martedì 31 agosto 2010

GHEDDAFI IN ITALIA...

ORE E ORE SOTTO IL SOLE PER 80 EURO: LA GIORNATA DELLE HOSTESS DI GHEDDAFI

http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_29/hostess-infiltrata-gheddafi-la-stella_4c2a6afe-b39f-11df-ac3b-00144f02aabe.shtml

"ANCHE GESU' SI SAREBBE CONVERTITO" . A LEZIONE DI ISLAM DAL COLONNELLO

http://www.repubblica.it/politica/2010/08/31/news/io_hostess_con_il_corano-6641555/

CERVELLI IN FUGA. PARLA UNA DELLE GIOVANI CHE HANNO ASSISTITO AL DISCORSO DEL COLONELLO. "COSI' MI SONO CONVERTITA". "IL MIO FIDANZATO ADESSO MI DICE: FINALMENTE TI SEI COPERTA"

http://www.corriere.it/cronache/10_agosto_30/caccia-Cosi-mi-sono-convertita_7a592108-b3fa-11df-913c-00144f02aabe.shtml Leggi tutto ...

sabato 28 agosto 2010

VELI E VIOLENZA. MA ANCHE NO

DENUNCIATA DONNA COL VELO INTEGRALE. TORINO, RISCHIA FINO A 6 MESI DI CERCERE

http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo488941.shtml

VELO INTEGRALE. DONNA DENUNCIATA: "TORNO IN EGITTO"

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/08/20/velo-integrale-donna-denunciata-torno-in-egitto.html

SARA, LA RAGAZZA COL VELO CHE HA STUDIATO DALLE SUORE

http://archiviostorico.corriere.it/2010/agosto/14/Sara_ragazza_con_velo_che_co_7_100814003.shtml

SI AFFACCIA SUL BALCONE SENZA VELO, IL MARITO PICCHIA LEI E ANCHE IL FIGLIO

http://mattinopadova.gelocal.it/dettaglio/si-affaccia-sul-balcone-senza-velo-il-marito-picchia-lei-e-anche-il-figlio/2286964

GIOCATRICE IRAN PERDE IL COPRICAPO, SALVATA DALLE COMPAGNE

http://www.repubblica.it/sport/vari/2010/08/24/foto/giocatrice_perde_copricapo-6476700/1/

SUL NUMERO DI "IO DONNA" DI OGGI, ARTICOLO SULLA GIORNALISTA NESRINE MALIK: "ODIAVO IL BURQA. ORA LO METTO PER FARE LA SPESA" Leggi tutto ...

giovedì 26 agosto 2010

domenica 22 agosto 2010

ABLA DI GIORDANIA RUBA LA SCENA A RANIA

Abla Mahmoud Abu Elbeh

I reali di Giordania

SIMBOLO: LEADER DI UN PARTITO POLITICO

Come la regina Rania, Abla è palestinese e difende i diritti delle donne in Giordania. Ma non è arrivata in alto legandosi ad un uomo potente come la moglie di re Abdallah II. Abla Mahmoud Abu Elbeh, 59 anni, non è sposata e sta dall' altro lato della trincea: dirige un piccolo partito di sinistra all' opposizione. Dopo 40 anni di impegno politico e sociale, la scorsa settimana è diventata un simbolo: una delle prime donne nel mondo arabo a capo di un partito. È stata eletta all' unanimità segretario generale del «Partito democratico del popolo» (Hashad), che ha come obiettivo la democrazia in Giordania e la difesa della questione nazionale palestinese. Capelli corti, senza abiti firmati né un filo di trucco è apparsa sui giornali arabi. «Vittoria per le donne arabe», esultano Al Dostour e Al Rai, legati al governo giordano: riconoscono che le quote rosa nelle elezioni parlamentari e locali hanno premiato finora mogli e figlie di politici maschi ma sperano che «Abla sia un nuovo esempio». «Questo è un segno di progresso e di civiltà», dice Abla al Corriere da Amman. Nel Maghreb due donne già guidano piccoli partiti. Nel Mashreq Paesi a est del Cairo e a nord del Golfo) Abla è la prima. In Paesi musulmani non arabi come Pakistan, Bangladesh e Turchia ci sono state donne alla guida di partiti e governi, ma tranne nel caso turco, sono figlie o mogli di politici maschi. Nata a Qalqilya, non ha conosciuto il padre, morto in un incidente. Dopo la guerra del ' 67 contro Israele, sua madre portò in Giordania i 4 figli. Negli anni ' 70, sotto la legge marziale, Abla iniziò a fare politica clandestinamente e pagò perdendo il posto di insegnante. «Tempi amari, ma si sperava nel cambiamento, che è arrivato anche se non compiutamente», dice. «Dagli anni 90 il Paese vive una situazione di libertà democratica vigilata. Ogni volta che l' opposizione si afferma, nuove leggi limitano gli spazi di libertà». In vista delle elezioni di novembre, la legge ha ridotto i parlamentari eletti in città (dove vivono molti palestinesi e bacino dei Fratelli musulmani) aumentando quelli di aree rurali dominate da clan tribali pro governativi. «Il parlamento non sarà rappresentativo della società». D' altro canto, le donne in Giordania hanno conquistato «spazi importanti» in politica, nelle corti, nelle scuole, «e l' approvazione di leggi come quella contro la violenza, la legge paritetica sul divorzio». Ma è presto per esultare. «La loro applicazione piena richiede molto tempo e battaglie non violente», spiega. «E la diffusione del pensiero oscurantista e salafita rischia di vanificare le conquiste realizzate in decenni», avverte. «Tocca alle donne arginare l' offensiva che, colpendo prima di tutto noi, vuole minare le fondamenta delle nostre società». (Fonte: http://www.archiviostorico.corriere.it/ , 14/8)
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sabato 21 agosto 2010

