venerdì 6 giugno 2008

TURCHIA, ALL'UNIVERSITA' SENZA VELO

L'abrogazione del divieto di indossarlo da parte del partito di Giustizia e Sviluppo (Akp) è incostituzionale

ANKARA - La Corte Costituzionale turca ha deciso che l'abrogazione del divieto di indossare il velo islamico nelle università, promulgata a febbraio dal partito di radici islamiche al governo Giustizia e Sviluppo (Akp), è incostituzionale. Quindi il divieto del velo negli atenei resta in vigore. Il ricorso contro l'abrogazione del divieto di indossare il velo era stato presentato dal partito Repubblicano del Popolo (Chp, laico di sinistra e all'opposizione) in quanto vi ha visto uno degli asseriti tentativi di islamizzazione della Turchia di cui è accusato l'Akp. La decisione di abrogare il divieto del velo è una delle 17 accuse che lo scorso 14 marzo il procuratore generale della Corte di Cassazione ha mosso contro l'Akp, chiedendo alla Corte Costituzionale la chiusura del partito e l'interdizione dalla politica di 71 suoi dirigenti, inclusi il premier Tayyip Erdogan e il presidente della Repubblica Abdullah Gul. (Fonte: i primi due articoli sono presi dal "Corriere").

E il "sarto di Allah" finisce in tribunale
Lo chiamano il "sarto di Allah" e lui, Mustafa Karaduman, non se ne dispiace. E' il più famoso designer di vestiti islamici e ha una compagnia che si chiama Tekbir, in omaggio al passo del Corano "non c'è altro Dio all'infuori di Allah". Per questo dovrà comparire in tribunale. Due teologi liberal, Ilhami Guler e Suleyman Bayraktar, hanno deciso di fargli causa "per uso commerciale di nomi che hanno per la società un valore morale" come recita la legge. "Gesù - spiega Guler - si infuriò per la presenza di cambia valute nel tempio, io mi arrabbio al pensiero che per la nuova generazione di musulmani Tekbir sia sinonimo di costosissimi veli".
Se il giudice dovesse giudicare illegale l'uso di Tekbir, molte altre compagnie con nomi religiosi rischierebbero lo stesso destino: dai costumi Sharia, ai viaggi di Medina, alle polpette della Jihad. Non è la prima volta che Karaduman si trova al centro di una polemica. Lo stilista è già stato bersaglio dei religiosi conservatori che lo accusano di produrre vestiti contrari ai principi dell'Islam. Ma i vestiti di Karaduman piacciono alle donne islamiche, tanto che anche il governo iraniano gli avrebbe chiesto aiuto per modernizzare l'abbigliamento delle cittadine.


Affari religiosi: immorali le donne turche che indossano il profumo
Istanbul (AsiaNews) - Le donne che indossano profumo fuori casa sono immorali. Lo stabilisce il Diyanet, il Direttorato affari religiosi della Turchia, che sul suo sito internet pubblica una lista di cosa “può o non può” fare una donna nei comportamenti pubblici e nella sfera sessuale. Il lungo elenco ha subito sollevato le forti critiche di gruppi per i diritti femminili. Nella lista nera del Diyanet vi è, tra le altre cose, il divieto per le donne di stare in pubblico da sole con degli uomini e l’obbligo di essere sempre “adeguatamente coperte”.
Istituzione del governo turco, il Diyanet è la più alta autorità religiosa islamica della nazione, ma non ha potere legale; tra le varie competenze ha quella di nominare gli imam. Anche se l’AKP, il partito islamico moderato del premier Erdogan, non ha diretto controllo su di esso, l’iniziativa suscita preoccupazione tra i sostenitori dello Stato laico per la direzione integralista verso cui sembra muoversi il Paese. L’AKP è nel mirino della Corte suprema per l’accusa di voler “islamizzare” la Turchia, violando il principio della laicità affermato dalla Costituzione del fondatore della Repubblica, Kemal Ataturk.
Il Diyanet si rivolge anche agli uomini, avvertendoli che “non devono stare da soli in luoghi chiusi con le donne”. Questo aspetto penalizza le donne lavoratrici, scoraggiandole dall’esercizio della professione fuori casa, denunciano attiviste per la parità di diritti. “Flirtare e prendere appuntamenti – conclude il Direttorato – sono da ritenere adulterio e l’aborto è come un omicidio, che si sta diffondendo a causa della decadenza morale dell’occidente”.
L’elenco rientra in un testo più generale, una sorta di catechismo del buon musulmano, stilato sempre dal Diyanet – spiega una fonte citata dal Turkish Daily News – è già in circolazione dal 2006 in internet.

19 commenti:

barbara ha detto...

Finalmente qualcosa di buono da quelle parti!

Alessandra ha detto...

Sì, se non altro hanno "frenato" Gul e Erdogan. Sai, sono personalmente contraria anche a divieti di questo tipo, visto che non so quante donne sono costrette a portarlo e quante no. Per me già Ataturk non avrebbe dovuto vietare il velo, in modo che oggi non ci fosse gente che rivendica il "diritto" di portarlo. Però sappiamo quali possono essere le conseguenze di questo "diritto", ricordo le manifestazioni dei turchi contro la reintroduzione del velo nelle università e quindi se molti di loro non lo vogliono va bene, anzi, meglio. Poi, come ho già avuto occasione di dire, se il velo viene vietato in alcuni Paesi islamici o in alcuni luoghi pubblici di Paesi islamici, a maggior ragione, mi vien da dire, dovremmo farlo noi e senz'altro per le bambine e ragazzine.
Sono contenta che ci sia qualcosa di buono anche da "queste parti" visto che sei tornata a commentare. :-)

barbara ha detto...

