venerdì 26 giugno 2009

LIMBIATE, PESTAGGIO A SFONDO RAZZISTA CONTRO IL PADRE DELLA SCRITTRICE GHAZY

L'AUTRICE 22ENNE HA SCRITTO UN LIBRO SUGLI IMMIGRATI DI SECONDA GENERAZIONE.

Per una banale questione di parcheggio una famiglia di cinque persone si è accanita ferocemente sull'egiziano.
LIMBIATE (Milano) - Chi ha visto quanto accaduto qui, in un’officina all’ombra di una chiesa, lo definisce un linciaggio. Un linciaggio iniziato con le parole «Tornatene al tuo Paese»: perché la vittima, Ibrahim Ghazy, cuoco 64enne e padre della 22enne scrittrice Randa Ghazy, in Italia da oltre vent’anni, è di origini egiziane. Un linciaggio del quale ora si stanno occupando i carabinieri della stazione di Limbiate e compiuto, a causa della lite per un parcheggio, da tre generazioni di una stessa famiglia – dai nonni al nipote 17enne. Ibrahim Ghazy è finito all’ospedale di Garbagnate Milanese con due costole fratturate, una vertebra scheggiata e una prognosi di almeno 45 giorni («ma dovrà stare a riposo almeno tre mesi» dicono i medici). Una certezza: «Quella che mi ha colpito è una rabbia razzista. Un odio a sangue».
Tutto è cominciato lo scorso venerdì, quando Ghazy ha portato la sua auto a riparare all'officina di via San Bernardo 4, a Limbiate. Aveva appena parcheggiato di fronte al cancello dell’autofficina quando si è trovato di fronte un residente nelle vicinanze, Roberto Genovesi. «Mi ha detto che non potevo posteggiare lì - racconta Ghazy dal letto d’ospedale - nonostante sia una strada pubblica, di fianco a una piazza pubblica». Peraltro, la casa di Roberto Genovesi non è accanto all’officina, ma almeno una ventina di metri più in là. «Mi ha tirato un pugno, ma ho lasciato correre. Avevo di fronte una giornata piena di lavoro, c’era da cuocere il pesce, in pizzeria. E ho pensato: se mi metto a litigare ora, non combino niente».
Quanto accaduto, però, non era che il preambolo di quanto sarebbe accaduto il lunedì successivo. «Erano le cinque, avevo appena chiuso l’officina», ricorda il titolare, Paolo Genovesi (cugino dell'uomo che aveva iniziato la lite, ma i due non hanno rapporti da anni). Ghazy è arrivato in auto con un parente per recuperare la sua macchina. È entrato nel garage, e una volta uscito ha trovato Roberto Genovesi ad aspettarlo con tutta la famiglia: padre, madre, moglie e figlio. «Scattavano foto alla macchina dove c’era il mio parente. Quando sono arrivato, la signora più anziana, che per camminare usa un bastone, ha iniziato a usarlo per picchiarmi. "Tornatene al tuo Paese", urlava. Le ho risposto: "Signora, sono italiano come lei". Quando ho chiesto che cosa ci fosse da fotografare, ho ricevuto un altro pugno. E a quel punto ho capito che erano lì per farmi del male. E ho tirato un pugno anch’io». Un pugno che ha rotto il setto nasale del Genovesi – che, in attesa di rilasciare dichiarazioni ufficiali, tiene però a smentire «per intero» le dichiarazioni di Ghazy. (Fonte: Corsera )

Video intervista a Randa Ghazy: «L'intolleranza aumenta» . Randa, a 15 anni, ha scritto il libro "Sognando Palestina" (Fabbri Editori) . Come pensavo, scrive su "Yalla, Italia", mensile su cui scrivono ragazzi immigrati di seconda generazione .
A quel punto è scattata la furia dei cinque membri della famiglia Genovesi. «Ho visto Ghazy rientrare di corsa nell’officina, inseguito da tutte quelle persone - ricorda il meccanico . Ha tentato di afferrare un attrezzo per difendersi, ma è stato colpito con un bastone alla schiena. E quando era a terra, contro il muro, è stato colpito di continuo, a calci. Finché non è rimasto immobile». Mentre lo picchiavano, la madre del signor Genovesi – ben oltre i 70 anni – è andata dal titolare dell’officina, urlandogli: «Ma che gente porti qui…?». «Ero senza parole: tutto è accaduto in pochissimi secondi», spiega il meccanico, ancora incredulo. «Un linciaggio, ecco cos’è stato. Una violenza simile l’ho vista solo in tv, solo nei film. E per di più contro un uomo come Ibrahim, sempre gentile, sempre a modo: uno che non alza mai la voce, figurarsi le mani. Ma sono sicuro che a scatenare la rabbia c’è stato il fatto che fosse egiziano». Non si tratta del primo gesto ostile della famiglia. C’erano state dispute territoriali, persino l’incendio di un pezzo di terreno. Sono convinti che quella strada, quel pezzo di terra, sia cosa loro.
Senza parole è pure Randa Ghazy, 22 anni, figlia di Ibrahim e autrice di tre libri, l’ultimo dei quali – «Oggi forse non ammazzo nessuno. Storie minime di una giovane musulmana stranamente non terrorista» (Fabbri editrice) – è un romanzo dedicato alle difficoltà di integrazione degli immigrati di seconda generazione. «Un accanimento del genere lascia scioccati. Mio padre è una persona onesta e pacifica, rigorosa nel rispettare i diritti degli altri, non si meritava una cosa del genere, e oltre al dolore fisico ora si porta dietro un senso di offesa e umiliazione. La nostra identità non cambia, siamo sempre italiani. È la fiducia nei confronti degli altri ad essere profondamente danneggiata. Ora spero che la giustizia faccia il suo corso e punisca severamente questa ferocia. Altrimenti lo sconforto e il senso di ingiustizia minano gravemente le persone che la subiscono e la loro fiducia e il loro amore per il Paese in cui hanno scelto di vivere».