MIRAL - JULIAN SCHNABEL

Credo che sarà un film che farà discutere... .




“Miral”, è l’atteso film che segna il ritorno di Julian Schnabel alla regia, tre anni dopo l’acclamato “Lo scafando e la farfalla”.

Il film, in concorso alla 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, è tratto dall’omonimo romanzo di Rula Jebreal ("La strada dei fiori di Miral", Ed. Rizzoli, 2005) e racconta di Miral, una ragazzina cresciuta in un orfanotrofio di Gerusalemme fondato da Hind Husseini (http://en.wikipedia.org/wiki/Hind_al-Husseini ) dopo la partizione della Palestina nel 1948 e la nascita dello Stato di Israele.
A 17 anni la ragazza inizierà a capire meglio i problemi del suo Paese e si innamorerà di un attivista politico. Gli insegnamenti di Hind Husseini entreranno in contrasto con il desiderio di combattere per la salvezza del proprio popolo.
La protagonista sarà interpretata dalla splendida Freida Pinto, star di “The Millionaire”. Accanto a lei anche Willem Dafoe e Vanessa Redgrave. (Fonte: http://www.labiennalechannel.org , 16/8)

Schnabel, ebreo americano e Rula Jebreal, arabo-israeliana e musulmana sono legati anche nella vita. Leggi tutto ...

venerdì 20 agosto 2010

SANAA


SANAA, MASSACRATA DAL PADRE NON PER L'ISLAM MA "PER LE APPARENZE"

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=114801&sez=HOME_INITALIA

E soprattutto QUESTO, QUESTOOO !

DIFENSORI PADRE, ERGASTOLO INACCETTABILE PER L'UCCISIONE DI SANAA

http://www.triesteoggi.tv/?p=13450&ln=it
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LA SENTENZA PER SAKINEH E' FISSATA PER DOMANI


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domenica 8 agosto 2010

giovedì 5 agosto 2010

MISS UDINE E' IBTISSAM MAROCCHINA DI 18 ANNI


Ibtissam Amarhoun è la prima ragazza immigrata a diventarlo. E' nata 18 anni fa a Casablanca, ma da 10 a Udine, dove ha frequentato lo Stringher. Alta 1.65, segno del Sagittario, prima ha fatto la commessa e ora fa la barista. «Il mio sogno - dice, con voce vivace e in ottimo italiano - è quello di fare la fotomodella o l’attrice ed è per questo che partecipo a questi concorsi di bellezza». Con successo, perché non è stata soltanto la giuria udinese a sceglierla: ha già vinto infatti anche le selezioni tenutesi a Rive d’Arcano e a San Vito al Tagliamento. Sa che nel mondo da cui proviene c’è chi è ostile all’emancipazione femminile. «Ho un po’ di paura - confessa - ma non si può vivere nella paura».
«Mi sento a metà italiana e a metà marocchina - continua - ma vesto secondo la moda italiana e mi piace ogni genere di musica». Le vacanze (poche) le fa a Lignano, mentre non è mai stata in montagna. Non ha trovato difficoltà a inserirsi in Italia. «Mi trovano simpatica e mi aiutano dai tempi della scuola a oggi» dice, e questo alone di simpatia la incoraggia a coltivare il suo sogno di diventare, appunto, una fotomodella o un’attrice. (da http://www.messaggeroveneto.geolocal.it/ 31/7)

Un titolo minore è andato a Saloua Sraydu, di Ampezzo, anche lei di origini marocchine. Fasce anche a una ragazza di origine colombiana e a una di origine serba.
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INDONESIA, LA DIVA SEXY CHE SFIDA AL VOTO I CONSERVATORI MUSULMANI

Julia Perez, attrice e cantante pop, si candida alle elezioni locali per il partito d'opposizione: una scelta che divide.

