lunedì 9 giugno 2008

MALIKA GALLIANI ANNUNCIA LA SCELTA DI CONVERTIRSI AL CRISTIANESIMO NEL CORSO DEL PELLEGRINAGGIO MARIANO MACERATA-LORETO

“Per la prima volta lo dico davanti a tutti. Voglio condividere con voi la mia scelta: sto facendo il mio cammino verso la conversione al cristianesimo”. Era circa la mezzanotte della lunga marcia del pellegrinaggio mariano Macerata-Loreto, iniziata alle 22 di sabato scorso allo stadio Helvia Recina. Ad annunciare la sua conversione dall’islam al cattolicesimo è stata Malika El Hazzazi, moglie del vice-presidente del Milan Adriano Galliani, nata in una famiglia marocchina musulmana. Dalla testa del corteo di 65 mila fedeli che hanno percorso a piedi i 27 chilometri necessari per raggiungere, alle 6,30 di domenica la Basilica del Santuario di Loreto, monsignor Giancarlo Vecerrica, vescovo di Fabriano-Matelica e ideatore del pellegrinaggio, aveva dato a Malika il microfono per diffondere una sua testimonianza. Lei era emozionatissima: “Da piccola mi facevo chiamare Maria perché ero affezionata alla Vergine. Ringrazio il Signore, ringrazio Gesù, ringrazio la Madonna per avermi offerto l’opportunità di partecipare a questo pellegrinaggio. Sono arrivata in Italia a 20 anni ed ora ne ho 35. Ho fatto tante cose però sento ancora dentro di me un’insoddisfazione. Ultimamente, grazie alla mia amica Luciana Basilica che mi ha aiutato ad avere tanta fede, ho deciso di convertirmi”. Per alcuni momenti è calato il più assoluto silenzio. Poi è esploso un applauso corale dell’insieme del corteo. Quindi Malika ha ricevuto l’abbraccio del vescovo Vecerrica, di Ermanno Calzolaio, presidente del Comitato organizzatore, di Rachida Kharraz, una piccola imprenditrice di origine marocchina, anche lei musulmana, delle sue amiche Luciana ed Anne, di tanti sconosciuti che per lei da quel momento erano diventati fratelli nella fede. “Non sono riuscita a trattenermi”, mi ha confidato Malika che da cristiana assumerà il nome di Maria Maddalena, “volevo condividere la mia scelta religiosa, per me è una gioia immensa, perché dovrei avere paura?”. Paura? Non mi è sembrato affatto che ne avesse quando, nel pomeriggio di sabato, Malika, accompagnata da Dounia Ettaib, responsabile dell’Associazione delle donne marocchine a Milano, si era presentata all’Hotel Sporting dove soggiornavo ad Ancona esibendo un vistoso rosario con la croce al collo.
Nei mesi scorsi mi aveva confidato la sua scelta ed eravamo d’accordo che avremmo osservato la massima riservatezza fino alla vigilia dell’evento. “Se vai in giro con la croce al collo non puoi credere che la gente non comprenda”, le dissi. Lei annuì ma nei suoi occhi traspariva una profonda insofferenza: “Io sento di voler indossare la croce. Persino la mia famiglia d’origine mi chiama Maria e rispetta le mie scelte. Nessuno si permette di rimproverarmi quando a casa parlo di Gesù e della Madonna. Sono sempre stata istintiva e libera nei miei pensieri. Purtroppo ora in Occidente la libertà è a rischio”. Ma non avrei immaginato che poche ore dopo avrebbe annunciato pubblicamente la sua scelta di convertirsi.
Malika è rimasta affascinata e si è sentita rassicurata dall’imponente partecipazione di massa al pellegrinaggio che festeggia il suo trentennale: “Non ho mai visto una cosa così bella nella mia vita. Il fatto di girarmi e di osservare il corteo che non finiva mai, illuminato dalle fiaccole, colmo del sentimento di amore, ebbene è incredibile ciò che questo amore è capace di generare negli animi”. Ciò che la colpisce nella fede in Gesù è proprio l’amore: “La prima volta che sono entrata in una chiesa dopo la nascita di mia figlia Selene, sono rimasta estasiata dall’ascolto di canti e di preghiere inneggianti all’amore e all’aiuto del prossimo. Sono una persona estremamente sensibile. Amo le persone, la vita, le cose belle, l’arte. Mi piace condividere i miei sentimenti. Credo nell’amore e Gesù è amore”.
Il percorso spirituale che l’ha portata a scegliere il cattolicesimo si è sviluppato lentamente nel corso dei tredici anni trascorsi dalla nascita di Selene: “Sono tanti anni che vado in chiesa, conosco le preghiere, collaboro con i religiosi cristiani. Anche mio marito Adriano va a messa alla domenica tutte le volte che gli è possibile, la sera prima di coricarsi si fa il segno della croce e fa tanto del bene alla Chiesa”. Recentemente si è confidata con un sacerdote per l’avvio del percorso catecumenale: “Io non parto da zero perché conosco il cristianesimo. Spero di ricevere il battesimo entro quest’anno”.
Malika Maria Maddalena ora è una donna felice. E’ certa di aver abbracciato la religione della Verità e dell’Amore e di averlo fatto facendo prevalere il valore della Vita e della Libertà, rimuovendo definitivamente la paura. Alcuni fedeli ritengono che nella notte del pellegrinaggio mariano di Loreto è accaduto un miracolo. Certamente è lì che è scattata la scintilla che ha fatto maturare la decisione di vincere la paura e di condividere con la comunità cristiana la scelta di aderire liberamente alla fede in Gesù.
(Fonte: Corsera, articolo di Magdi Allam. Nella foto, presa dal suo sito, è con Dounia, Malika e Rachida durante il pellegrinaggio)

