sabato 4 luglio 2009

COSA SI INTENDE PER FEMMINISMO MUSULMANO?

http://www.youtube.com/watch?v=G6J6k6kpSY .

Ho trovato interessante questo articolo a firma di Jolanda Guardi su Noidonne.it che ci parla del femminismo/femminismi nel mondo arabo-islamico. Ho trovato anche il video del progetto Musawah (uguaglianza) che ha riunito le femministe di tutto il mondo musulmano per la riforma delle leggi sullo stato di famiglia in decine di paesi nel mondo. Lo trovo bellissimo. Tornando all'articolo, la Guardi ci ricorda subito che in questi paesi "l'autocoscienza femminile è appannaggio di un gruppo ristretto di donne, mentre la maggioranza della popolazione femminile è spesso occupata con tematiche relative alla mera sopravvivenza: non dovremmo mai dimenticare questo scarto quando parliamo di Islam e paesi musulmani."
Le strategie per l'ottenimento della parità di diritti si articolano in due percorsi: l'associazionismo femminile di vario tipo che si rifà a un discorso laico e il cosiddetto femminismo musulmano. Per quanto riguarda la prima e più antica strategia, le prime associazioni di donne nascono nel 1800 in Egitto per poi diffondersi in tutto il mondo arabo. La nuova classe emergente borghese si vuole discostare dalle tradizioni e quindi c'è bisogno di una donna nuova, più moderna, meno conservatrice, istruita, libera di muoversi. Non a caso uno dei paladini dell''emancipazione' della donna fu un uomo, Qàsim Amìn, che non solo sosteneva che fosse importante che le donne avessero un minimo di istruzione, ma anche che dovessero togliersi il velo. Tra le rappresentanti più note di questo periodo c'è l'egiziana Huda aš-Šar‘awi (a sinistra nella foto con Safiya, moglie del leader nazionalista anti-britannico Zaghloul, ndr) nota per essere stata la prima donna musulmana a scoprirsi il volto (non il capo). Ancora oggi questo "filone" del femminismo è ben presente: ne sono rappresentanti la moglie del presidente Mubarak o la regina di Giordania (che comunque non indossano neppure il velo sul capo, tranne quando vanno in moschea o nei Paesi islamici dove questo è obbligatorio, ndr !)
Nella metà del 900, ispirandosi al femminismo occidentale, sorsero anche nel mondo islamico movimenti femministi che invece mettevano in questione il sistema patriarcale musulmano nel suo complesso. Senza molto successo tra la popolazione, a detta dell'autrice, in quanto un discorso percepito come troppo "occidentale" ed estraneo alla cultura d'origine e un linguaggio spesso troppo d'elite, non hanno mai aiutato questi movimenti a farsi strada tra le donne del popolo. "La disillusione, inoltre, nei confronti dell'occidente che promette a parole di difendere i diritti delle donne" continua la Guardi "ma nei fatti scende a patti con paesi che calpestano i diritti minimi delle donne come l'Arabia Saudita, ad esempio, o difende regimi che fanno della donna un mero strumento politico, ha portato molte donne a rivolgersi all'Islam come unica fonte legittimata per la difesa dei propri diritti."
Ecco quindi la nascita e lo sviluppo del cosiddetto femminismo musulmano. Si tratta di singole studiose islamiste, come Nimat Hafez Barazangi, o gruppi di donne che si richiamano ai valori del'Islam, ma che praticano una rilettura delle fonti per "liberare la religione dalla prigionia delle tradizioni".
Le femministe musulmane chiedono innanzittutto equità e giustizia all'interno della famiglia musulmana e si sono costituite in una rete globale nel mondo mulmano lanciando all'inizio dell'anno un progetto, chiamato musawah (uguaglianza) che nell'arco di tre anni prevede la realizzazione di una piattaforma di principi irrinunciabili su cui modificare il diritto di famiglia entro la cornice valoriale musulmana nel mondo musulmano. Una piattaforma che verrà proposta ai singoli stati nazionali perchè la adattino alle varie specificità locali.
Per chi è brava con l'inglese ecco il video del primo degli incontri di queste donne provenienti dai tantissimi paesi musulmani:

http://www.youtube.com/watch?v=6fSrxo-9AtE (Fonte: http://mondodonna.blogosfere.it/)

14 commenti:

Anonimo ha detto...

