giovedì 25 giugno 2009

SBAI (PDL): VIETARE IL BURQA ANCHE IN ITALIA

Roma, 24 giu (Velino) - “Nonostante le televisioni nazionali non abbiano dato rilevanza alla notizia, lo scorso giovedì è successo qualcosa di importante, qualcosa che forse può cambiare la pericolosa deriva verso il relativismo di cui è preda tutta l’Europa: i giudici del Tribunale di Bologna hanno dichiarato Akrane H., cittadino marocchino 46enne, colpevole per le minacce rivoltemi. Detta così potrà sembrare cosa da poco, ma, di fatto, la fatwa (condanna a morte) lanciatami è stata riconosciuta come reato”. Inizia così l’intervento di Souad Sbai, deputata del Popolo della libertà e presidente dell’Associazione donne marocchine in Italia, pubblicato oggi da Ffwebmagazine, periodico online della Fondazione Farefuturo presieduta da Gianfranco Fini. Questa “è la prima volta che in Italia accade una cosa del genere, e questo crea un precedente molto importante nell'ordinamento giuridico del nostro paese. Quanto successo a Bologna - prosegue Sbai - dimostra diverse cose: innanzitutto che anche nel nostro paese esistono certi pericoli in grado di sconfinare in azioni di odio e di aggressione; poi, che chi si batte contro questi pericoli rischia la propria vita; che non bisogna abbassare la guardia contro un fenomeno dilagante che in Gran Bretagna è riuscito a istituire i tribunali sharitici; e che bisogna effettuare una riflessione ponderata sul modello multiculturale che vogliamo costruire in un’Italia in cui di integrazione si è appena cominciato a parlare. Questa è la sola via per mettere un po’ di ordine in un melting pot che troppo spesso si nutre di ideologie strumentali, e che le istituzioni, al di là degli slogan strillati, dovrebbero dirigere, coordinare e regolamentare”. Dunque, “mentre in Francia il presidente Sarkozy dichiara che il burqa, in quanto segno di avvilimento e di asservimento umano e non religioso, non è il benvenuto sul territorio francese - prosegue Sbai -, in Italia abbiamo posto il primo gradino perché certe derive non possano essere messe in atto: l’istigazione alla violenza e la sua pratica non possono trovare ragioni o scusanti in alcuna origine etnica, tradizione o cultura religiosa. Per quanto mi riguarda - conclude la deputata del Pdl - non finisce qui! Lo scorso 6 maggio ho presentato in Parlamento una proposta di legge che integra la legge antiterrorismo del 1975 e che impedisce di indossare in luoghi pubblici o aperti al pubblico il burqa e il niqab che, non solo impediscono l'immediato riconoscimento dei cittadini, così ponendo problemi di sicurezza, ma che ledono la dignità dell'essere umano e delle donne. Il mio obiettivo è fare in modo che l'estremismo e la violenza non possano né trovare facile terreno, né tantomeno attecchire nella nostra Italia, un paese di tradizione liberale, democratica e repubblicana in cui ho scelto di vivere”. (Fonte: Souad Sbai )

E sempre a questo proposito e sulla deputata velata appena eletta al Parlamento regionale di Bruxelles: Una donna col velo al parlamento regionale di Bruxelles.Difesa dalla stampa araba che attacca anche Sarkozy per le sue dichiarazioni sul burqa .

Invece in Egitto: Cantante libanese uccisa: condanna a morte per assassini .

5 commenti:

Stefano ha detto...

Vietare il Burka?
Giusto GIUSTO GIUSTISSIMO.
Sarebbe una grande legge di libertà. e se i mariti vorranno mantenere le vecchie tradizioni, SE LO METTANO LORO IL VESTITO DI BELFAGOR.
Stefano.

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con Souad, bisogna arginare certi comportmenti, se si emigra in un altro paese si devono accettare le regole del paese che ci ospita.
personalmente trovo questo tipo di abbigliamente estremamente pericoloso,non si puo sapere chi si nasconde sotto un abbigliamento del genere inoltre lo trovo avvilente e provo fastidio nel vederlo.
Esso è solo un estremizzazione delle religione e non è previsto nel Corano.
Sono vicina a Souad e alle persone che combattono queste battaglie, al di là di un qualsiasi colore politico.
lorena

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con Souad, bisogna arginare certi comportmenti, se si emigra in un altro paese si devono accettare le regole del paese che ci ospita.
personalmente trovo questo tipo di abbigliamente estremamente pericoloso,non si puo sapere chi si nasconde sotto un abbigliamento del genere inoltre lo trovo avvilente e provo fastidio nel vederlo.
Esso è solo un estremizzazione delle religione e non è previsto nel Corano.
Sono vicina a Souad e alle persone che combattono queste battaglie, al di là di un qualsiasi colore politico.
lorena

Anonimo ha detto...

D'accordissimo con Lorena a Stefano.
Un Italiana non potrebbe andare in minigonna in Afganistan, loro non si mettano il Burqa. Complimenti alla Sbai per l'iniziativa.

Alessandra ha detto...

Sì, ma... Chi sei? :-) Souad Sbai aveva proposto di vietare il velo a scuola basandosi non tanto sul principio della laicità, che parifica il velo ai simboli religiosi come era successo Francia nel 2004, ma sul fatto che bambine e ragazzine (in particolare) non potrebbero portare l'hijab per scelta. Più che giusto.