5 commenti:

barbara ha detto...

Che squallore.

Alessandra ha detto...

Barbara, so come la pensi sui pellegrinaggi: anche a me fanno venire l'orticaria! Ma per te è uno squallore anche la stessa decisione di abbandonare l'islam per convertirsi magari al cattolicesimo, come Malika Galliani? Siccome non credo proprio che la pensi così, ti dovrebbe importare relativamente o per nulla che si proclami ai quattro venti la decisione di convertirsi.

Alice Marzouka ha detto...

é una scelta molto coraggiosa quella di una mussulmana che annuncia di convertirsi, conosco mussulmani che si sono convertiti di nascosto al cristianesimo, se lo dovessere dire firmano la loro condanna a morte. Una grande augurio a Malika Galliani e a tutti coloro che non hanno paura di seguire le proprie scelte sapendo quello che rischiano.

barbara ha detto...

Squallore questo mettersi sotto i riflettori, squallore questo usare la religione per farsi pubblicità, squallore questo fare della religione uno strumento di propaganda. Come ho detto in altra occasione, non mi permetterei mai di giudicare le scelte religiose di una persona, quello che mi disgusta è l'esposizione mediatica, che mi impedisce di credere alla buona fede di queste persone. I percorsi di fede maturano nel silenzio, non in piazza sotto i riflettori.

Alessandra ha detto...

Sinceramente fino a ieri non sapevo neppure che Galliani stesse con una marocchina musulmana e fino ad oggi che lei avesse intenzione di convertirsi. Ci siamo già confrontate privatamente su questo tema, Barbara, e senz'altro sono d'accordo che un percorso di fede maturi nel silenzio, ma una volta che si è maturato questo percorso, uno può appunto dire "Guardate, ho maturato questo percorso e ho deciso...". Se l'annuncio che ha fatto Malika Galliani viene strumentalizzato per fare propaganda, non è un problema suo. Serve a rivendicare un atto e la necessità della libertà religiosa nell'islam, quindi rientra ancora nell'ambito religioso, non politico. Non credo che avesse il problema di farsi pubblicità. Le han dato il microfono e se se l'è sentita di dire che ha intenzione di convertirsi. Sono fatti suoi e secondo me è stata coraggiosa a dirlo. Personalmente non l'avrei fatto. Però d'altra parte, come c'è scritto anche nell'articolo, se porta una Crocifisso al collo, è un po' dura capire che non si è convertita: quindi, a quel punto, può anche dirlo.