Grazie, molto interessante, il tutto. In effetti non ne sapevo quasi niente di questo Femminismo Musulmano.
sw

Alessandra ha detto...

Sembra un ossimoro, invece esiste: o almeno prova ad esistere... . Non solo femministe di religione musulmana, ma femministe che cercano di compiere l'ardua impresa di conciliare islam e diritti delle donne.

Anonimo ha detto...

Mi domando come siano viste nei propri paesi dalla maggioranza... ricordo di aver visto utilizzare la parola "femminista" con connotazioni molto negative nei blog islamici italiani (non che questo si possa generalizzare).
SW

Alessandra ha detto...

Beh, non mi sorprende, in paticolare se si tratta di convertiti. Nei commenti traduzione del Corano curata da Hamza Roberto Piccardo ci sono anche attacchi alle femministe.

Anonimo ha detto...

hamza piccardo il corano se lo è tradooto come gli pareva, lui è l'UCOI, sono molto molto pericolosi.
Ho letto parecchie cose sul femminismo egiziano Nawal El Saddawi, ne fa parte. Il movimento femminile egiziano è no di più amosi del medio oriente ed il più attivo. Peccat che le egiziane di oggi nella stragrande maggioranza sono delle rassegnate legate ai vincoli sociali di una società misogina.Il primo pensiero di queste donne è il matrimonio a 2 anni sono gia consideratedlle zitelle s enon sono maritate.
lorena

chiedo sempre scusa per eventuali errori di dgt

Stefano ha detto...

Al di laq delle buone intenzioni, il femminismo musulmano può avere molti aspetti. Il primo è la vana richiesta di concessioni che verranno in eterno entro pochi anni.
Il secondo potrebbe essere il richiedere sciocchezzuole che non incidano minimamente la società.

petroniostefano ha detto...

Ciao, sto leggendo un libro di Irshad Manji nel quale cerca di trovare una conciliazione tra l'essere religiosa musulmana e le sue posizioni sul femminismo, Israele, omosessualità ed altro; devo dire che è un tentativo encomiabile e da un punto di vista sociale certamente auspicabile però irraggiungibile da un punto di vista religioso islamico. Perchè, come chiunque abbia letto il Corano, vedrà che per ciascuno di quegli argomenti ci sarà un versetto "A" che ne da una visione ed uno "B" dove invece se ne da una visione contraria (vale per la donna, come per le minoranze non islamiche); quindi ci sarà sempre (come dice anche l'autrice) qualcuno che avrà come riferimento l'approccio "A" ed altri avranno invece l'approccio "B" e la cosa più pesante è che sono entrambe coesistenti, non ci sarà mai nessun religioso che dirà "l'aspetto A non va più considerato perchè ...". Quindi ora e sempre ci saranno persone che sia singolarmente che collettivamente preferiranno contemporaneamente una lettura piuttosto che un'altra. Il sistema è irriformabile, religiosamente parlando e, come in passato, avremo periodi storici più calmi che precederanno altri più violenti, come quello attuale.

Alessandra ha detto...

Lorena: lo stesso Egitto è molto diverso da quello di una volta.
Sono stata solo un giorno al Cairo e, anche se sapevo che la società non è più laica, con le influenze che ci sono dei Fratelli Musulmani, non mi immaginavo che ci fossero così tante donne velate!
Un appunto a Yolanda Guardi: parla di Suzanne Mubarak e Rania di Giordania (come fa d'altra parte la sottoscritta e chi mi conosce lo sa!), parla di Heba Qutb (che parla di "sesso secondo l'islam" in tv) e di Nadia Yasin, ma non accenna a nemmeno a Nawal El-Saadawi... . D'altra parte Nawal ha rinfacciato all'Occidente che le first lady arabe come Suzanne Mubarak e Rania di Giordania sono "specchietti per le allodole", che "in realtà non sono agenti del cambiamento, ma sono agenti dei mariti"... .

Stefano 1:mi hai fatto venire in mente le femministe islamiche in Iran, che non vogliono abolire l'obbligo del velo, ma ALMENO vogliono veli colorati (e ci sono).

Stefano 2 : purtroppo concordo... .
"Quando abbiamo smesso di pensare" di Irshad Manji, nel suo genere, è un capolavoro!

