giovedì 25 giugno 2009

DIPLOMATICO PALESTINESE: FA SPARARE AL RAGAZZO DELLA FIGLIA

BRUXELLES — Fathi, che per una vita intera ha procla­mato il diritto alla libertà del­la sua Palestina, è finito in cella per aver voluto schiac­ciare la libertà della figlia, perfino con il sangue. Lei, Dalan, voleva sposare Zaka­ria, il suo ragazzo marocchi­no (e l’ha sposato ieri), ma il padre aveva scelto un altro, un palestinese che riteneva più degno e che Dalan non aveva mai incontrato. A Zakaria, il «suocero» mandava sul cellulare mes­saggi come questi: «Hai di­strutto la vita di mia figlia. La vita è un dettato, il dizio­nario è il Corano». L’altro ie­ri è finita a colpi di pistola. E ora quella che sembrava so­lo una storiaccia di strada è diventata un caso politi­co- diplomatico che imbaraz­za la grande e civile comuni­tà musulmana di Bruxelles: perché Fathi El Mohor, accu­sato di aver ordinato l’omici­dio del futuro genero, è sta­to per anni il portavoce e il direttore vicario della Dele­gazione palestinese presso il Belgio e presso l’Unione Eu­ropea, non proprio un’amba­sciata ma qualcosa di molto simile. Lo hanno arrestato come presunto mandante: sarebbe stato inviato da lui il giovane sicario che l’altra se­ra ha sparato tre pallottole contro il fidanzato sgradito, per essere poi arrestato po­che ore più tardi. Il sicario non aveva una mira da cecchino: un proiet­tile ha fratturato la mano di Zakaria, gli altri hanno colpi­to solo di striscio. Quasi un miracolo. E ieri a mezzogior­no, nel quartiere di Schaer­beek abitato in maggioranza da immigrati musulmani, è stato celebrato il matrimo­nio, con lo sposo ben fascia­to: sotto l’occhio della poli­zia e fra strette misure di si­curezza, perché la questione ha riattizzato le tensioni in­terne alla comunità. Tutta la storia è stata rico­struita da due tenaci cronisti di Le Soir, il principale quoti­diano belga, che sono riusci­ti a penetrare la cortina del riserbo. E hanno portato alla luce alcuni risvolti sconcer­tanti. Per esempio, la denun­cia fatta da Zakaria sugli in­fluenti contatti del «suoce­ro », che avrebbero spinto al­l’azione perfino il consolato del Marocco. Nel 2007, se­condo il racconto del giova­ne, il console lo avrebbe con­vocato e gli avrebbe chiesto di brutto: «Perché, tu maroc­chino, ti vuoi prendere una palestinese con tante maroc­chine che ci sono qui a Bru­xelles?». Non solo: disperato per le asserite intimidazioni del «suocero», che lo avrebbe anche ingiustamente (a suo dire) denunciato come im­migrato illegale e spacciato­re di droga, Zakaria si sareb­be rivolto al re e alcuni parla­mentari.Ma come sempre, non c'è una sola versione delle cose. E la versione che circola in alcuni ambienti vicini alla Delegazione palestinese è un po' differente. Rifuggen­do dalle dichiarazioni uffi­ciali, dicono per esempio che Fathi era da almeno un anno in pensione, lontano da ogni frequentazione poli­tica. E che era, ed è, un si­gnore posato e colto, appas­sionato di libri e non di pi­stole, non certo un folle. Mentre Zakaria sarebbe un tipo opposto. Toccherà ora ai giudici, giudici belgi e cat­tolici, decidere chi ha ragio­ne. (Su "Informazionecorretta" dal "Corsera" http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=29952, con un commento di Antonio Ferrari).

13 commenti:

Stefano ha detto...

Sarà un caso, ma sono quasi sempre loro a compiere questi crimini.
Stefano.

Alessandra ha detto...

Loro i palestinesi?

Anonimo ha detto...

una storia d'amore rovinata da un retaggio culturale e religiso, e poi vorrebbero farci credere che la democrazia è compatibile con l'islam. Ho molti dubbi su questo, eppur quest'oumo dovrebbe essere un illuminato è vissuto in belgio, un rappresenate di una minoranza che lotta per un suo Stato, ma il suo attegiamento dimstra il contrario.
lorena

Alessandra ha detto...

