martedì 6 gennaio 2009

"ISRAELE E' L'OPPIO DEI POPOLI E ALTRI TABU' " di Mona Eltahawy

Mona Eltahawy, di origine egiziana ma di stanza a New York, collabora col giornale egiziano Al-Masri Al Youm e il qatariota Al-Arab. Ho cercato di tradurre il pezzo che c'è sul suo blog meglio che ho potuto.

29 Dicembre 2008

“Perché non stai scrivendo essendo una donna araba qualcosa su Gaza?”, “Dove sono i tuoi servizi su Gaza?”, “Dì che Israele sbaglia!” . I messaggi hanno iniziato presto ad arrivare dopo il bombardamento israeliano di Gaza che ha ucciso quasi 300 palestinesi (adesso i morti sarebbero più di 500!, ndr.). Era implicita la pressione a stare su una linea di parte, “Hamas is good, Israel is bad”. Dillo, dillo! O altri non sei abbastanza araba, non sei abbastanza musulmana, non sei abbastanza.
Ma cosa dire di un conflitto che per più di 60 anni ha alimentato il senso di vittimismo arabo e israeliano e le loro rispettive richieste di fermare qualsiasi altra cosa stiamo facendo e prestare attenzione alle loro lotte perché cos’è la carneficina di chiunque altro – che sia in Darfur, in Congo o in qualsiasi altro posto – in confronto al loro spesso evitabile spargimento di sangue?
Non è stato tutto detto prima? Non si è imparato niente? (…)
Domenica un uomo in bicicletta si è fatto esplodere durante una dimostrazione anti-Israele nella città irachena di Mosul. La tecnica legittimata e benedetta dai religiosi attraverso il mondo arabo come arma contro Israele è andata fuori controllo ed è stata usata contro gli arabi che protestavano contro il bombardamento israeliano a Gaza. Quell’intricato e patologico circolo completato sulle strade di Mosul può essere afferrato solo parafrasando Karl Marx – Israel è l’oppio dei popoli. Cos’altro spiega l’amnesia collettiva che si è mostrata questo week-end in Medioriente? Il Primo Ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni ha già dimenticato che solo l’anno scorso era vicina a cacciare il Primo Ministro Ehud Olmert per il suo modo di svolgere la guerra di Israele contro il Libano dichiarata in circostanze molto simili a quelle che hanno preceduto il bombardamento di Gaza? E le notizie di domenica la mostravano ancora lì in giro per gli Stati Uniti a spiegare perché Israele doveva agire contro il movimento islamico militante al potere a Gaza. Israele vuole fare degli eroi di Hamas come ha fatto con Hezbollah? Che cosa si è ottenuto dal blocco di Gaza eccetto la sofferenza di civili i cui leader di occupano di loro poco quanto Israele?
Parlando di Hezbollah e leader poco saggi, ha dimenticato Hassan Nasrallah che mentre si scaglia contro l’Egitto per aiutare il blocco di Gaza lui vive in un Paese, il Libano, che detiene generazioni di profughi palestinesi alla stregua di prigioni virtuali?
E i manifestanti in Giordania e in Libano? Chi ricorda loro che nel 1970, la Giordania ne uccise decine di migliaia nel tentativo di controllare i gruppi palestinesi stanziati lì, costringendo il Fronte per la Liberazione della Palestina in Libano dove nel 1982 i Falangisti, i miliziani cristiani palestinesi, massacrando 3000 rifugiati palestinesi nei campi di Sabra e Shatila? Non un solo falangista è stato accusato del massacro. Un’inchiesta di Stato israeliana, nel 1983 trovò Ariel Sharon, allora Ministro della Difesa, indirettamente responsabile delle uccisioni ai campi profughi durante l’invasione israeliana del Libano. Ma non fiatiamo per un’inchiesta araba. E’ Israele che dà senso al nostro senso di vittimismo. Gli orrori che noi riversiamo gli uni sugli altri sono irrilevanti.
