domenica 28 giugno 2009

UN TERRORISTA DI GUANTANAMO DIETRO L'UCCISIONE DELLE TRE RAGAZZE IN YEMEN


Obama il bravo, Obama il caritatevole, Obama il bello ha deciso di chiudere Guantanamo, fumo negli occhi degli stolti perché ha mantenuto la pratica delle "extraordinary rendition" ossia il rapimento tramite servizi segreti di presunti terroristi e la loro consegna ai paesi d'origine, dove vige tortura e pena di morte. La chiusura di Guantanamo, lungi dall’apportare qualcosa di concreto al rispetto dei diritti umani, ha prodotto solo di liberare feroci fanatici terroristi che tornati uomini liberi si sono rimessi in attività, certo davanti alla commissione americana che li doveva giudicare i terroristi islamici, che scemi non sono, “giurin giuretta” mano sul cuore, hanno dichiarato di voler tornare a zappare l’orticello al paesino natio. Come ha fatto Said Ali al Shihri, il saudita liberato dalla base cubana nel novembre 2007 perché considerato “non più pericoloso” dalla suddetta commissione e oggi vicecomandante di al Qaida nello Yemen. Said Ali al Shiri sarebbe quindi dietro al rapimento e al massacro delle due giovani Anita Gruenwald e Rita Stumpp (a sinistra in alto, Rita, ndr) rapite in Yemen, come ha rivelato il settimanale Der Spiegel. Le due giovani di 24 e 26 anni erano studentesse di una scuola di teologia e stavano effettuando un tirocinio come infermiere in un ospedale dello Yemen. Con loro é morta anche Eom Young Sun, la sudcoreana che faceva parte della Worldwide Evangelization for Christ, un’organizzazione inglese cristiana presente in molti paesi islamici. Secondo il giornale Yemen Times, l’imam di Saada Hafith al Baani avrebbe tenuto poche ore prima del sequestro un sermone estremista nei confronti degli stranieri. Avrebbe incitato i fedeli all’odio contro i cristiani stranieri che operano in quell’area, perché a suo dire sarebbero “agenti dei servizi segreti stranieri giunti nel paese per diffondere il cristianesimo. Queste organizzazioni diffondono copie del Vangelo e libri cristiani tra i cittadini di Saada, città che soffre per una guerra che dura da anni”. Contro quest’odio folle ed estremista a nulla valgono le buone intenzioni i sentimenti d’amore verso il prossimo ispirati dal cristianesimo, siamo come gli agnelli alla festa dell’ id-al-adha, destinati ad essere sgozzati. (Fonte: Orpheus )

Ikram Goldman . Articolo in inglese sulla stilista di Michelle Obama. Si tratta di Ikram Saman Goldman, una 41enne araba-israeliana nata a Gerusalemme est e moglie di un filantropo ebreo.

4 commenti:

stefano ha detto...

La politica del dialogo non ha mai funzionato con i terroristi che, sanguinari ed indottrinati, uccidono chiunque.
L'"Innominato" non può riavvedersi in quelle zone, anche se davanti ci sono delle "Lucie", come quelle nelle foto.

Anonimo ha detto...

per fortuna che Berlusconi e dipsosto ad ospitarne alcuni di questi terroristi, per rimetterli poi in libertà...

Stefano ha detto...

Grazie Obama!

Anonimo ha detto...

Obama il cogl***ne.
eudora