mercoledì 1 luglio 2009

"LE DONNE MUSULMANE DIBATTONO SULLO HIJAB" dal "The Indipendent"

Ma prima, da Scettico : Foto del giorno link .

La scorsa settimana il presidente francese ha provocato l'ira di molti quando ha descritto la copertura del capo delle donne musulmane come un "segno di sottomissione". Ma la questione è poi così semplice come pensa Nicholas Sarkozy? 10 donne britanniche spiegano ad Andrew Johnson perché - per varie ragioni - scelgono di coprirsi .

Saleha Islam
45 anni da Londra. Alla guida della linea di aiuto dell’ NSPCC per la tutela dei bimbi asiatici. Indossa lo hijab – di solito un foulard per coprire i capelli e le spalle - e vestiti occidentali

“Ho iniziato ad indossare lo hijab secondo la regola circa 15 anni fa. Opero nel sociale da oltre 20 anni ed ho avuto a che fare con ogni tipo di persona, ho imparato che cosa sia l’oppressione e cosa non lo sia. Non mi sento una donna oppressa. Dirigo un grande servizio al’interno dell’NSPCC; Sono una delle poche amministratrici donna di una moschea. Indossare lo hijab significa solamente dire sono un musulmana. E’ parte della mia identità. Mi piace sembrare sveglia, mi piace sembrare buona. Ma sono una persona modesta. Non sto affermando che nelle famiglie musulmane ci non siano diversi problemi. Dirgo l'help-line per la tutela dei bimbi asiatici nel Regno Unito e proviamo lo stesso dolore come tutti gli altri. Mi ci è voluto coraggio per portare lo hijab. Allora erano poche le musulmane che stavano indossandolo, al punto che mi sono state poste diverse domande dalla mia stessa comunità".

Sarah Joseph

38 anni da Londra. Redattrice di Emel, giornale musulmano di stile di vita. Indossa lo hijab

“Lo abbino a vestiti decisamente occidentali. Per me era un punto di vista molto femminista. E per affermare di rifiutare il fascismo della bellezza e l'aspirazione alla perfezione del corpo. Sono entrata nel mondo della moda, dove predomina l’aspetto e l’ho rifiutato. Sono diventata musulmana 21 anni fa. Lo hijab è inoltre un obbligo religioso e fa parte di un percorso spirituale. Sento e indosso dei vestiti che sono parte e identità la mia stessa vita spirituale”.

Sanja Bilic

33 anni, da York. Studentessa di medicina. Porta lo hijab con vestiti occidentali

“Sono europea: Provengo dalla Bosnia, ma sono cittadina britannica. Quando avevo 16 anni sono venuta in Inghilterra per una vacanza di due settimane nel 1992. Poi è scoppiata la guerra e non abbiamo potuto tornare a casa. Fu un periodo molto traumatico. Quando indossai il foulard la prima volta, ricevetti di commenti per circa cinque minuti, come se avessi cambiato i miei capelli. Non porterei il niqab poichè personalmente non lo ritengo plausibile, ma non giustifico o lo condanno”.

Abeer Pharaon

40 anni, da Nottingham. Ricercatrice universitaria. Indossa lo hijab e lo jilbab, un abito lungo che copre le forme

"L'islam pensa che, affinchè la società prosperi, si debba regolare il rapporto fra uomini e donne". Un uomo per strada non dovrebbe guardare nessuna donna. Dovrebbe abbassare lo sguardo. Coprendo il corpo si aiuta l’uomo e si protegge la società da rapporti fuori dal matrimonio. Se si espone il corpo di una bella donna per strada, tornando a casa l’uomo può vedere sua moglie come poco gradevole, e quindi avere una relazione. Allo stesso modo anche le donne non dovrebbero guaradare gli uomini".

Ruhana Ali

23 anni, da Luton. Porta il burqa, che copre interamente il corpo

“Ho scelto di portarlo perché voglio praticare la mia fede. Essere musulmana era una scelta in termini di identità e sono fiera di indossarlo. Ci ho pensato un paio d’anni prima di farlo. Ero preoccupata per come sarei stata trattata. I capelli vi fanno sentire belle, ma vi sentite piene d’orgoglio quando coprite la vostra bellezza e siete modeste in conformità alla fede islamica".

