che pesano fino a 70 chili per alimentare il commercio tra la zona franco-spagnola di Ceuta ed il Marocco.


La schiena piegata sotto il peso della merce, Fatima ha faticato a salire la costa verso la porta di Biutz, punto di passaggio semi-ufficiale tra la zona franca spagnola di Ceuta ed il Marocco. Paziente, sotto un caldo soffocante, questa madre di tre bambini avanza passo dopo passo in una fila d'attesa di due chilometri di lunghezza, dove migliaia di donne, ma anche dei ciechi e delle persone anziane, condividono la stessa sorte. Sono le portadoras (portatrici), chiamate anche mujeres mulas (donne mulo). Come animali da soma caricate di sacchi che pesano fino a 70 chili, sono usate dai commercianti di Ceuta per trasportare dall' altro lato della frontiera della merce che sarà in seguito venduta nei souq del Nord marocchino.
Ogni mattina, è lo stesso rituale . Circa 10.000 marocchine attraversano la frontiera spagnola per essere inghiottite nei meandri del gigantesco poligono commerciale di Ceuta. Alle 8, i 260 depositi della zona, tutti sono già invasi dalla onda di portatrici in djellaba colorato e dalla testa velata. Dinanzi ad ogni bottega, i pacchi sono stati già preparati dai commercianti. Con l' aiuto di una fune, gli uomini fissano i pacchetti prominenti sulla schiena curvata delle donne. Non c'é un minuto da perdere: per ogni viaggio effettuato tra Ceuta ed il Marocco, intascano cinque euro. Le più resistenti delle portatrici riescono ad effettuare quattro viaggi per mattina.


Marocchine, che trasportano carichi che pesano fino a 70 chili, fanno la coda al posto di frontiera di Biutz. foto: SIPA

Commercio di un altra era

Ma il ritmo dei viaggi non dipende soltanto dalla loro resistenza. Varia secondo il volere dei doganieri marocchini, che, secondo i bakchichs, filtrano le uscite alla porta di Biutz, un posto di frontiera dalla legalità incerta. Si tratta di una porta unicamente aperta verso l'Africa, costruita ad alcune enclave dalla dogana ufficiale, e che solo le portatrici caricati di merci possono intraprendere. A Ceuta, la polizia nazionale spagnola si accontenta di fare in modo che il va e vieni degli uomini e quello delle donne non si blocchi. Nessun controllo è effettuato sulla natura dei pacchetti. Sotto le coperture, che coprono questi pacchi giganti, si trovano ogni specie di prodotti: T-shirts, scarpe, pannolini per bambini, shampoo o prodotti domestici. A volte si nascondono anche delle bottiglie d' alcol o prodotti elettronici (hi-fi, portatili…).
L' esistenza di questo commercio di un'altra era tra l' Europa e l' Africa è possibile a causa allo statuto giuridico particolare di Ceuta. La sua condizione di zona franca, come quella di Melilla (altra zona franca spagnola in Marocco), le ha permesso di sviluppare con il regno marocchino uno scambio di prodotti privo di tasse. In alcuni anni, questa città di 75.000 abitanti è diventata così il tempio della cianfrusaglia. Un'altra particolarità spiega così l' espansione di questo traffico: l' assenza di dogana commerciale con il regno. "Per ragioni politiche, il Marocco non riconosce Ceuta come città spagnola indipendente e rifiuta dunque di rendere ufficiale uno scambio commerciale, cosa che spiega l' aumento di questo commercio non dichiarato", spiega il consigliere economico del governo locale, José Ramon Olmedo.

Morte soffocate

Le autorità spagnole rifiutano di parlare di contrabbando, poiché la merce è venduta da commercianti legali e riporta a Ceuta circa 6 milioni d' euro annuali. Una manna finanziaria non trascurabile per questo territorio di 18 chilometri sprovvisto d' industria. Tuttavia, l' immagine inumana di questo commercio fa ormai parlare. Fine maggio, due donne marocchine sono morte soffocate da un insieme di cose. Le portatrici sono state trovate sepellite sotto pacchetti di merci. Per le autorità spagnole, è ormai urgente rendere le condizioni di lavoro più adattate alle norme europee.
In attesa di negoziati con il Marocco sull' apertura di una dogana commerciale, Madrid ha rafforzato il contingente di poliziotti allo scopo di evitare nuovi incidenti. "Si prova di instaurare norme in un sistema commerciale caotico ed inumano", riconosce un poliziotto. Le nuove norme sono di base: obbligo di camminare in un corridoio delimitato con un cordone di sicurezza, divieto di avere pacchetti troppo prominenti, di correre, ed avere sempre una mano libera per ritenersi in caso di caduta. Fatima, si rallegra di queste nuove misure di sicurezza. "Si fa meno viaggi, ma é altrettanto guadagnato nella lotta per la vita", lancia prima di varcare la frontiera. (Fonte: lefigaro, da Scettico, 29/6 )

1 commento:

Stefano ha detto...

Quando c'è da faticare, il seguace di Maometto cede sempre volentieri il posto alla donna.