venerdì 27 febbraio 2009

"DOPO LA NOTTE" di Alessandra Boga (Edizioni "Il filo")

In copertina: Francesco Floriddia da Siracusa, Donne che guardano da lontano.

Il nome di Leila significa Notte e così si abituano a chiamarla i suoi amici italiani e non solo. La famiglia della ragazza, legata a tradizioni patriarcali e a una visione radicale dell’islam, le impedisce di inserirsi completamente in quell’Italia dove lei vorrebbe soltanto vivere le gioie e le inquietudini della sua età come una qualunque adolescente. Inoltre i genitori le hanno già combinato il matrimonio con un connazionale che non ha mai visto. L’unico conforto è la cugina Reem, che vive una storia clandestina con Andrea, un ragazzo italiano e cattolico. Ma le due ragazze, unite dall’affetto e dalla disperazione, lottano invano contro un muro di freddezza e cinismo. Anche le sorelle di Notte, sposatesi per amore, non comprendono la sua angoscia. Una di loro, Rajàa, aprirà gli occhi accettando fino alle estreme conseguenze la sfida della libertà, ma solo dopo che il marito le impone la presenza di Siham, una seconda moglie. Inizialmente ignare dell’esistenza l’una dell’altra e vinta la reciproca ostilità, le due giovani donne diventeranno amiche e alleate.

21/02/2009 Il Cittadino - Edizione Valle del Seveso .

18 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Alessandra, sono l'anonima.
Congratulazioni per il libro.
Lascerò la mia e mail anche sul tema di ieri( bambino ucciso dal padre9. Ciao
Simo0134@hotmail.it

Anonimo ha detto...

ALESSANDRA!
GRANDISSIMO!
COMPLIMENTI!;-)
LO CERCHERÒ IN LIBRERIA PRIMA POSSIBILE ;-)

bibi

echnaton-e.sosblog.com

Alessandra ha detto...

Ciao Simo, grazie.
Grazie anche a te, Bibi. Mi ha telefonato ieri una mia amica e ha dovuto ordinarlo... . Fammi sapere se lo trovi!

Vituccio ha detto...

Storia già vista e rivista insomma...

Alessandra ha detto...

Vituccio, no, perchè questa l'ho scritta io! :-) Ho preso spunto da una avvenuta in Israele qualche anno fa e riguardava 9 donne DELLA STESSA FAMIGLIA araba (questo mi ha colpita. Evidentemente per quelli che mi hanno pubblicato, non è una storia sufficientemente vista e rivista.
Grazie, Stefania!

barbara ha detto...

*****

Anonimo ha detto...

Non avevo guardato l' autore e vedo che sei proprio tu!!! Complimenti vivissimi !! Si trova nelle nostre librerie della zona? Grandmere.

Alessandra ha detto...

Barbara, cosa vogliono dire le stelline? :-)
Grazie, mille, Grandmere! :-) Dovrebbe trovarsi: a me hanno detto che sarebbe arrivato in libreria una ventina di giorni dopo l'arrivo delle copie all'autore e mi è stato recentemente confermato. Però non sono andata in libreria a vedere e per questo mi autopromuovo solo ora sul blog!

Vituccio ha detto...

Ale,a parte che non avevo fatto caso che l'autore eri tu,ma rimango dell'avviso che siano storie viste e riviste,cosa che non toglie a te l'audacia di riproporre situazioni di queste donne opresse mai abbastanza messe alla luce dai mass-media.Questo magari stà anche a significare che il tuo non é solo un lavoro virtuale.

Complimenti

Alessandra ha detto...

Infatti avevo pensato che non avessi capito. :-) Mi rendo conto io per prima che sono storie viste e riviste, perciò mi ha fatto ancora più piacere la pubblicazione. Penso che non si parli a sufficienza di certi temi e soprattutto non se ne parli in modo corretto (non intendo "politicamente corretto", ma proprio corretto): io ho cercato di farlo, liberandomi dei "cedimenti", dei buonismi e delle perplessità che mi concedo persino sul blog. Il libro è piaciuto anche a persone che non mandano a dire le cose, quindi... . :-)Oltretutto l'ho scritto, non so come in 2 settimane, perciò è brevissimo.

Anonimo ha detto...

Congratulazioni, Alessandra. Lo leggerò.
stefania

Anonimo ha detto...

Che dire delle Italiane che abbandonano la cultura Occidentale e la sua religione e fuggono verso l'islam come nel libro LA MIA FUGA VERSO L'ISLAM? Provate a leggere questo libro e cosi si può capire qualcosa

Alessandra ha detto...

Muamera, ti fai anche tu auto-promozione?
A mio avviso non c'è bisogno di convertirsi all'islam o a un'altra religione se non si è soddisfatti non solo della religione cristiana, ma anche della cultura occidetale. Es. se per "cultura occidentale" intendi per esempio le donne sgambettanti in TV, nude sui giornali o che si vestono in un certo modo, basta non guardare certi programmi, "non far caso" alle donne nude e soprattutto non vestirsi in un certo modo! Non mi dire che una, per non vestire in modo succinto deve per forza indossare l'hijab, per dire! Oltretutto con l'hijab (o peggio il niqab) in un Paese occidentale non passi inosservata, dai l'impressione di una che vuole anzi essere guardata e non di una modesta come dovrebbe essere per i musulmani (anche uomini). Per me "fughe" di questo tipo, sono indice di profondo smarrimento e insicurezza. Comunque, se hai trovato pace nell'islam, sono contenta per te.

Annamaria ha detto...

Alessandra, complimenti davvero e scusa il ritardo!
Sono già ansiosa di leggerlo.
Sarà pure storia già vista, ma nessuna storia è uguale del tutto ad un'altra...perchè le persone non sono le stesse.
Non commento sulle conversioni, perchè penso abbiate capito che non sono d'accordo.
Baci

Alessandra ha detto...

Figurati, Annamaria, grazie! Fammi sapere poi!
Non ho capito su cosa non sei d'accordo riguardo alle conversioni... .

Annamaria ha detto...

Non so no d'accordo sulle conversioni!In genere.
Non ho un punto preciso da obiettare, semplicemente non condivido.
Scusate, ma è così.
Baci baci

Anonimo ha detto...

sono fede lo sai che ho trovato un altro libro con lo stesso titolo di quello che hai scritto tu scritto da wiesel elie

Alessandra ha detto...

E' vero. L'ho visto dopo su Internet. Elie Wiesel mi perdonerà! :-)