Marriam Ghaffar

21 anni, da Nottingham. Studentessa. Porta lo hijab e lo jilbab

“Indosso lo hijab da quando avevo 18 anni e da allora, grazie alla mia esperienza all’università, mi sono sentita più a mio agio come musulmana così come pure sento il bisogno di portare lo jilbab. E’ stato un percorso lungo: quando ero piccola non mi è stato imposto. La società tende a farti giocare un un ruolo, ma nel mio caso è stata una mia decisione, senza pressioni, per la mia crescita personale. Non mi stavo ribellando contro qualche cosa. Ero più felice come persona ed era un simbolo di devozione nei confronti della mia religione".

Aicha Manakoua

31 anni, da Londra. Porta il hijab e il jilbab

“Sono stata cresciuta come cattolica ed ero molto impegnata. Mia madre ha pianto. Ha detto: “Perché devi mostrare alla gente che sei musulmana?„ Per loro era difficile perché non hanno visto un cambiamento graduale. Non ho mai pensato di non poter comunicare con la gente perché ha un pezzo di stoffa sul capo. Se osservate il passato, nella chiesa cattolica, mia nonna porterebbe una sciarpa sui capelli, non vedo nessuna differenza”.

Haneefa Sarwar

27 anni, da Londra. Porta lo hijab e lo jilbab

Prima del 7/7 tutto andava benissimo. Dopo mentre camminavo lungo Baker Street [a Londra] sentii dire da qualche persona dietro di me che avrei potuto avere una bomba. In metropolitana, particolarmente nelle zone poco affollate, mi fissano. La sera cerco di non uscire, perché è allora che la gente diventa troppo disinvolta".

Ayesha Ayub

20, da Manchester. Insegnante part-time. Porta il niqab, che lascia intravedere soltanto gli occhi

“Ho cominciato portarlo quando ne avevo 18. Mi ha avvicinato molto di più al mio Dio. Nell’islam ci sono diversi livelli per coprirsi; più lo fai e più sei vicina a Dio. Portando il velo mi sento più coinvolta. Quando parlo con la gente, in particolare di sesso opposto, non mi scrutano, o mi giudicano per l’abbigliamento che indosso, ma parlano con me".

Na'imi B Robert

32 anni. Redattrice del giornale Sisters. Porta il niqab

“Non sono sempre stata musulmana. Ma vedere lo hijab durante un viaggio in Egitto 10 anni fa mi ha aperto gli occhi. Chiesi ad una donna perché lo portava e mi rispose: “Voglio essere giudicata per quello che faccio, non per il mio aspetto”, questo mi portò a riflettere. Non ho mai voluto che [il niqab] mi escludesse dalla società. Così se lo avessi indossato, avrei potuto parlare con i miei vicini ed essere certa che mi avrebbero guardata mentre sorridevo loro”. (Fonte: Liberali per Israele , Andrew Johnson The Independent – Traduzione Hurricane 53 ) .

24 commenti:

caposkaw ha detto...

calci in culo e fuori dall'europa.
che si godano il loro sarcofago da qualche altra parte.

Alessandra ha detto...

Notare come una di loro si dilunga sul fatto che il velo servirebbe a "proteggere l'uomo e la società" e liquidi in 1 secondo la donna... .

Anonimo ha detto...

“Voglio essere giudicata per quello che faccio, non per il mio aspetto” . Già il termine “giudicata” non mi piace per niente. Una persona (uomo o donna) deve essere rispettata (non giudicata) indipendentemente da ciò che indossa, che sia il velo o una minigonna o la kippa o altro.
Una parola sul velo. Ieri guardavo su “current” un documentario sulla Turchia e mi è piaciuto moltissimo ciò che ha detto una ragazza velata: “Io non interferisco sull’abbigliamento altrui quindi non vedo perché gli altri dovrebbero interferire sul mio”. Ecco, ragionamento perfetto. Il problema è che la questione del velo l’hanno sollevata gli islamici ( gli imam marocchini e algerini dopo l’11 settembre): da “diritto di indossare ciò che si vuole” è diventato simbolo dell’islam (quindi chi indossa il velo è superiore a chi non lo indossa e di conseguenza è vietato
mischiarsi con i miscredenti), simbolo della ragazza casta (per cui chi non lo indossa è una zoccola e se viene stuprata è solo colpa sua), eccetera. Che di me dicano che sono una miscredente poco di buono perché indosso un paio di jeans attillati o una minigonna non me ne frega una cippa, le implicazioni sono diverse e spesso gravi se lo si dice ad una ragazza musulmana. Diritto di indossare il velo, concordo, ma anche diritto a NON indossarlo e a non fare pressioni sulle giovani, spesso bambine, affinché lo indossino. Le suore portano il loro velo senza rompere i maroni a nessuno e spero che anche gli islamici imparino a fare altrettanto. Ovviamente non si parla di burqa e nikab che devono essere vietati ovunque.
stefania

