mercoledì 15 ottobre 2008

IL FEMMINISMO DI FRONTE ALLA SFIDA DEL MULTICULTURALISMO

5.o Congresso di Ricerche Femministe Francofone

Data dei lavori: 21 - 25 ottobre 2008
Istituzione promotrice e sede dei lavori: Facolta' di Scienze Giuridiche, Economiche e Sociali dell'Universita' Mohammed V Rabat Agdal
Direttrice del 5.o Congresso: Malika Benradi
Coordinatrice : Najma Senhadji

Il femminismo e il multiculturalismo, due concetti che senza dubbio hanno animato molti dibattiti alla fine del XX.mo secolo, e ancor di piu’ in quest’inizio del Terzo Millennio.
Per alcuni/alcune femminismo e multiculturalismo sono di primo acchitto concetti opposti, e questa opposizione e’ oggetto di largo dibattito tra ricercatori/ricercatrici, femministe, militanti del Sud e del Nord. Ha guadagnato via via spazi politici, e di conseguenza da piu’ di dieci anni e’ diventato un dibattito pubblico che oppone i sostenitori dell’universalita’ per cui il principio dell’ uguaglianza, posto innanzi a tutto,non puo’ comporsi con la specificita’ culturale, fondata sulla complementarieta’ dei ruoli sociali, gli altri/altre, coloro per cui questi due concetti non sono antinomici: il principio di eguaglianza non esclude il rispetto delle identita’ culturali.
La questione dell’ineguaglianza dei diritti e delle discriminazioni subite dalle donne e’ uno dei dei motivi di risentimento piu’ forti contro l’idea di concedere ai gruppi culturali la liberta’ di vivere conformemente ai propri valori e pratiche.
E’ dato acquisito l’interesse della ricerca sullo studio del conflitto tra il femminismo, - caratterizzato dalle rivendicazioni delle donne a non essere svantaggiate per il loro sesso, e a godere della stessa dignita’ e scelte di vita degli uomini -, e il multiculturalismo, - fissato nel suo contesto sociale, economico e politico, caratterizzato dalla rivendicazione del rispetto dei diritti dei gruppi e della protezione del loro modello di vita. Oggetto di discussione, di controversie e polemiche, l’ interrelazione tra cultura e genere rispetto all’ineguaglianza, e il controllo degli uomini sulle donne.
I critici del multiculturalismo si basano sul fatto che il rispetto di certi valori culturali non migliora la condizione femminile che, nelle sfere culturali spesso patriarcali, e’ fondata sulla discriminazione sessuale nello spazio privato, e sull’esclusione delle donne dallo spazio pubblico.
Risalendo la storia dei dibattiti sulla “differenza” che hanno occupato il movimento femminista dagli anni Sessanta sino ad oggi, notiamo alcune empasses. (Fonte: "Women in the city")
In effetti, la discussione, all’inizio centrata sulla opposizione “uguaglianza/differenza” ha conosciuto una seconda fase riguardante “le differenze tra le donne”, per arrivare infine al terzo stadio attuale, occupato dal tema delle “differenze incrociate multiple: genere, razza, classe… ”.
Nessuna posizione permette pero’ di operare una distinzione assoluta tra le rivedicazioni identitarie che sono democratiche e quelle che non lo sono, tra le differenze giuste e le differenze ingiuste. Ne deriva che nessuna di queste posizioni puo’ servire da fondamento ad una politica femminista valida. Ne l’una ne’ l’altra sono capaci di stabilire un legame tra un’orientamento culturale fondato sull’identita’ e la differenza da una parte, e una politica sociale e d’uguaglianza dall’altra.
Il dibattito si ingarbuglia con il montare in forza dei discorsi sull’identita’ culturale. Nel corso della conferenza su “Popolazione e Sviluppo, Cairo 1994, questo discorso si e’ imposto, ed e’ stato confermato con la Quarta Conferenza ONU di Pechino dove alcuni gruppi hanno mobilitato la religione come mezzo di contestazione contro tutte le forme di dominio: culturale, economico, politico… .
Il dibattito si complica con le nuove questioni relative alle alleanze: come il femminismo ed l’altermondialismo possono legare insieme la lotta contro le disuguaglianze economiche e sociali? Come il movimento universalista puo’ comporsi con i movimenti che rivendicano il rispetto integrale della loro cultura e dei loro referenti religiosi? Come il movimento democratico puo’ includere le donne, rispettando la loro cultura spesso patriarcale?
La laicita’ e’ la sola garanzia della causa delle donne?

