venerdì 27 marzo 2009

TERRIBILE EMERGENZA PER UN'ATTRICE AFGHANA


Parwin Mushthal ha recitato in numerose produzioni di cui questa sopra dal titolo Soeurs, (Sorelle).

La passione dell'attrice afghana Parwin Mushthal per il suo lavoro le ha fatto pagare un pesante tributo: ha avuto per conseguenza l'omicidio di suo marito e l' ha costretta a vivere nascosta con i suoi due figli.
La scelta di carriera della Mushthal sembra non essere ben gradita dai talebani ed dai loro sostenitori.
Ha ricevuto minacce per telefono, ed insulti nelle strade da gente che le diceva di abbandonare la sua carriera.
Ella ha dichiarato alla BBC di pensare che il suo continuo disprezzo per quelle minacce abbia portato sconosciuti uomini armati a sparare al marito 39enne, un taxista, a dicembre a Kabul.
Da allora la sua vita è precipitata.

PROSTITUZIONE
L'interesse di Parwin Mushthal per la recitazione risale ai suoi giorni alle superiori. E'apparsa in più di 20 produzioni teatrali e dozzine di film e di regola sulla TV afghana.
E' attualmente nella serie televisiva, Bulbul, ed è anche apparsa in numerose pubblicità.
Se sue performance più conosciute sono nelle Pene dell'Amore Perduto di Shakespeare, che è stato recitato in lingua dari e in "Sorelle" (da lei co-prodotto). Entrambe le produzioni erano in collaborazione con la Kabul's Foundation for Culture and Civil Society.
Ma sebbene la Mushthal fosse ben nota, dovette nascondere la sua carriera alla famiglia di suo marito, poichè molta gente in Afghanistan associano il lavoro della recitazione con l'immoralità. Le donne che recitano possono vedersi accusate di prostituzione.
"Quando i suoi fratelli vennero dalle province a casa nostra (a Kabul) come ospiti, non abbiamo acceso la TV perchè ero sempre nelle pubblicità", ha raccontato la 41enne al programma della BBC World Service's Outlook. "Temevo che le vedessero, allora mettevo solo un dvd e facevo vedere loro quello", ha detto.
Ma come la sua fama crebbe, così fece il livello delle minacce contro di lei. Iniziò a ricevere avvertimenti da gente che la conosceva. "Quando andavo lavorare, delle persone mi attendevano al mio passaggio" dice. "Erano di solito in bicicletta, e mi dicevano: voi donne, non dovreste più essere qui".
All'inizio, se ne infischiava di queste minacce, ma le cose hanno iniziato a peggiorare. "Mio marito… riceveva colpi di telefono dalla provincia di Khost da gente che gli chiedeva del perché lasciava sua moglie mostrarsi alla televisione". Mushthal pensò all'inizio che queste minacce non fossero serie e che fossero legate probabilmente con le sue scelte d'abbigliamento. Cosí iniziò a portare un grande foulard. "Poi, più tardi, ho capito che era legato al fatto che lavoravo alla televisione e che dovevo abbandonare".
AGGREDITA
Col tempo, le aggressioni si fecero più minacciose. "Rientravo a casa, ed un uomo è arrivato da dietro sulla sua bicicletta, e mi ha colpita alla schiena" spiega Mushthal, "Ho fatto una brutta caduta a terra, e ho ancora male alla gamba, poiché mi ha colpita forte". "Ero con mio figlio piccolo, piangevo, e siamo rientrati di corsa a casa".
Suo marito era preoccupato del perchè avesse male, ma lei non voleva preoccuparlo e gli disse solo che era caduta e si era fatta male alla gamba. Ma le cose cominciarono a peggiore quando suo marito fu l'obiettivo di un'odiosa aggressione. "Quella notte, il giovane che ha ucciso mio marito l'ha chiamato in continuazione perché uscisse di casa". "Mio marito era molto stanco, e non aveva alcuna voglia di uscire. Questo tipo é ritornato il giorno dopo alle 5 del pomeriggio, e gli ha chiesto di uscire per incontrarlo". "Mio marito è uscito, io mi sono resa conto che era un po' tardi, ed iniziava a fare buio".
Dato che suo marito non tornava, provò a chiamarlo ma il suo telefono era spento. Era buio e non c'era elettricità.
"Alle 20.00 in punto, ho sentito uno sparo. Non ho potuto uscire perchè avevo molta paura", dice Parwin. "Ero sola con i miei bambini siccome non c'era un altro uomo nella mia famiglia". Sentivo che era successo qualcosa, ma non sapevo cosa. "I miei bambini hanno iniziato a piangere e a chiedere dove fosse il loro papà. Non potevo fare niente allora li ho lasciati dormire e dissi che papà sarebbe venuto".
La Mushthal chiuse la porta a chiave, e restò in piedi tutta la notte, per paura che qualcuno entrasse in casa, per proteggere lei ed i suoi bambini di 8 e 9 anni.
"LA NOSTRA VITA ERA FELICE"
Al mattino, la polizia la avvertì che suo marito era stato ucciso. "Ho visto mio marito steso a terra, il viso coperto di sangue. Non mi hanno autorizzata ad avvicinarmi al corpo, ma si poteva vedere che aveva ricevuto molti proiettili. Gridavo e piangevo" dice.
"Quel giorno, i miei bambini erano particolarmente spaventati ed avevano una grande paura, si aggrappavano a me e mi dicevano: non uscire o uccideranno anche te mamma".
La famiglia di suo marito portò il corpo nella provincia di Khost e ormai lei è nascosta da tre mesi con i suoi due bambini.
"Sono ancora nascosta, nessuno sa dove sono", dice. "Conducevamo una vita davvero felice, eravamo realmente vicini l'uno dall'altro, mi amava veramente".
Parwin Mushthal non è un caso isolato. I giornalisti dicono che c'è un marcato senso di smarrimento in molte donne che lavorano a Kabul e altre città afghane da che la presenza dei Talebani - che non hanno fatto mistero della loro contrarietà che le donne lavorassero - appare crescere anche più forte.

2 commenti:

Dolcelei ha detto...

Che tristezza..si arriva addirittura al delitto. sono senza parole.

Alessandra ha detto...

Ne avevo parlato in qualche post fa: le hanno ucciso il marito per la "lasciava" recitare... . Eh, non faceva il suo dovere di uomo e di marito: tarpare le ali alla moglie, rinchiuderla in casa, in burqa, menarla e farle fare la schiava... .