Alessandra ha detto...

Appunto. Quelle che dicono di indossare il velo per non essere giudicate per il loro aspetto, sono LE PRIME ad AUTOGIUDICARSI in questo modo e a giudicare LE ALTRE! Pensavano forse ad essere giudicate per quello che fanno, le due ragazze marocchine velate che di recente, a Frosinone, hanno menato ed insultato una connanzionale non velata?!

esperimento ha detto...

Il bello è che il dibattito è in Europa sul diritto di portarlo, ma non mi pare ci sia dibattito nei Paesi islamici sul diritto di non portarlo.
Se ci fossero entrambi non ci vedrei niente di male, ma dato che è da una parte sola mi insospettisce non poco.

Alessandra ha detto...

Anch'io ho la percezione che non ci sia o comunque non molto forte. Sappiamo invece che in Turchia e in Tunisia è vietato nei luoghi pubblici: addirittura il è previsto l'arresto per chi porta il niqab! Anche in Egitto ci sono edifici pubblici che lo vietano e per fortuna non si può entare in niqab all'Università Americana del Cairo. In Marocco il re ha previsto che su giornali e libri di testo non ci siano foto di donne velate.

dethita ha detto...

No ma vedi, qui si va da un estremo all'altro. L'arresto per chi indossa il niqab è una cosa idiota, perchè è un indumento talmente diffuso in quei paesi che sarebbe come se in Italia, da un giorno all'altro, impedissero di portare i jeans. Non ce la fanno proprio ad essere moderati 'sti deficienti?! E' giusto dare la possibilità di non portarlo e di vietarlo in ambienti pubblici, ma l'arresto?! Suvvia... è il modo migliore per avere l'effetto contrario!
Comunque... leggendo le varie testimonianze, sono sempre più convinta che 'ste tizie siano un ammasso di vipere ipocrite e complessate che non possono fare a meno di giudicare tutto e tutti e di conseguenza si sentono braccate da ogni sguardo. Ma a me non frega nulla se mi danno della razzista perchè non parlo con loro. Te lo dico proprio: io detesto avere a che fare con quelli che non hanno la buona educazione di togliersi gli occhiali da sole quando mi parlano: non esiste che io mi metta a scambiare una sola parola con qualcuno che non si fa guardare in faccia, peggio ancora quelli con le lenti riflettenti - che mi sembra di parlare allo specchio. Se mi danno noia loro, figuriamoci se mi metto a parlare con una cassetta della posta.

Alessandra ha detto...

L'arresto per chi indossa il niqab è una cosa idiota

Certo, è ciò che intendevo, ricordando questo fatto in particolare.

Anonimo ha detto...

Ho letto un libro tempo...si inttola "porto il velo e adoro i adoro i Queen"
Questo libro è uguale a queste interviste a queste donne, si chiede di non esser giudicate, ma accettate, si vuole essere uguale alle altre donne però dobbiamo distinguirci dalle occidentali.
l'autrice del libro si rammarica, perchè nonostante sia nata in italia e figlia dela seconda generaione di immgrati, mi sembra anche che abbia la cittadinanza si scandalizza che in palestra nella zona femminile noi ci denudiamo per fare la doccia e non abbiamo pudore...llora mi domando ma se ha tanto da criticare e non si sente italiana, perchè non torna in da dove è venuta.
Secondo lei noi italiani non dovremmo stupirci del suo velo o altre abitudini che non rientrano nello stile di vita occidentale. Queste signore ci chiedono la stessa cosa,il significa che se porto il velo valgo qualcosa e se non lo porto non valgo niente e non sono una persona da rispettare...ma stiamo scherzando!!!??

lorena

Alessandra ha detto...