Anonimo ha detto...

ciao Alesandra intanto voglio fare una correzione sul mio post alla frase sulle ragazze egiziane che a 25 anni e non 2 sono considerate se non maritate delle zitelle...ho conoscenti musulmane che ha 36 anni dico 36 sono gia nonne che hanno fatto maritare le loro igie 16 anni o 17.
Ritornando al femminismo egiziano, è stato un grande movimento ma con gli anni si spento specialmente quando Nawal è stata considerata apostata e quando un avvocato dei fratelli musulmani chiese al governo che il marito effettuasse un divorzio forzato da lei...ed il governo anzi la dittatura Mubarak i è fatta più dura con una polizia violenza che spicchia, uccide e stupra sia uomini che donne.
Come tu hai scritto, e sei stata un solo iorno in cairo io ho vissuto lì per un po di tempo la società si sta pian piano reislamizzando e tu ci sei stata un giorno, si susseguono gli attacchi e le infamie verso i copti e le donne si sono ormai rassegnate.
Anche io sono convinta che la first lady suzzanne Mubarak e Rania siano solo uno specchietto per l'addole lo si ede anche da alcune affermazioni che la signora Mubarak fa sulla poligamia.

lorena

Anonimo ha detto...

I fratelli musulmani tanno lavorando nel sociale sono banditi dal governo ma s appaggioano a molti arlamentari interni al governo.
Operando nel sociale fra la gente aiutano dando opportunita di studio a chi non ha risorse, aiuti alle madri che rimangono vedove e poi Mubarak a suo piacimento li scagiona e po li colpisce, in fin dei conti il loro bacino di voti è illimitato...un bel libro da consigliare ove viene pubblicato il programma politico dei fratelli musulmai..titolo: Mubarak l'ultimo faraone di marco hammam.
lorena

Alessandra ha detto...

sul mio post alla frase sulle ragazze egiziane che a 25 anni e non 2 sono considerate se non maritate delle zitelle...

Ah, ecco! :-) Avevo pensato anche a una battuta.

ho conoscenti musulmane che ha 36 anni dico 36 sono gia nonne che hanno fatto maritare le loro igie 16 anni o 17.

Un mio amico egiziano che non sento più, è già pro-zio a 36 anni!

Riguardo a Suzanne Mubarak e a Rania, comunque è anche ovvio che siano "agenti dei mariti", perchè lo richiede la loro posizione: nonostante tutto risponderei questo a Nawal, che chiamava in causa anche Sheikha Mozah del Qatar ( tra l'altro la SECONDA delle mogli dello sceicco Al-Thani) e Lalla Salma del Marocco ( solo "lalla", "signora", "principessa", perchè "regina", non sia mai, per carità!). Beh, io voglio sperare che ci sia più speranza nelle "giovani" first lady, come Rania e Lalla Salma, rispetto magari a Suzanne Mubarak, il cui marito è al potere da quasi 30 anni... .
Riguardo a quello che ha detto sulla poligamia, immagino ti riferisca a un'intervista per MEMRI, in cui diceva che non è possibile vietarla in Egitto, che l'Egitto non è la Turchia e la Tunisia: sinceramente credo che lei non sia d'accordo con la poligamia, che l'abbia detto perchè i Fratelli Musulmani hanno sempre più potere, però mi sarei aspettata decisamente più coraggio!!! D'altra parte o loro o i Fratelli Musulmani

Alessandra ha detto...

Ecco, Mubarak dovrebbe colpirli E BASTA! Grazie x la segnalazione del libro.

Anonimo ha detto...

Ho paura per l?egitto i suoi cittdini non hanno scelta o Mubarak oppure i Fratelli .
Per copti d'Egitto mi augura che mubarak rimanga altri 24 anni e se non lui Gamal il figlio, perchè se i fratell salissero al potere appogiandosi a partiti come Kefeya, sicuramente pronuncerebbero il loro sterminio.

lorena

ihhhh..sarebbe stata una bella battuta :)

Alessandra ha detto...

Io mi auguro che Mubarak rimanga al potere per altri 29 anni (non 24) o che salga al potere Gamal, anche per altri motivi. E che quindi che Suzanne (soprattutto!) rimanga first lady... . Per non parlare di Abdallah II e Rania! Lunga vita alla dinastia hashemita!