lunedì 23 marzo 2009

APPELLO DELLO SFREGIATORE: NON ACCECARMI COME HO FATTO IO


Innamorato respinto sfigurò con l'acido una giovane: punito con stesso trattamento.

Il giovane in carcere a Teheran invoca la ragazza: risparmiami un occhio e mi prenderò cura di te.

MADRID - Ancora pochi giorni e, forse già all'inizio di aprile, terminate le celebrazioni del nuovo anno persiano, la pena sarà eseguita: occhio per occhio. Ameneh Bahrami (foto in alto, dopo e prima dell'acidificazione) una trentenne iraniana che vive a Barcellona, tornerà a Teheran per riscuotere il risarcimento che le spetta per la legge del taglione: la vista di Majid Movahedi (foto). Tornerà a incontrare quello spasimante respinto, soltanto per trascinarlo nella stessa oscurità cui lui la condannò cinque anni fa. Nello stesso inferno di sofferenza e mutilazione. Ameneh non perdona, anche se il ragazzo, in un'intervista esclusiva al quotidiano spagnolo El Mundo, le rivolge un estremo appello. Anzi, una nuova proposta: «Risparmiami almeno un occhio, perché io possa prendermi cura di te. Ripagarti del male che ti ho fatto. Assisterti per tutta la vita».
Ma lei non vuole saperne di dimezzare il conto e, tanto meno, di condividere con lui il resto dell'esistenza. O, non sia mai, di vedere il mondo attraverso i suoi occhi. Vuole, pretende che Majid viva il suo stesso calvario. E sogna di essere lei stessa a lasciar cadere le quaranta gocce di acido stabilite dal tribunale nelle pupille del suo sfregiatore. Da una cella della capitale iraniana lo studente che cinque anni fa sfigurò e accecò Ameneh, gettandole dell'acido in faccia, tenta di difendersi: «Io volevo sposarla. Avevo fatto tutto il possibile perché accettasse la mia proposta. La supplicavo, ma lei non mi ascoltava. Non mi lasciò altra scelta. Pensavo che, se le avessi bruciato il volto, nessun altro uomo l'avrebbe sposata e lei avrebbe finito per accettare me».
Non è un ragionamento poi così originale in Iran: deturpare un amore non corrisposto per indurlo ad accontentarsi dell'unico pretendente rimasto. Gli uomini, e anche le donne, che vi ricorrono si sono conquistati perfino un appellativo sul dizionario: acid-pashi, lanciatori di acido. (Fonte: Corriere della Sera)
Non voglio essere ipocrita: quel ragazzo merita di essere accecato con l'acido, come ha accecato Ameneh. Sarei altrettanto ipocrita se non ammettessi che, al posto della ragazza, vorrei essere proprio io ad infilargli le 40 gocce nell'occhio. Anzi, magari l'avrei già fatto senza aspettare la sentenza. Non credo al pentimento di Majid e meno che mai che la ami ancora o che l'abbia amata in passato! Quanto ad "assisterla" per tutta la vita, mi pare che lui l'abbia già "assistita" più che a sufficienza e ora dovrebbe solo tenersi a debita di distanza! Però trovo un paradosso che, mentre le donne iraniane continuano a subire le discriminazioni che subiscono, un tribunale accetti di assecondare una ragazza che chiede di applicare la legge del taglione per aver patito una mostruosità come l'acidificazione!
Gli uomini, e anche le donne, che vi ricorrono si sono conquistati perfino un appellativo sul dizionario: acid-pashi, lanciatori di acido. «Ma di solito sono condannati a due o tre anni di carcere. Per me, non è stato così » non si capacita di tanta severità nei suoi confronti Majid, che ancora crede di aver possibilità di far breccia nel cuore di Ameneh. In aula ha ascoltato, come se non la sentisse, la donna dei suoi sogni reclamare il suo atroce risarcimento. Ha ascoltato i giudici accoglierla e non si è ribellato: «Me lo merito». Ma coltiva ancora la sua disperata illusione: «Vorrei vivere con lei, anche da cieco. Continuo ad amarla e sarà sempre così, anche se saremo ciechi entrambi. Tutti pensano che io voglia soltanto sfuggire alla condanna e perciò lo dica. Invece la amo». Majid implora El Mundo di far giungere ad Ameneh, a Barcellona, una lettera con la sua richiesta di perdono. Niente da fare: «Quel ragazzo mente». E tra due settimane, quando scoccherà l'ora della vendetta: «Io non mi tirerò indietro» giura Ameneh.

22 commenti:

barbara ha detto...

Non so, io non credo che sarei capace di farlo.

Kat ha detto...

a me sembra più che giusto : il personaggio in questione ha distrutto la vita ed il futuro di un'altra persona per i suoi capriccetti da bamboccetto incapace di reggere un rifiuto e di acettare che la donna in questione potesse avere una volontà.

Ma il viso, a questa brutta merda, non glielo sfigurano ? Peccato.

caposkaw ha detto...

fottiti, str***o.
io lo farei impalare!

caposkaw ha detto...

e ovviamente non era rivolto alle commentatrici.
ai cosi come quello io gli farei l'inimmaginabile...

Alessandra ha detto...

