venerdì 13 febbraio 2009

LA VITTORIA DELLE DONNE ALLA KNESSET

Approfittando dei risultati delle elezioni, i media in queste ore, hanno trovato un altro modo per dare addosso a Israele: "vince la destra razzista", "l'estrema destra israeliana", ecc. ecc. Titoli simili vanno per la maggiore in gogle news e nelle prime pagine online dei quotidiani. In pochi infatti si accorgono che tra i vincitori, ci sono sì razzisti, ma arabi antisionisti che vorrebbero negare a Israele ciò che pretendono per sé e i palestinesi. Eppure queste persone preferiscono di gran lunga vivere in uno Stato democratico, farsi eleggere e sputare nel piatto dove mangiano. Peccato per questa signora, potrebbe approfittare del nuovo ruolo che riveste per modernizzare la sua società, chiedere più diritti, lavorare per una convivenza pacifica, invece che ripetere a pappagallo le dichiarazioni dei fondamentalisti islamici:

Per la prima volta nella storia di Israele, una donna araba eletta in un partito arabo siederà sui banchi del nuovo parlamento israeliano, la Knesset. Lo annuncia oggi la tv satellitare araba al Jazeera che ha intervistato la neo-deputata araba palestinese Hanin al Za'abi, eletta nella lista "Raggruppamento Nazionale Democratico" che si è aggiudicato 11 dei 120 seggi parlamentari nelle elezioni svoltesi ieri nello stato ebraico. "Non faremo parte di nessun governo", ha dichiarato al Za'abi, spiegando ai telespettatori che il suo raggruppamento non si propone "né come opposizione né come forza di governo", anche se "in passato abbiamo fatto da rete di sicurezza" per alcuni esecutivi di Gerusalemme. "Noi - ha affermato all'emittente araba - eravamo e restiamo parte del conflitto palestinese-israeliano". Conflitto, ha precisato la giovane deputata, inteso come "scontro con il progetto sionista che vuole Israele come stato unicamente ebraico, mentre noi lottiamo per uno stato per tutti i cittadini". Il numero degli arabi israeliani è di circa 1,5 milioni su poco più sette milioni di cittadini. (Fonte: "Esperimento")

Invece la scrittrice sudanese Ghada Abd Al-Aziz, che vive in America ha dichiarato: "Io amo il popolo americano": http://www.memritv.org/clip/en/2025.htm.

Un padre-imam (che era già stato espulso nel 2007) ha sposato in Francia la figlia 14enne con un 29 che è stato arrestato: link e alcuni convertiti nostrani all'islam stabiliscono che alla donna è vietato raccontare le faccende coniugali: link .

4 commenti:

Stefano Maestri. ha detto...

Le femmine che tifano per gli islamisti, non sono donne, ma agenti segreti del maschilismo travestite da donna.

Alessandra ha detto...

Non so se questa tifi per gli islamisti anche perchè è contro i diritti delle donne, certo che se usa la sua vittoria politica per remare contro Israele, come minimo è un peccato. Potrebbe usarla per qualcosa di meglio!

Giovanni Fontana ha detto...

Il concetto dello "sputare nel piatto dove si mangia" è un concetto terribile che le persone per bene non dovrebbero permettersi. È il soffocamento del dissenso, è la ragione con cui Mussolini (ma anche Fidel Castro) accusavano gli oppositori di fronte all'opinione pubblica.

Nella fattispecie, purtroppo, non è neanche sempre vero: ci sono alcuni pazzi che preferirebbero vivere in Palestina piuttosto che in Israele

Anonimo ha detto...

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