Le questioni sono numerose, importanti, complesse, multi-dimesionali, e presippongono una grande sensibilita’.
E’ fuor di dibbio che, dappertutto, oggi nel mondo, la specificita’ dei diritti sta guadagnando terreno a detrimento dell’universalita’, ed e’ la questione dei diritti delle donne che occupa il proscenio della scena internazionale, e ne diventa la posta politica maggiore.
Le femministe di ieri e di oggi hanno la stessa visione dell’evoluzione, degli ostacoli, delle sfide? Le femministe del Sud e del Nord parlano la stessa lingua? Hanno le medesime priorita? Condividono gli stessi ideali? Danno lo stesso senso all’uguaglianza, alla cittadinanza, alla dignita?
Perche’ le donne africane rivendicano la decolonizzazione della ricerca femminista? Cosa comportano i concetti di tolleranza, di rispetto delle differenze?
Quale la soglia della tolleranza, quali i limiti della differenza culturale?
Anche se queste questioni non sono nuove, e’ il contesto attuale che le rimette all’ordine del giorno in maniera ineludibile.
Dunque, il dibattito e’ necessario. Il femminismo e le femministe sono chiamate a rispondere, soprattutto da quando le donne rivendicano d’essere femministe e musulmane. Di quali significati sono portatrici? E le loro, sono istanze identiche quali che siano i luoghi ed i contesti?
Si puo’ parlare di un femminismo religioso?
Qual’e’ la portata e quali sono i limiti di queste nuove rivendicazioni/aspirazioni individuali e/o collettive?
E quanto influiscono sulle trasformazioni sociali e politiche?

E’ per questo che il 5.o Congresso di Ricerche Femministe Francofone propone una riflessione approfondita, e tentera’ di interrogare tutto cio’ che vi si nasconde per destrutturare i processi attivi nelle posizioni d’inomprensione, di rifiuto e di recesso sintomatici, significanti uno “choc di ignoranze” piuttosto che uno “choc di culture”.
Il Congresso si propone egualmente di aprire nuove piste di riflessione, e prospettive, per passare ad un’altra fase del dibattito sulla differenza mirata a legare orientamento politico basato sulla differenza culturale e politiche di uguaglianza sociale.

I. Le assi di dibattito del Congresso
1. Il femminismo in evoluzione:approccio storico
- dal femminismo al genere: continuita’ o rottura?
2. Il femminimso tra universalismo e rivendicazione identitaria - femminismo e religione: che dire delle musulmane che si reclamano femministe? - Femminismo e laicita’: il femminismo dev essere sempre laico?
3. Il femminismo al servizio di uale sviluppo? - femminismo e sviluppo: lo sviluppo si puo’ comporre con le ineguagliaze di genere? - femminismo e altermondialismo: quali lotte comuni?
4. Femminismo e modernita’ - La modernita’ in quanto dinamica di cambiamento intrattiene relazioni importanti con il femminismo, bisogna accettare che l’accesso alla modernita’ sia lo stesso per tutti e tutte o sono possibili vie differenti?
5. Femminimso e democrazia: la democrazia e’ sempre al servizio degli interessi delle donne?
6. La ricerca femminista e’ sempre al servizio dell’azione dei movimenti delle donne?

II. Obiettivi del Congresso
1. Coinvolgere la ricerca accademica nel dibattito sul mutuculturalismo
2. Interpellarr la ricerca feminista sulle sfide che pone il multiculturalismo
3. Fare il punto sull’evoluzione del femminismo di fronte al multiculturalismo
4. Analizzare le relazioni del femminismo con la modernita’, la democrazia, lo sviluppo

Le assi di dibattito sono interdisciplinari. Il Congresso si rivolge a tutti/tutte i ricercatori/le ricercatrici coinvolte nelle questioni poste.

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