mercoledì 17 dicembre 2008

"NON SI PUO' PICCHIARE NEL NOME DI ALLAH"

La Cassazione contro un magrebino che seviziava la moglie: «E’ la mia cultura».

TORINO - Essere musulmani non significa essere autorizzati a non rispettare la legge italiana. E l’islam non può essere una giustificazione per sevizie e maltrattamenti alla moglie. L’ha sancito la Cassazione, che ha confermato la condanna a due anni e sei mesi di reclusione nei confronti di un marito marocchino di 52 anni, Abdellilah F. processato per maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, violenza sessuale ai danni della moglie e violazione degli obblighi di assistenza familiare. L’uomo in Cassazione aveva sostenuto di non poter essere condannato in quanto «portatore di tradizioni sociologiche e abitudini antropologiche che confliggono con le norme penali italiane». Ma i magistrati di piazza Cavour hanno replicato che anche di fronte ai cosiddetti «reati culturali o culturalmente orientati, il giudice non può sottrarsi al suo compito naturale di rendere imparziale giustizia in base alle norme vigenti, assicurando tutela alle vittime, garanzie agli accusati e personalizzazione della condanna». Aggiunge la Cassazione che «il ruolo di mediatore culturale attribuito dalla dottrina al giudice penale, non può mai attuarsi - come richiesto da Abdelillah F. - al di fuori o contro le regole che, nel nostro sistema, fissano i limiti della condotta consentita». In pratica i supremi giudici non condividono affatto la tesi difensiva in base alla quale il marocchino in questione «in quanto cittadino di religione musulmana avrebbe della convivenza familiare e delle potestà anche maritali, a lui spettanti come capo famiglia, un concetto abbondantemente differente dal modello e dalla concezione corrente nello stato italiano». In proposito la suprema corte è intransigente e ricorda che tutte le persone che risiedono in Italia hanno «l’obbligo di conoscere il divieto imposto dalla legge ai comportamenti lesivi» anche quando è convinto di farlo in maniera «innocua, socialmente utile e non riprovevole», per via della propria provenienza culturale. ("Unpoliticallycorrect", da "CronacaQui")

SBAI (PDL), SODDISFATTI PER SENTENZA CASSAZIONE SU MUSULMANI VIOLENTI.

Roma, 16 dic. - (Aki) - «Apprendiamo con soddisfazione la sentenza della Cassazione 46300 che conferma quanto da noi sostenuto da sempre e cioé che non sono 'scusabilì, in nome della loro 'diversità culturale e religiosà i comportamenti degli uomini di fede islamica che maltrattano le mogli». È con queste parole che la parlamentare del Popolo delle Libertà, Souad Sbai, commenta in una nota la notizia della sentenza emessa dalla Cassazione che ha confermato la condanna a due anni e sei mesi di reclusione nei confronti di un marito marocchino residente a Torino processato per maltrattamenti in famiglia. «Noi per primi avevamo denunciato, rivolgendoci anche direttamente al ministro della Giustizia Angelino Alfano, il pericolo che in Italia fossero introdotte pratiche di un islam radicale attraverso una diversa interpretazione della legge italiana a seconda della provenienza geografica degli imputati - aggiunge la deputata - Questa sentenza è importante perché da fiducia a tante donne vittime della violenza dei fondamentalisti, ma nonostante questo riteniamo indispensabile continuare a vigilare affinché non ci siano altri uomini accusati di maltrattamenti in famiglia che possano nascondersi dietro la loro presunta tradizione culturale». (da" Arabiyya").

E una giovane medico bengalese, rapita dai familiari per un matrimonio forzato, è stata liberata e potrà tornare in Inghilterra, dove viveva: link.
Ma anche noi purtroppo, anche senza musulmani fanatici di mezzo e con il cristianesimo che non si presta in alcun modo alla violenza sulle donne, a differenza dell'islam, non ci siamo del tutto liberati da una certa mentalità...: Carmela, uccisa due volte.

13 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi dispiace solo che il giudice lo abbia condannato a meno di tre anni e così, credo, potrà usufruire del condono o della condizionale e quindi non si farà neanche un giorno di galera.
Ci mancherebbe anche che la legge dovesse sottostare ai vari usi tribali di chi abita qui. Grandmere.

Fuoridalghetto ha detto...

Sono d'accordo: è giusto rispettare le culture e le tradizioni altrui, purché queste non ledano i diritti umani, civili, ecc. degli altri o non vadano contro la legge.
Ancora più vergognoso usare violenza in nome di Dio, qualunque sia il Nome che Gli si voglia dare.

Alessandra ha detto...

Nell'Italia che sempre più minacciata dalla sharìa e dall'islamicamentecorretto, questa sentenza è sicuramente un fatto positivo.

Anonimo ha detto...

In questo caso come in molti altri che non riguardano la questione da te affrontata la Cassazione si dimostra una delle componenti più avanzate della magistratura italiana.
Ciao

Paolo Borrello

Kritikon ha detto...

Finalmente un pò di saggezza. Ora sarebbe bene che non resti un caso isolato. Il rischio è quello di favorire, come in Gran Bretagna, l'accettazione della "filosofia della deroga".
Siccome sono di una cultura diversa, ho diritto a derogare la legge contemplata per gli "altri".

ilMaLe ha detto...

Io al massimo mi masturbo nel nome di Allah.
Odio la violenza fisica e gli idioti prepotenti.

vituccio ha detto...

"Io al massimo mi masturbo nel nome di Allah."

(:-))))) bella questa....

giambattista salis ha detto...

davvero bello. ti metto nei miei link, finalmente! anche perchè ho ripreso col blog. ti aspetto! GB

Closethedoor ha detto...

Del clash culturale in corso sicuramente uno e' un dato positivo: tutto il maschilismo italiano si trovera' sanzionato e forse l'Italia diventera' un po' - un po' - piu' europea. Perche' finora, nel modo di trattare le donne di Europa in Italia se ne vede davvero poca, come ha ben testimoniato Riccardo Iacona con i suoi servizi sull'"apartheid" femminile italiano.

Closethedoor ha detto...

http://femminacabbadora.splinder.com/post/7199518/QUALCUNO+MI+TRATTENGA%21

Alessandra ha detto...

Grazie mille, GB! :-)
Closethedoor, benvenuta. Riguardo al maschilismo italiano, non so, forse c'entra anche quello con la scarsa tutela che c'è di solito nei confronti delle donne immigrate.
Ma parlando di maschilismo prettamente "italiano", la vicenda di Carmela che ho linkato, dimostra ciò che ho scritto, cioè che una certa mentalità è dura a morire.

ilMaLe ha detto...

Caro vituccio, di islamici come me se ne trovano pochi.

Anonimo ha detto...

infatti l'islam, come il cristianesimo quando proclama che il maschio è superiore alla femmina perchè dio volle così, è anticostituzionale e contrasta col nostro ordinamento giuridico.
sì, proprio come il culto agli Dei aztechi, che prevedevano sacrifici umani. anche quelli sono anticostituzionali.

in compenso, se io adoro un dio azteco e proclamo di offrirgli persone scorticate vive, vengo messo in galera; se adoro allah e il dio cristiano, no.