Lorena, per caso hai letto: "L'amore ucciso", di Norma Khoury? Ha suscitato molte polemiche, secondo me assolutamente strumentali, ma narra la storia vera di un'amica dell'autrice che, giordana musulmana, si innamora di un cristiano. Ebbene, il padre dell'autrice, cristiano, prende le parti del padre della ragazza musulmana quando... . Ricordo qualche anno fa che una ragazza palestinese cristiana venne uccisa dal padre perchè voleva sposare un musulmano... . Personalmente anche questo mi ha fatto riflettere.
Mi immagino come questo diplomatico dell'Anp (meno "moderata" di quanto dicano i nostri media!), abbia "lottato per tutta la vita per la libertà della sua Palestina" (cosa meriterebbe un capitolo politico che non finirebbe più!) se poi è arrivato a tentare di far ammazzare il fidanzato della figlia PERCHE' NON E' PALESTINESE! E poi ci vengono a raccontare della "fratellanza araba" e della mummah!

Anonimo ha detto...

ciao alesandra, no il libro non l'ho letto e visto che me l'hai segnalato l'aggiungo nella mia lunga lista di libri da acquistare.
Sono d'accordo con il tuo pensiero, la cosa che spavanta apposta ho scritto i retaggio culturale e religioso è ce quest'uomo ha lottato per anni per la libertà del suo paese per l'affermazione di un diritto, in un luogo cosmpolita come il Belgio e poi che fa??? tenta di uccidere il futuro genero e obbligare la figlia a sposare uno scelto da lui.
sul fto che un cristiano non voglia che la figlia/o sposi un musulmano purtroppo mi tovi d'accordo i cristiani d'oriente soffrono ogni giorno la discriminazione religiosa e sociale e devono distinguersi da chi partica la pace ISLAM e poi invece dimostra il contrario. on questo non voglio stigmatizzare tutti i musulmani, a purtroppo quando sono insieme e fagocitati dimenticano i loro buoni propositi in fondo il corano se uccidono un cristiano, li giustifica.
lorena

Anonimo ha detto...

scuate gli errori di dgt, ho qualche problema alla mano sinstrae con il dito medio non risco a spingere bene i tasti.
lorena

Alessandra ha detto...

:-)))Tranquilla, mi sono accorta di aver scritto "mummah", anzichè "ummah"!!!!

Alessandra ha detto...

Comunque il problema non era tanto che il padre palestinese cristiano non volesse che la figlia sposasse un musulmano (cosa che posso capire, soprattutto per i cristiani d'Oriente), ma che l'abbia addirittura uccisa: è l'esempio lampante che certi crimini c'entrano relativamente con la religione. Non cambia però il fatto che, il diplomatico palestinese in pensione, che viveva in Belgio, che sembrava aperto, "moderato" ecc. abbia mandato al fidanzato della figlia quell'sms è "La vita è un dettato, il dizio­nario è il Corano"... .

Anonimo ha detto...

Concordo uccidere è un gesto sconsiderato e ingistificabile qualsiasi reigione si professi, è di solito sono le donne le maggiori vittime.
Ma la frase del singnore palistenese manifesta una palese ingerenza nella vita della persona e della loro completa sottomissione all'islam in quanto religione, che non viene asslutamene scissa dall'individuo...
lorena

seguivo il tuo blog a un pò, diventa ogni giorno più interessante.La notte a lavoro ti leggo sempre ma non posso intervenire oggi mi sono scatenata. ciao

Alessandra ha detto...

Concordo uccidere è un gesto sconsiderato e ingistificabile qualsiasi reigione si professi, è di solito sono le donne le maggiori vittime.
Ma la frase del singnore palistenese manifesta una palese ingerenza nella vita della persona e della loro completa sottomissione all'islam in quanto religione, che non viene asslutamene scissa dall'individuo...

Certo. Ho messo apposta la frase in grassetto.

seguivo il tuo blog a un pò, diventa ogni giorno più interessante.La notte a lavoro ti leggo sempre ma non posso intervenire oggi mi sono scatenata. ciao

Ma sì, ma scatenati pure!!! A presto!

caposkaw ha detto...

la cosa che si capisce è che se non avessero un nemico comune (noi), si scannerebbero tra di loro come i cani che sono...

Alessandra ha detto...

Certo! se non ci fossimo ISRAELE e NOI, si scannerebbero davvero, più di ciò che già fanno. Vedi come si azzannano Hamas e Al-Fatah! Tragicomico, no?!

Anonimo ha detto...

che poi la comunità musulmana di bruxelles sia tanto civile, per me è tutto da dimostrare.
sw