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Spero che quei luridi razzisti vadano in galera.

caposkaw ha detto...

l'episodio in particolare è deplorevole, ma grazie alla politica di "accoglienza a cani e porci" adesso abbiamo questi bei risultati.
non lo vedo poi così eccessivamente negativo, perchè sono gli italiani che menano gli stranieri, invece che ad esempio in francia dove è il contrario.
e se le cose non cambiano, questi episodi aumenteranno.

Alessandra ha detto...

non lo vedo poi così eccessivamente negativo, perchè sono gli italiani che menano gli stranieri, invece che ad esempio in francia dove è il contrario.

Sì, ok, d'altra parte una delle "conseguenze" di questi fatti è anche il ragazzo d'origine egiziana dell'altro post che minaccia Souad Sbai e fa apologia di terrorismo (il canale è stato aperto nel 2007). MA, PERO'... il padre di Randa Ghazy è in Italia da una trentina d'anni: uno crede di essersi integrato, invece... . Cmq stanno indagando.

caposkaw ha detto...

cara mia, grazie a quelli che non si integrano, c'è l'alibi (lo so che è un alibi che fa schifo, ma c'è) per fare cose del genere.
io non sono affatto d'accordo, ma queste cose succedono.

Alessandra ha detto...

Certo che succedono : hai voglia... !!! E mi pare che anche sul mio blog, non me lo dimentichi... .

Vituccio ha detto...

Qui il razzismo centra poco o niente.Io penso solo che sia finito (sfortunatamente) in mezzo ad un branco di feroci ed ingoranti Italiani.Sarebbe stato uguale se era Italiano penso. L'ignoranza e la violenza gratutita non fanno differenze.

Alessandra ha detto...

Boh, staremo a vedere. A quanto pare c'è anche la testimonianza del titolare dell' autofficina. Sul "Corriere" cartaceo ci sono anche le dichiarazioni del signor Genovesi, che dice che vorrebbe scusarsi con il signor Ghazy, che ha anche amici stranieri... .
Quello che mi dà da pensare è il titolo dell'ultimo romanzo della figlia, un po' troppo provocatorio per i miei gusti, anche se capisco il punto di vista: «Oggi forse non ammazzo nessuno. Storie minime di una giovane musulmana stranamente non terrorista» . Però non l'ho letto, quindi non posso giudicare granchè... . Di Randa Ghazy ho letto "Sognando Palestina", che è anche nella "Piccola biblioteca" del blog.

Annamaria ha detto...

Non trovo giustificazioni all'accaduto.
Il fatto che gli altri sbaglino con noi, nn significa approvare certi atteggiamenti spropositati.
E questo è razzismo. Altrimenti nn si giustificherebbero le frasi riportate.
Scusate, ma io sono di quelli che se c'è da accusare si accusa, da punire si punisce, ma anche di quelli che vogliono avere la testa alta nei confronti di tutti quelli che sono qui e lo fanno con l'animo pulito.

Alessandra ha detto...

Infatti. Se è vero che gli immigrati e i ragazzi di seconda generazione devono comportarsi come è giusto comportarsi nel Paese ospitante (ricordiamo il caso estremo degli attentati di Londra compiuti da CITTADINI BRITANNICI!), capire le nostre paure e non lasciarsi andare al vittimismo, a geralizzazioni e a contro-razzismi, il razzismo non può chiaramente avere giustificazione contro chi non c'entra niente. Ho letto che in un'intervista su "Yalla, Italia", alla domanda se si sentisse integrato, Ibrahim, il padre di Randa Ghazy ha risposto: "NO. Mi sento italiano al 100%). A maggior ragione dovrebbero sentirsi italiani i suoi figli che sono anche nati qua.

Alessandra ha detto...

Ha ragione però anche Capo quando dice che certe situazioni sono l'esito di una politica di accoglienza di "cani e porci" (e alcuni sono proprio cani e porci!): bisogna considerare anche quello ed esigere (ma davvero) dagli immigrati il rispetto delle nostre leggi e regole. Senza aver timore di "offenderli" come si fa con i musulmani perchè si ha paura di loro, che magari facciano un attentato in casa nostra (altrimenti davvero, come dice il titolo dell'ultimo romanzo di Randa Ghazy, troviamo "strano" che una ragazza musulmana come lei non sia una terrorista). Altrimenti pensano davvero di aver trovato il bengodi! Non esiste che leviamo le croci dalle pareti delle scuole e non facciamo il presepe per "non offendere" i bambini musulmani o che mettiamo le statuine del presepe in kefiah o VELO!!!

Annamaria ha detto...

Ma infatti ritengo che nn si ponga il problema.
E nn capisco perchè chi governa se lo ponga o alcune insegnanti abbiano degli scrupoli e modifichino le canzoncine di Natale della recita...
Proprio nn esiste la questione.

Anonimo ha detto...

Secondo me qui non è una questione religiosa, ma una questione di intolleranza verso tutto e tutti e non l trovo giusto, se un immigrato è un regolare lavoratore con permesso di soggiorno, non vedo l perchè del doverlo discriminare,tra l'altro questa è una famiglia integrata che vive in italia da molto tempo, perchè trovo del tutto ingiustifcato un comportamento simile.
D'accordo con la politica sbagliata del'accogliere tutti e tutto, ma è anche vero che molti italiani non vogliono più fare determinati lavori per cui la risorsa srve è finchè e regolare e rispetta la legge perchè picchiarli?...........

lorena

Alessandra ha detto...

Appunto... . No, qui la questione religiosa non c'entra.