JAKARTA - La regina sexy delle soap e della musica pop indonesiana sfida i conservatori musulmani e si candida alle elezioni. Il suo nome d'arte è Julia Perez, ma in Indonesia tutti la conoscono come "Jupe" o ancora meglio come "sex bomb". Grazie alla sua avvenenza, alle canzoni piccanti e soprattutto alle dichiarazioni libertine (parla apertamente di sesso in un paese a maggioranza musulmano), è diventata il personaggio televisivo più famoso d'Indonesia. L'ultima scommessa della trentenne è la politica: il prossimo dicembre sarà candidata alle elezioni locali di Pacitan, agglomerato urbano nella parte orientale di Giava e luogo natale dell'attuale presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono.
PERSONAGGIO CHE DIVIDE- In una società sempre più divisa tra chi guarda all'Occidente con interesse e curiosità e chi continua a predicare l'islamismo radicale, la Perez, all'anagrafe Yuli Rachmawati, è un personaggio che divide. Gli "occidentalisti" la considerano l'immagine dell'Indonesia futura, un paese pronto a rompere con le norme tradizionaliste e voglioso di aprirsi al mondo. Dall'altra parte i musulmani radicali la considerano l'icona del peccato. In effetti negli ultimi anni la trentenne ha fatto di tutto per provocare. Sul web compaiono numerose foto in cui si mostra con abiti succinti e mette in evidenza le sue prosperose forme. Il suo ultimo album s'intitola "Kamasutra" e chi lo acquista, trova all'interno un preservativo. Sono molti i suoi interventi pubblici in cui parla apertamente di sesso e invita i giovani a usare il condom durante i rapporti erotici. Alcuni conservatori hanno anche proposto di cambiare le regole in tema di elezioni e non permettere ai candidati con "difetti morali" di presentarsi alle consultazioni. Ma il popolo dei social network si è mostrato compatto dalla parte della Perez ed è riuscito attraverso una campagna di protesta a evitare la sua esclusione. (Fonte: http://www.corrieredellasera.it , 31/7)
INFANZIA DIFFICILE - Nonostante lo straordinario successo popolare, la Perez non dimentica la sua difficile infanzia. Nata in una famiglia guidata da una madre single, era la maggiore di tre sorelle. Sin da piccola ha fatto lavori saltuari per procurarsi il cibo: «Trovare cibo a sufficienza era l'unico nostro sogno - ha dichiarato in un intervista al New York Times. - Al tempo non avevo altri sogni perché non avevo soldi». Più tardi grazie all'amicizia con una ragazza fidanzata con un australiano, scopre il mondo occidentale. Lavora come segretaria in un'azienda olandese di base in Indonesia. S'innamora di un ragazzo dei Paesi Bassi e parte con lui per l'Olanda. Ci resta tre anni e impara la lingua lavorando sempre come segretaria in una società collegata. Successivamente incontra un francese, che la introduce nel mondo della moda. Più tardi i due si sposano. La Perez viene notata da stilisti e pubblicitari e velocemente appare su importanti riviste occidentali come FHM e Maxim. Entra nella classifica delle 100 donne più sexy del mondo, conquista fama e successo, ma il suo unico pensiero è tornare a casa. Nel 2006 decide di lasciare il marito e l'Europa e rientra nel suo paese natale. Ha numerose offerte da registi e da sceneggiatori televisivi. Costruisce la sua immagine d’icona sexy e il forte sex-appeal diventa il suo marchio di fabbrica.
LAVORARE PER I POVERI - Oggi la bomba sexy dichiara tranquillamente di non aver alcuna esperienza politica e attacca gli amministratori politici corrotti: «Sono sexy e allora? Se mi guardate e mi vedete sexy, domani continuerete a mangiare. Ma se io vi rubo i soldi, domani non potrete mangiare e andare a scuola e diventerete degli uomini senza speranza». Afferma che se vincerà le elezioni combatterà per i tanti poveri che vivono nel territorio di Pacitan e cercherà di convincere gli stranieri a investire: «È una persona onesta - dichiara Sutikno, leader locale di Hanura, il partito politico dell'opposizione che ha convinta la Perez a candidarsi. - Ha tanta voglia di lavorare e d'imparare. Non era mai stata a Pacitan, ma dopo che l'abbiamo contattata, si è subito messa su Internet a cercare informazioni su questa località. A noi non importa che sia una bomba sexy». Alcuni osservatori invece si mostrano scettici e dichiarano che i politici dell'opposizione stanno sfruttando l'immagine della Perez unicamente per attaccare il presidente Susilo Bambang Yudhoyono proprio nel suo luogo natale: «Ho i miei dubbi su Julia Perez - dichiara l'autrice indonesiana Julia Suryakusuma - Tutto appare come una manovra dell'opposizione per mettere imbarazzo il presidente».
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