Non ho letto il libro di Sumaya Abdel-Qader, questo il nome dell'autrice del libro "Porto il velo e adoro i Queen", ma non mi ispira più di tanto il personaggio: poi se mi dici la faccenda delle palestre, è una conferma... .
Se non ricordo male l'avevo sentita anni fa in un'intervista tv e si era anche seduta vicino a me ad un convegno, poco tempo dopo.
Ammetto che mi era piaciuta nell'intervista, quando ha dichiarato che, se il marito avesse preso un'altra moglie, avrebbe reagito come qualunque donna normale: gli avrebbe spaccato la testa (peccato che qua in Italia la poligamia dovrebbe essere illegale!).
Però poi ho scoperto che è stata una dei fondatori, Segretario Generale e Vice-Presidente dei "Giovani Musulmani d'Italia", la sezione giovanile dell'UCOII, con tutto ciò che ne consegue... .
E' così difficile capire che una VALE anche SENZA VELO in testa?! Personalmente non ho nulla da insegnare a nessuno a riguardo, ma mi chiedo quanta poca fiducia in sè stesse abbiano certe donne/ragazze!

Alessandra ha detto...

Dimenticavo: in un'intervista fatta tempo fa dal sito "Women in the city" non ha mancato di criticare Souad Sbai proprio per le sue posizioni sul velo... .

kizzychan ha detto...

E poi se non sbaglio, è la stessa che si è candidata in Umbria e che voleva le piscine separate per donne e uomini. E' lei no? Sai poi quanti voti avrà preso? Spero pochissimi...

Alessandra ha detto...

No, quella è Maymouna Abdel Qader, figlia dell'imam di Perugia. Anche lei italo-palestinese e tra i fondatori del GMI !

Anonimo ha detto...

italiani siete tropo chiusi voi per primi

Alessandra ha detto...

Certo, meno male che ci sei tu a farcelo presente e con una bella generalizzazione: "VOI ITALIANI"... .

Anonimo ha detto...

secondo me voi sbagliate troppo di come parlate a nessuno e obbligo portare il velo ve lo dico io che sn fidanzata con un ragazzo albanese e lui mi dice che quando ci sposeremo dovrei mettere il velo ma io nn ci tengo.quindi nn giudicate perchè ci sn le ragazze che lo vogliono idossare e latre no ok quindi nn giudicate!!!!!!!

Alessandra ha detto...

e lui mi dice che quando ci sposeremo dovrei mettere il velo ma io nn ci tengo .

Ecco, mi auguro che non te lo imponga, una volta sposati! Se l'invito a "non giudicare", significa non usate il cervello, mi spiace, ma non contare su di noi... . Non siamo tanto noi a "giudicare", quanto quelli che IMPONGONO il velo.

Annamaria ha detto...

No, inutile.
E' già pronta. Lo indosserà anche prima del matrimonio.
Si è già convertita, credo, altrimenti nn si porrebbe la questione.
E lo farà senza nessuna consapevolezza. Solo per far piacere a lui, per nn farlo sentire a disagio davanti a quelli come lui, alla sua famiglia che le dirà tante cose belle.
Questa è mancanza di carattere.
Di personalità.
Di identità.
E' questo che ci ammazza: la mancanza di identità.

Annamaria ha detto...

Rileggo ora...no, nn sarà convertita. E' straniera.
Ma resta il concetto di base, già espresso!

Anonimo ha detto...

io sono italiano, musulmano devoto e lavoro da 20 anni, sposato con una donna musulmana che porta il velo.

E sveglissima, abile, sa fare di tutto, se la cava in ogni situazione, ha 2 lauree.

Se abbiamo un problema lo risolviamo in due, si parla e si risolve, o si trova un accordo. Democrazia familiare.