E’ difficile criticare i Palestinesi quando così tanti sono morti questo weekend ma Hamas che governa Gaza è solo l’ultimo dei loro leader che ha fatto fiasco. Per chi di noi che separano la religione dalla politica, Hamas ha dato verità alla paura che gli islamisti si preoccupano più di combattere Israele che del loro popolo. I Palestinesi di Gaza sono vittime ugualmente di Hamas e di Israele.
Dov’era la rabbia quando due scolare palestinesi sono state uccise a Gaza quando sono stati sparati dei razzi di Hamas destinati ad Israele, proprio il giorno prima del bombardamento israeliano?
Come per il mio Paese di nascita, l’Egitto, il Presidente Hosni Mubarak, al potere da più di 27 anni, ha condotto una disastrosa politica che da un lato mantiene un trattato di pace del 1979 Anwar Sadat ha firmato con Israele e dall’altro sguinzaglia la furia dei media di Stato contro Israele che ha fatto divampare un odio quasi isterico attraverso il Paese negli Egiziani.
Sì, l’occupazione israeliana della terra araba fa arrabbiare gli Egiziani ma non c’è assolutamente spazio nei media egiziani, nella cultura e nei circoli intellettuali per discutere di Israele che non sia come nemico. E non c’è nessuno sforzo per superare questo.
E adesso Mubarak, anziano, stanco e privo di nuove idee, raccoglie una politica che mette ogni parte l’una contro l’altra nel tentativo di rendere il suo regime indispensabile.
Ma la mia domanda agli Egiziani e agli altri attraverso la regione furibondi con Israele è dov’è la loro rabbia nei confronti delle violazioni dei diritti umani, tortura, e oppressione nei loro rispettivi Paesi? Se così vaste folle si fossero radunate nelle capitali arabe ogni settimana, avrebbero potuto rovesciare i loro dittatori anni fa!
E’ l’ultimo disonore alla memoria dei palestinesi uccisi questo week-end invocare più violenza. Abbiamo finito per assistervi per 60 anni. Noi onoriamo i morti andando a sbattere contro un amnesia che riguarda tutta la regione finchè non andiamo a scontrarci con i taboo e continuiamo a rovinarci. Parlare con Hamas? Israele dovrà se esso finirà con la violenza. Focalizzarsi sui problemi interni ad ogni Paese arabo ignorando l’oppio che è Israele? Egiziani, Giordani, Libanesi, Siriani, e altri dovrebbero farlo prima che i loro rispettivi Stati fallire per la causa della Palestina. I Palestinesi non hanno ancora uno Stato. Che vergogna sarebbe per uno Stato arabo dopo l’altro fallire nel nome della Palestina.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Questa giornalista esprime appieno il mio punto di vista....
Grandmere

Alessandra ha detto...

Adesso come adesso, direi che i Palestinesi sono più vittime di Hamas che di Israele, ma Mona Eltahawy è già coraggiossima e lucida così! Grandissima quando cita Hanin e Sabah, le due bambine uccise da un razzo di Hamas destinato a Israele: dov'era la rabbia? Lo stesso era avvenuto nel 2006 nella guerra in Libano: Hezbollah aveva sganciato dei katiusha contro Israele e un razzo aveva colpito Mahmoud e Rabia, due fratellini ARABO-israeliani di 3 e 7 anni. Poi il "buon" Nasrallah si è scusato, allora ha risolto tutto!
Notare, anche nel caso di Mona, le accuse di non essere una vera araba, una vera musulmana e chi più ne ha più ne metta.

ilMaLe ha detto...

Un'analisa eccellente. CHe non può essere certo accusata di sostegno al governo Olmert, ma di sostegno alla dignità di un popolo. Dignità che è stata offesa in primis dai fanatici di Hamas.

Stefano Maestri. ha detto...

Mi sembra un termine geniale.
Israele l'oppio dei popoli.
Condannano Israele e poi lasciano passare ogni atrocità.