venerdì 5 dicembre 2008

"GINECOLOGA SOMALA VINCE PREMIO DONNA DELL' ANNO", di Farian Sabahi

“Ho sentito il dovere di occuparmi dei bambini malformati qualche anno fa osservando alcune immagini su Internet”, racconta la ginecologa somala Aisha Omar che si è aggiudicata il premio Donna dell’anno conferito dalla Regione Val d’Aosta. “A colpirmi era stato il piccolo Ismael affetto da estrofia vescicale, stavo finendo la specializzazione all’Università La Sapienza di Roma e grazie ad alcuni colleghi è stato possibile ricoverarlo in un ospedale dell’Abruzzo”. “Uno dei problemi della Somalia”, continua in un buon italiano con una leggera cadenza romana, “è che la guerra civile ha distrutto il sistema sanitario.”

Per questo dopo la laurea Aisha Omar è tornata in Somalia dove ha aperto tre centri materno-infantili a Mogadiscio, Hargeisa e Burcoa. Legando così la sua vita al Corno d’Africa nonostante le pressioni della madre esule a Londra e dei fratelli in Canada. E tornando invece con la memoria al padre, ucciso all’inizio della guerra civile perché lavorava per il governo. “Mi ha insegnato a credere in me stessa e vorrei che vedesse la scuola di ostetricia che intendo fondare con i ventimila euro del premio”, dichiara Aisha sorridendo.
“Vorrei aprirla a Mogadiscio ma è pericoloso, sono stanca di girare con la scorta e quindi opterò per Gibuti accogliendo 54 giovani donne, tre per ogni regione della Somalia. Ma dopo il corso dovremo inventarci un modo per farle tornare nelle zone da cui provengono, dando loro gli strumenti per mettere in pratica ciò che avranno imparato”. Il sogno sta per diventare realtà e la speranza si irradia sul viso radioso, e quindi sull’unica parte scoperta di questa quarantenne che - quando può - evita persino di stringere la mano agli uomini.
Ma Aisha Omar non vuole essere fraintesa: “Sono una musulmana praticante ma non un’integralista! E tra l’altro ai radicali non sto molto simpatica perché, fra le tante cose che faccio, lotto pure contro ogni tipo di mutilazione genitale femminile, anche quelle lievi, e molto spesso riesco a far cambiare idea alla gente che incontro”. (Fonte: "La Stampa").

Tra le finaliste Esha Momeni, la ragazza iraniano-americana recentemente arrestata e rilasciata SU CAUZIONE in Iran, mentre stava facendo una ricerca sui diritti delle donne nel Paese d'origine e che partecipa alla campagna in loro favore "Un milione di firme".
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14 commenti:

barbara ha detto...

? Somala questa? Ma non ha niente dei tratti somatici tipici della Somalia! Poi aggiungerei anche che prima della guerra civile non è che il servizio sanitario in Somalia fosse granché, anzi, diciamo pure che era quasi inesistente perché il bilancio statale andava praticamente tutto all'esercito e alla polizia. Avrei anche qualche dubbio sulla città di "Burcoa", ma se passa di qua walaasha Isma forse potrà essere più precisa.

Alessandra ha detto...

Di sicuro è un'università, non so se ci sia anche una città che si chiami "Burcoa". "Walaasha" significa?

isma84 ha detto...

walaasha significa sorella isma grazie comunque è vero era cosi ma alcuni ospedali sopratutto della capitale cioè mogadiscio si stava bene ed era pronti per qualsiasi emergenza per quanto riguarda quella città si chiama Buurhakaba e si trova sulla strada tra Baidoa e Afgooye.Per quanto io ne sappia non credo che essista un universita con questo nome"Burcoa".

Alessandra ha detto...

Grazie, Isma.
Immaginavo walaasha significasse "sorella". Per l'Università ho fatto un giro su Internet il nome "Burcoa" e l'unica cosa che mi dava, era che era il nome di un'università. Hargeisa è sia una città che un'università.

isma84 ha detto...

e di che come si cosi per Hargeisa

Alessandra ha detto...

Cerca di stare nei paraggi: ho trovato adesso un altro articolo in cui si parla di Aisha Omar, delle donne africane e... insomma sono sicura ti interesserà.

barbara ha detto...

Ah, ecco. Ai Buur ci sono stata: un'esperienza notevole anche quella. Quando c'ero io avevo studenti di Hargeisa perché quella di Mogadiscio era l'unica università, immagino che lì ne avranno istituita una dopo la scissione e la creazione del Somaliland.
Isma, tu sai qualcosa di preciso sulla strage di Hargeisa dell'89 (mi sembra), di cui i giornali qui non hanno mai parlato? Mi risulta che abbiano fatto qualcosa come ottantamila morti su centomila abitanti, ma ho solo notizie sparse e frammentarie, e senza conferma.

Anonimo ha detto...

I soldi vinti saranno utilizzati ottimamente se riuscirà a realizzare ikl suo progetto. Buon fine settimana . Ciao. Grandmere

Alessandra ha detto...

Anche a te, Grandmere.

ilMaLe ha detto...

MI sembra una bella notizia. Non so quali siano i tratti somatici dei somali. A me in tanti hanno dato dell'arabo. Uno pure del tedesco. Spero che continui nel suo lavoro.

Che Jahvè la protegga

isma84 ha detto...

Ale non ti preoccupare io sono qui...sulla strage di Hargeisa dell'89 (mi sembra), di cui i giornali qui non hanno mai parlato? Mi risulta che abbiano fatto qualcosa come ottantamila morti su centomila abitanti, ma ho solo notizie sparse e frammentarie, e senza conferma,per quanto riguarda questa notizia la strage è per la guerra civile dato che c'era anche a a mogadiscio la stessa stragequindi è vero

barbara ha detto...

Ma nell'89 non era ancora cominciata la guerra civile vera e propria, l'università di Mogadiscio funzionava ancora e c'erano i docenti italiani. Capitava di sentire sparare di notte, mi è stato riferito, ma la vita continuava sostanzialmente quasi normale, anche se con crescenti disordini. La guerra vera e propria è iniziata nel 90-91.
(Piesse per il male: la maggior parte delle donne somale sono molto belle, con lineamenti delicati, orecchie piccole, naso piccolo, labbra più carnose delle nostre ma assolutamente non a canotto, e hanno un'ossatura sottilissima).

isma84 ha detto...

infatti io sono cosi te lo può confermare ale che mi ha visto in foto...per il resto mi ricordo bene che ci un periodi in cui nonostante gli spari si poteva caminare ma so anche che noi a mogadiscio nel 89 stavamo gia chiusi in casa e si aveva paura di uscire credimi io sono stata nella guerra vera e propria dall'89 all'inizio del 1993 quindi credo che non te lo può dire meglio di me....

Alessandra ha detto...

Eppure anche Aisha Omar è somala.