Mia Moglie ha anche altri pregi:

NON rompe le palle con discorsi assurdi, NON cerca il divorzio per guadagnare metà della mia busta paga, NON mi fa lamenti ed alti lai per tutto e su tutto, (cause prime di tutti gli omicidi familiari degli ultimi anni) e NON si comporta come le troTe europee scassapa**e nè come le troTe dell'Est che oltre ai soldi vogliono la cittadinanza per poi tronarsene in Estonia Polonia Ungheria eccetera eccetera a trovare altri polli da spennare.

Io sono FIERO di poter dire che non mi sono sposato per 20 anni per EVITARE le troTe europee e dell'Est mangiasoldi, e ho fatto benissimo.

Alla faccia vostra. TroTe.

Anonimo ha detto...

un commento che vorrei scrivere e' legato sopratutto alle persone che dicono che il velo e' una cosa "stravagante nello spazio e che e' 1 peso sulle donne." io direi soltanto:ke ve ne frega ? e' vero che ci sono dibattiti e tutte le altre cose,ma nessuno deve dare un giudizio su una cosa di cui non ha nemmeno esperienza.io nemmeno indosso il velo.ma non rendo la vita difficile ad un'altro.

Nadia ha detto...

Ciao a tutti, io sono figlia di migarnti del Marocco, ho quasi 18 anni e sono nata e vivo in Italia. Mia mamma veste all'occidentale e porta l'hijab. Io ho tre sorelle Sara di 22 anni, Sabrina di 15 e Leila di 8( siamo tutte nate in Italia ) e nessuna di noi indossa il velo e vestiamo tutte all'occidentale perché non ci sentiamo legate, al contraio di nostra mamma, alla tradizione del velo. POersonalmente trovo assurdo l'uso del velo integrale ( anche in Marocco è rarissinmo che venga usato, in genere le donne portano l'hijab o nelle grandi città, le più giovani, vestono all'occidentale ) e a mio avviso se in Italia vi è una legge che dice che bisogna girare a viso scoperto questa deve valere anche per l'utilizzo del niqab o burqua che non può essere permesso in tutto il territorio nazionale ( adesso viene concesso il permessodi utilizzarlo e quindi una sottospecie di esonero alla legge che ho citato sopra per "motivi religiosi" incredibile ricordando che lo stato è laico ). Trovo strano anche che figlie di immigrati nate in Europa o convertite indossino il velo, è giusto che possano farlo, però boh si può essere tranquillamente di fede islamica anche non usandolo. Comunque tutte le ragazze nate in Italia che conosco, per la maggiorparte, non lo usano. Sono sicura che tra un po' di anni, quando le comunità straniere si saranno assimilate a quella europea cioè il passare delle regenerazioni, come è succeso tra gli italiani immigrati dal sud al nord 40 anni fa, il problema non ci sarà piu. E' solo attuale perchè l'assimilazione è sempre complicata, ma comunque inevitabile. Voglio anche replicare ad Anonimo che critica tanto e cade in luoghi conmuni sulle ragazze dell'est. Ho un fratello grande di quasi 28 anni, Ismail, che è nato in Marocco ma è in Italia da quando averva quasi 6 anni, è fidanzato da 4 anni con una ragazza ucraina piu o meno sua coetanea, agnostica convintissima, è una persona stupenda, educatissima determinata intelligente e bravissima nel suo mestiere (infermiera e non "troTa"). Sono convinta che tua moglie sia una persona stuèpenda ma non credo che questo non diopenda dalla sua provenienza ma bensì dasll'educazione che ha ricevuto e dalla sua personalità-. E questo vale per tutte le persone, sia che siano Russe, Cinesi, Sioriane o di qualsiasi altra nazionalità o fede religiose. E poi, infine, in genere una persona sceglie il proprio amato ( magari futuro conige ) non scondo la nazionalità, ma perché innamorato. Dubito che se ti fossi innamorato di una donna Lituana e questa avesse ricambiato il tuo amore, non l'avresti sposata per la sua nazionalità. Ma avresti guardato i sentimenti provati, il carattere e le affinità. Dico bene? Saluti a tutti Nadia.

Hanami ha detto...

Se ti fanno schifo le troTe europee vattene in Marocco, beduino, e non rompere i coglioni!

Hanami ha detto...

Se ti fanno schifo le troTe europee vattene in Marocco, beduino, e non rompere i coglioni!