Veramente incredibile il numero di volte che riesci a fare inversione di marcia nel corso di un discorso! Ma ti è mai capitato di finire un discorso nella stessa direzione in cui lo avevi cominciato senza averla invertita due volte - o quattro, o sei, o ...?

Alice Marzouka ha detto...

Barbara,
Semplicemente Alessandra sta dicendo che non c'è bisogno di essere ne da un estremo ne dall'altro, ma semplicemente rispettare la libertà di espressione di chiunque, quindi idossare il velo non deve essere un obbligo ma una scelta.

barbara ha detto...

No, Alessandra non dice affatto questo. Alessandra dice che è un bene che il velo sia stato proibito. E una riga dopo dice che lei è contraria ai divieti e che anche Ataturk non avrebbe dovuto vietarlo - ossia che vietare il velo non è affatto un bene. E poi dice che il diritto di portarlo però può portare a conseguenze negative - ossia che vietare il velo è una buona cosa. Ecco, questo dice: tre cose, ognuna il contrario della precedente.

Alessandra ha detto...

Barbara, ho messo questo articolo, ma ho voluto spiegare anche come la penso io.

Alessandra ha detto...

Calma, è vero dico 3 cose, secondo me non opposte:
1)per me Ataturk non avrebbe dovuto vietare il velo, però questa è una mia opinione.
2) Sono contenta che ADESSO non lo reintroducano, come invece vorrebbero Erdogan e Gul, che sono dei falsi moderati.
3) se ci sono dei Paesi islamici come la Turchia, che arrivano a vietare il velo, a maggior ragione dovrebbe essere fatto in Italia che non è un Paese islamico. Almeno lo dovrebbe essere per le bambine e le ragazzine, che non hanno la maturità per scegliere se portarlo liberamente o meno.

barbara ha detto...

Erdogan non vuole affatto reintrodurre il velo: voleva abrogarne il divieto! Ti pare che sia la stessa cosa?! E comunque quel commento non l'ho fatto perché QUI hai scritto tre cose l'una il contrario dell'altra: l'ho scritto perché questa cosa la fai SEMPRE, sia nei post che nei commenti.

Stefano Maestri ha detto...

Benissimo aveva fatto Ataturk. Benissimo fanno adesso.
Il velo è simbolo di sottomissione della donna. Non ci sarà mai libertà per la donna nell'islam finché ci sarà il velo

Alessandra ha detto...

Stefano, mi sembra un po' difficile che il velo scompaia del tutto... . Il velo è "solo" il simbolo della sottomissione della donna: dietro ci sono le botte, il divieto di sposare un non-musulmano, i delitti d'onore, l'infibulazione e quant'altro.
Barbara: scusa,abrogare il divieto significa permettere che una cosa avvenga, no? Quindi Erdogan vuole reintrodurre il velo, visto che vuole abolire il divieto di portarlo.

Alice Marzouka ha detto...

Il velo deve essere una scelta, il velo venne originariamente introdotte nell'islam perchè le donna possano nascondere la loro bellezza dalle tentazioni degli uomini. Non solo i mussulmani portano il velo, anche gli ebrei ortodossi.

Alessandra ha detto...

Veramente c'era anche prima dell'islam: vedi ai tempi di Gesù, ma anche Iside è stata rappresentata con il velo, c'era in epoca greca e romana e ai tempi di Gesù. L'islam l'ha adottato. Tra l'altro le schiave non dovevano portarlo e perciò potevano essere "molestate" a piacimento, proprio in quanto schiave. Adesso non credo che le ebree ortodosse portino il velo!!! O sbaglio?

barbara ha detto...

Le ebree ortodosse quando si sposano coprono i capelli, però se hanno un minimo di disponibilità finanziarie li coprono con bellissime parrucche. Il principio non è di nascondere la bellezza, tutt'altro: le ebree ortodosse si truccano, si profumano, portano abiti che ne mettono in risalto la bellezza. L'idea è solo che il corpo - capelli compresi - appartiene al marito e quindi deve essere coperto perché al naturale lo veda solo lui. Coperto ma NON nascosto. Soprattutto non c'è assolutamente l'idea di evitare di mettere in tentazione gli uomini, perché si dà per scontato che sono, per l'appunto, uomini e non bestie, e che quindi sono perfettamente in grado di controllare i propri impulsi - e sicuramente nessun uomo degno di questo nome svalvola per il fatto di vedere un po' di capelli o un po' di pelle.

Alice Marzouka ha detto...

Anche le Arabe con il velo si truccano e si profumano, inoltre si lavano, senza la camicia a dosso... ma con il sapone direttamente sulla pelle.

Alessandra ha detto...

E'vero, Barbara. Ho visto arabe velate truccate pure pesantemente.

Alice Marzouka ha detto...

In Giordania c'è oltretutto un fenomeno strano riguardo la scelta del velo, le ragazze per guadagnare la fiducia dei genitori e divenire più libere, lo indossano. Non so se capite...

barbara ha detto...

Appunto: si truccano SOTTO il velo. NON anche le arabe: SOLO le arabe. E hanno bisogno del velo per conquistare un po' di libertà. Davvero difficile immaginare qualcosa di più triste e tragico.

Alessandra ha detto...

Sì, Alice. Per divenire più libere, perchè altrimenti magari non le farebbero uscire... .

Alessandra ha detto...

Voglio concludere dicendo, stavolta senza ambiguità, che una ragazza turca con cui ho parlato stasera era, come prevedevo, contentissima che avessero deciso di non abrogare il divieto del velo. Non sopporta la moglie di Erdogan perchè lo indossa e delle amiche turche di un mio amico gli han detto che avevano "paura" di lui perchè voleva introdurre il velo. Quindi credo che questo valga più di ogni altra cosa.