Ciao Kat e Capo, in teoria sono più che d'accordo: IN TEORIA! Ma come la mettiamo con tutte le ingiustizie che la Repubblica islamica infligge alle donne? Un tribunale in cui la testimonianza di una donna vale la metà di quella di un uomo si accetta una richiesta DEL GENERE da parte di una ragazza?

caposkaw ha detto...

infatti è già tanto che glielo lascino accecare...
e solo perchè questo caso ha rilevanza internazionale..

Alessandra ha detto...

Senz'altro, però mi sono venute in mente le critiche che sono state mosse al Premio Nobel per la Pace Shirin Ebadi (chiamata da molti "ayatollessa" perchè sarebbe collusa col regime, su fratello lavorava per Khatami ecc. ecc.). Ha chiesto e ottenuto la condanna a morte di un uomo giudicato colpevole di stupro, anche da diversi iraniani: in effetti non è un azione da Premio Nobel per la Pace! Però mi sono detta: "Vista la situazione delle donne in Iran, meglio approfittare delle leggi che ci sono, se qualche volta posso essere usate a vantaggio delle donne!". Vogliamo dire che anche questo il caso? Non so se faccio bene a parlare, ma non è che la ragazza, acidificando il suo ex e acidificatore si mette sullo stesso livello?! Sono solo contenta che le voglia giustizia, che si voglia ribellare, ma in quel modo... . Insomma, spero che ci ripensi.

Vituccio ha detto...

No cara Alessandra,speriamo che non ci ripensi.Deve mettere quest'"uomo" in uno stato di non poter più nuocere ad altre potenziali vittime.E' solo questo il motivo,e non per giustizia o vendetta.Finiamola con stó perbuonismo.

Ciao

Alessandra ha detto...

Tesoro caro, stiamo parlando di acidificazione... . Dirsi contrari alla legge del taglione anche in questo caso è buonismo?!!! Sono talmente buonista che ho creato un blog di questo tipo: per favore non accetto più accuse di buonismo, quando si tratta di diritti delle donne. Ho semplicemente espresso la mia opinione.

Anonimo ha detto...

Non mi piace questo tipo di condanna ... io lo condannerei per tutta la vita ad andare in tutte le scuole del suo paese a spiegare ai maschietti cosa vuol dire rispetto per la LIBERTA' delle donne , di giorno, e di notte in galera nelle condizioni più difficili...ma non credo che nessun gioudice gli darebbe questa condanna. Grandmere

Alessandra ha detto...

Non credo che sarebbe in grado di spiegare ai maschietti iraniani cos'è il rispetto per la libertà delle donne: anzi, qualcuno dovrebbe spiegarlo a lui o almeno provarci! Carcere duro (in Iran credo che sia veramente duro!) e a vita penso sia sufficiente.

Orpheus ha detto...

Beh di botto sono d'accordo con quella povera ragazza, quel bastardo si merita l'acido in faccia.
Però se si continua ad applicare la sharia, l'islam non uscirà mai dall barbarie in cui si trova.
Quindi opterei per una condanna esemplare ma basata sull legge.
Il pezzo mi intriga, Ale, lo rilancio sul mio blog...
Ciao Mary

Alessandra ha detto...

Fai, fai.

Vituccio ha detto...

Tesoro cara,il perbuonismo non era rivolto a te direttamente,ma parlavo in generale.

Difficile se non impossibile il perdono da parte di questa donna dovendosi forse guardare allo specchio tutti i giorni.Facile parlare al suo posto.Anch'io preferirei la prigione a vita,ma se lei dedice per l'acidificazione é giusto che sia cosí.

Ho espresso solo una mia opinione.

vituccio ha detto...

ops...decide

Alessandra ha detto...

Infatti anch'io ho detto che non dovrei parlare: non sono al posto di Amineh, grazie a Dio... . Ho detto che spero ci ripensi, ma è lei, a questo punto, a dover decidere.
Penso anche che sia facile, troppo facile, dire che lei abbia ragione, che debba VENDICARSI e versare l'acido nell'occhio del suo acidificatore. Quoto quanto dice Orpheus sulla shar'ia.

Dolcelei ha detto...

A me sembra una tragedia nella tragedia. E' tutto così assurdo e pazzesco. Finchè ci sarà questa mentalità pazza nell'uomo, ci sarà anche l'odio senza confini di umanità, di donne come Ameneh.
Non c'è altro da dire è tutto atroce.
Buona settimana cara e grazie per esser passata e aver commentato. ^_^

Alessandra ha detto...

Buona settimana anche a te! :-) In fondo alla pagina ci sono ancora due posticini che reclamano commenti: due buone notizie (almeno ogni tanto).

fuoridalghetto ha detto...

Che barbarie!

barbara ha detto...

A me resta comunque molto ma molto difficile qualificare come essere umano qualcuno che a sangue freddo è capace di versare, UNA PER UNA quaranta gocce di acido negli occhi di qualcuno, chiunque sia. Senza che questo, oltretutto, serva a recuperare ciò che è stato perduto.

Alessandra ha detto...

Infatti... . Mi verrebbe quasi da dire che, da un certo punto di vista, erano fatti l'uno per l'altra e mi dispiace davvero dirlo!

blu ha detto...

dovrebbero sfiguragli tutto il corpo
oltre che accecarlo