martedì 16 giugno 2009

"STUFI DI VIVERE IN UN PAESE IN CUI E' VIETATO BALLARE", INTERVISTA ALLA SCRITTRICE E DOCENTE UNIVERSITARIA IRANIANO-AMERICANA PARDIS MAHDAVI

Il popolo sceso in strada per appoggiare Mousavi assomiglia molto a quello descritto nel saggio «Passionate Uprisings» (Rivolte appassionate) di Pardis Mahdavi (foto, ndr), pubblicato di recente negli Stati Uniti dalla Stanford University Press. Secondo Mahdavi, trentenne iraniano-americana che insegna antropologia al Pomona College di Claremont, in California, sono gli stessi giovani che, da una decina di anni, conducono una rivoluzione sotterranea e silenziosa, soprattutto a Teheran: una rivoluzione sessuale.

Rivoluzione sessuale e politica vanno di pari passo nel tentativo di porre fine al potere di Ahmadinejad?

«La rivoluzione non si è mai fermata. I miei informatori a Teheran mi mandano email tutti i giorni, in cui mi raccontano episodi che confermano che è sempre viva. Anzi, dopo la reazione di Ahmadinejad, il movimento ha acquistato maggior forza perché è sempre più inteso come una ribellione a un regime repressivo».

Nel suo libro, lei racconta di un’orgia nella villa di un alto esponente del clero sciita e di genitori della borghesia che si schierano con i loro figli contro le irruzioni della komite. Allo stesso tempo nelle campagne ci sono i genitori che denunciano le figlie adultere e chiedono per loro la pena capitale. Come spiega questa contraddizione?

«L’Iran è una realtà complessa. Le convinzioni politiche e i comportamenti sociali sono diversi, a Teheran e nelle grandi città, rispetto ai villaggi. A Teheran, i giovani sono una forza determinante, i due terzi della popolazione hanno meno di trent’anni. I comportamenti che sfidano la morale islamica sono continui. Per esempio: ballare è vietato, eppure nella capitale c’è un party al giorno. Nelle ville di Teheran nord o in magazzini abbandonati. Nella parte meridionale della città, la più povera, le strade vengono chiuse per mettere su una festa. Partecipare a un party non è solo divertimento, ma un atto politico, come i ragazzi iraniani scrivono nei loro blog». Ha avuto paura a tornare in Iran negli ultimi tempi?«Sì, soprattutto dopo l’arresto di Roxane Saberi. Resta il fatto che il potere reale è concentrato nelle mani della Guida Suprema Khamenei e del Consiglio dei Guardiani, dove dominano i conservatori». (Fonte: Informazionecorretta.com, da "La Stampa")
Un video che qualcuno ha potuto mettere su YouTube sulle violenze contro i manifestanti, nonostante le censure: iran tehran latest violence pictures 15/06/09 .
E in Parlamento italiano, Iran, Sbai (Pdl), Europa e Italia sostengano i moderati su Souad Sbai .

4 commenti:

Stefano ha detto...

Se fosse solo quello, io ci vivrei bene: Mai saputo ballare in vita mia;-)

Alessandra ha detto...

Io ho problemi che ho, quindi ti puoi immaginare quanto sappia ballare! Certo, questo è solo un esempio degli assurdi divieti imposti dalla Repubblica Islamica e grazie al cielo aggirati. Anche se a volte va male, ti piombano in casa i pasdaran e ti portano dentro (ricordo di una ragazza di 19 anni che si è suicidata per evitare l'arresto!)... .

Stefano ha detto...

La mia purtroppo era solo ironia.
Lo so benissimo che non è perché non ballo io, che sia giusto un posto dove sia proibito farlo.
Spero che il popolo iraniano dia presto una lezione a quei signori.

Alessandra ha detto...

Ci mancherebbe, la tua era CHIARAMENTE ironia: dicevo per dire.

Sinceramente non credo che la cosa finirà bene, ma la speranza è l'ultima a morire.