giovedì 19 marzo 2009

"ISLAM. ISTRUZIONI PER L' USO", di VALENTINA COLOMBO (Ed. Mondadori)


Se ne parla tanto, ma cosa sappiamo davvero dell' universo musulmano? Questo saggio di una delle maggiori esperte italiane offre uno sguardo a tutto tondo sulla "galassia" Islam, sia per gli addetti ai lavori sia per chi vuole accostarsi per la prima volta a questo mondo poliedrico e immenso. Dalla fondamentale distinzione tra "arabi" e "musulmani" all'evoluzione storica della religione islamica, dai suo testo sacro, il Corano, al diritto islamico, dalla posizione della donna al pensiero politico (comprese le questioni scottanti dell'integralismo e del fondamentalismo).


"La questione della donna è inscindibile da quella dell'islam. Quando dico che è inscindibile vuol dire che c'è una questione centrale che rivela il tutto, è una parte di un tutto che si rivela e quindi è una questione paradigmatica, centrale perchè la donna è l'altro primigenio, è il primo altro su cui si aprono gli occhi e quindi determina il rapporto di ogni comunità rispetto all'alterità di ogni altro essere. E' la donna il metro su cui si può misurare il grado di tolleranza della società e la sua capacità di non trasformare la differenza in inferiorità. Le società che non accettano l'alterità della donna come essere libero e la sua uguaglianza, la sua parità come simile, non accettano nessun altro e trasformano tutti i diversi in minoranze che incarnano quello che nella letteratura femminista si chiama il divenire femminile, che appunto è rappresentato da una serie di categorie che non necessariamente rappresentano le donne. La discriminazione si costruisce sull'odio, un certo odio sapientemente elevato a sistema, è una mina in azione, è una macchina che attacca le donne, continua a spezzare le vite di tutti gli esseri resi minori da tutte le società tradizionali e patriarcali. Gli uomini deboli, i poveri, i bambini, gli omosessuali, i pazzi, gli handicappati, i bastardi, i non correligionari. La questione della donna è quindi inscindibile in quanto parte di quella dell'islam. L'islam e la donna hanno un nemico comune, che è il totalitarismo religioso in tutte le sue forme. I nostri testi sacri non possono più essere una fonte di legislazione se non creando le peggiori disuguaglianze liberticide. Dobbiamo rinunciare all'idea, che secondo me è un'impostura intellettuale, molto diffusa anche fra le femministe e fra le antifemministe islamiche, che l'islam ha liberato la donna, che la sharìa le rende giustizia, che la mette in condizione di parità rispetto all'uomo. Questa cosa non è vera, è una vera negazione della realtà storica". ( Raja Benslama, intellettuale liberale tunisina, cap. "Donne e islam", pagg. 127-128)

9 commenti:

Orpheus ha detto...

"I nostri testi sacri non possono più essere una fonte di legislazione se non creando le peggiori disuguaglianze liberticide"
Perfettamente d'accordo peccato che non siano in molti a pensarla così nei paesi islamici.
Molto interessante, questo libro, penso che me lo comprerò.
Ciao e grazie
Mary

Alessandra ha detto...

Niente, figurati. Sono perfettamente d'accordo anch'io.
Interessante che, come Raja Benslama fa notare, le femministe islamiche e le ANTIFEMMINISTE islamiche sostengano entrambe che l'islam abbia liberato la donna e soprattutto che la shar'ia la metta sullo stesso piano dell'uomo! E'vero che l'islam ha migliorato la condizione della donna rispetto all'epoca PREISLAMICA: la società era ancora più rigidamente patriarcale, ha garantito alla donna la possibilità di ereditare (peccato che la metà rispetto all'uomo), ha vietato l'infanticidio femminile (le bambine, in quanto femmine venivano sepolte vive): l'uomo deve "accettare" quello che ha Allah ha donnato!
Però chiaramente questi miglioramenti andavano bene 1400 anni fa: patlarne oggi per far vedere come l'islam tiene in conside
razione la donna, fa ridere! Poi ovviamente non è che l'infanticidio femminile non sia più praticato "perchè lo dice il Corano".
E' anche interessante che la Benslama dica che SIA l'islam CHE la donna abbiano nell'estremismo il loro nemico comune.

caposkaw ha detto...

dal grande www.scettico72.splinder.com , firmate la petizione per la messa al bando della lapidazione delle donne!
http://www.stopthestoning.com/Petition/index.php?dil=Italian

Alessandra ha detto...

Ho visto, grazie: ora firmo.

sinedie ha detto...

Molto interessante, al di la, della valutazione negativa di fondo sull'islam e la donna che ritengo scontata. Mi ha colpito il concetto dell'universo femminile come "primo e altro primigenio" e quindi metro di misura per valutare il grado di tolleranza di una società. Sono d'accordo e, su questo punto sarebbe meglio per tutti fare un mea culpa e rivedere alcune cose della nostra struttura sociale; Raja Benslama dovrà guardarsi da tutti i lati dopo aver scritto questo libro e non è detto che gli attacchi peggiori le arrivino solo dal mondo islamico.

Alessandra ha detto...

Bèh, più che "negativa", la sua valutazione sull'islam è critica, in senso etimologico, direi, perchè esprime un giudizio, fa un'analisi che anch'io condivido, in particolare sulla donna. So che ben pochi occidentali sono disposti o capaci di farla. Raja Benslama ha già subito attacchi dal mondo islamico per le sue posizioni (da quello non islamico non so, ma non lo escludo).
La donna è esattamente il "primo e altro primigenio" rispetto all'uomo, perchè è il primo essere con cui ha dovuto confrontarsi e in quanto tale è il metro per valutare come si comporta con gli altri.

Anonimo ha detto...

vi invito a dare un'occhiata a questo sito dedicato a Oriana Fallaci

http://www.iostoconoriana.it/site/news.php

Alessandra ha detto...

Grazie, l'ho presente :-)

Anonimo ha detto...

quello che stavo cercando, grazie