mercoledì 11 marzo 2009

LE DONNE IRACHENE, VITTIME DIMENTICATE


Rapporto Oxfam.

BAGDAD - Nadia Hussein era incinta quando il marito è stato ucciso. Ha perso il bambino. Poi ha trovato un lavoro come donna delle pulizie. "L'uomo e suo fratello mi hanno fatto delle proposte. Poi hanno cercato di violentarmi", ha raccontato alla Bbc. "Mio nipote, che è alcolizzato, mi picchiava. Mi accusava di aver fatto cose orribili".
La storia di Nadia non è unica. Il 20% delle vedove irachene è vittima di violenze domestiche. Secondo Oxfam, che ha pubblicato ieri il rapporto "A parole sue: preoccupazioni e sfide delle donne in Iraq" in coincidenza con la Festa della Donna. Si basa su un sondaggio, condotto su 1.700 donne in tutto il Paese: mostra che la loro condizione non sta migliorando nonostante la relativa riduzione della violenza in Iraq. Lamentano la carenza di servizi fondamentali, come elettricità (l'82%), acqua (25%), sanità (50%). Un terzo delle intervistate ha perso un familiare (le decine di migliaia di donne rimaste vedove dal 2003 si sommano alle centinaia di migliaia che persero il marito nella guerra Iran-Iraq). Dovrebbero ricevere un sussidio di un dollaro al giorno dal governo. Ma il 75% non ha mai visto quei soldi. Secondo la Bbc, il 40% delle prostitute in Iraq sono vedove. Oxfam chiede al governo iracheno di occuparsi di più delle donne. Lo scorso mese la ministra irachena delle Questioni femminili Nawal al-Samarraie si dimise per protesta, non avendo risorse per affrontare i problemi. (Fonte: "Corriere della Sera", 9/3)

2 commenti:

fuoridalghetto ha detto...

Che orrore infinito!

Alessandra ha detto...

Se un popolo non è DAVVERO pronto per la democrazia, non c'è guerra di liberazione che tenga... .