giovedì 15 gennaio 2009

ARABIA SAUDITA: NUOVA FATWA CHE AUTORIZZA IL MATRIMONIO DI BAMBINE DI 10 ANNI

Il mufti d'Arabia Saudita, Abdelaziz Al-Sheïkh, ha appena lanciato una nuova fatwa (decreto religioso), che autorizza il matrimonio delle bambine di dieci anni (compiuti). Al-Sheïkh non si attiene ad emettere il suo decreto religioso, ma denuncia anche coloro che lottano contro il matrimonio dei minorenni, considerato come un matrimonio forzato. Infatti, dopo l'ulema marocchino Al-Maghraoui che riteneva che alcune giovani donne di nove anni siano migliori a letto che delle donne di venti anni, "l'istituzionalizzazione della pedofilia" tocca ormai l'Arabia Saudita. Il mufti del regno tenta infatti di bloccare i tentativi dei liberali, sostenuti dal re attraverso sua figlia, di regolamentare lo stato civile e proibire i matrimoni dei minorenni.

Ad una conferenza tenuta lunedì sera all'università islamica dell' imam Mohammed Ben Saoud, Abdelaziz Al-Sheïkh (foto) ha denunciato la campagna condotta contro il matrimonio delle ragazze minori: "Alcuni dicono che non bisogna sposare le ragazze prima di raggiungere 15 anni. Si sbagliano di grosso. Le ragazze possono essere sposate all'età di 10 o 12 anni. Coloro che lo rifiutano mettono in pericolo le ragazze e le opprimono". (Fonte: MediArabe.info, ancora da "Scettico")
E poi leggete Ragazze afghane rischiano la vita per andare a scuola.
Il Comitato mette in guardia contro gli effetti nefasti della maternità delle giovani donne, pericolosa per la loro salute… La polemica tra i liberali ed i radicali ha recentemente preso un piega giudiziaria, dopo che un'attivista saudita dei diritti dell'uomo espose denuncia, presso i ministri della sanità e la giustizia, contro il matrimonio delle sue due figlie di 13 e 14 anni, che chiedeva l'annullamento di questi matrimoni voluti dal padre.
La giustizia, spesso nelle mani degli islamisti, incoraggia i matrimoni combinati, all'esempio del tribunale di Unayzah (o Onaïza, nel Najd, un collegio dei Wahhabiti) che ha appena respinto una domanda di sospensione di un matrimonio forzato di una ragazzina, promessa da suo padre ad un uomo di cinquant'anni. Il giudice ha deliberato "di decidere quando la ragazza sarà maggiorenne". Queqsto significa che la ragazzina, costretta a sposarsi, potrà ritrarsi dalle grinfe del marito quando sarà maggiorenne.

16 commenti:

Vituccio ha detto...

Allora Alessandra,spero che il coso nella foto ti faccia dormire stanotte.

Alessandra ha detto...

Anch'io... . E' raccapricciante!

Anonimo ha detto...

Che viscido.
stefania

esperimento ha detto...

Di queste bambine non si occupa nessuno? Non suscitano nessuna pietà a quelli che si stracciano le vesti soltanto in questi giorni?
Poveri noi! :((

caposkaw ha detto...

e poi si offendono se li chiamano beduini...

Alessandra ha detto...

Esperimento, vero. Non è giusto stracciarsi le vesti SOLO in questi giorni, ma una volta stabilito chi ha la responsabilità della situazione a Gaza e in Israele, credo è a questo punto ce le si possa anche stracciare... . :-(
Mi offendo io, Capo. E magari si offendono anche i Beduini veri! :-)

Vituccio ha detto...

Ti offendi davvero se li chiamiamo beduini?

Alessandra ha detto...

Non mi piace e lo sai: non credo c'entri essere politicamente corretti, buonisti o meno!

Vituccio ha detto...

Ah!!!!

Non é certo più grave di "kuffar".

Poi lo sai che la parola beduino non ha niente di offensivo?

Basta leggerlo qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/Beduini

Alessandra ha detto...

Dipende da come la si usa. Certamente non è più grave di "kuffar": dare del "beduino" a qualcuno, mica significa che lo vuoi far fuori! Ma questo giustifica? Anche dare a qualcuno dello "sporco negro" non significa necessariamente che lo vuoi far fuori!

Vituccio ha detto...

Certo che giustifica,poiche la parola ha un senso se l'hai letto nel link.

Mi perdonerai,ma sporco negro ha un'altro senso che beduino,il paragone non colla.

Alessandra ha detto...

D'accordo, i Beduini sono un popolo, in questo senso chiamare qualcuno "beduino", non è come dire "sporco negro", ma se l'epiteto "beduino" è in senso dispregiativo, non vedo differenza da "sporco negro"! Ovviamente è una mia opinione: sarebbe interessante vedere cosa ne pensa un beduino! :-)

Vituccio ha detto...

Alessà,si chiama qualcuno beduino per il suo comportamento,a quelli troppo attaccati alle loro tradizioni "selvaggie" direi.Il senso dispregiativo quindi viene da lí.Chiamare qualcuno sporco negro non deriva da una tradizione selvaggia,poiché loro chiamano anche noi sporchi bianchi.

Alessandra ha detto...

Ho capito... . Però è giusto anche chiamare qualcuno "sporco negro", "poiché loro chiamano anche noi sporchi bianchi"? Dalla tua frase mi sembra di capire questo... .

Vituccio ha detto...

Qui la questione é del beduino non del sporco negro.

Vabbé stop.

Anonimo ha detto...

E' proprio pedofilia legalizzata!!! Che schifo! Grandmere