giovedì 22 gennaio 2009

LA DONNA SVELATA

L'antropologa Ruba Salih (foto in basso, ndr), nel suo nuovo libro, ci rivela le donne musulmane.

L'antropologa italo-palestinese alle prese con uno degli studi più innovativi e completi sulla condizione della donna musulmana nelle librerie italiane: Musulmane rivelate, appena uscito per Carocci. L'analisi del rapporto tra islam, donna e modernità: un'occasione per conoscere le origini di questo ‘nodo mediorientale' e di analizzare le prospettive presenti e future.
Medio Oriente e questione femminile. È una delle tematiche all'ordine del giorno nella vita culturale anche del nostro paese: il rapporto tra la donna e l'islam. Eppure gli studi sul tema che possiamo leggere in lingua italiana sono ben pochi: il più delle volte si tratta di traduzioni di saggi ormai storici e "capitali" (come il celeberrimo Oltre il velo, di Leila Ahmed), altre volte la tematica femminile è affrontata in studi più generali sull'area mediorientale tout court. Ecco, pertanto, un primo grande merito da ascrivere a questo lavoro dell'antropologa Ruba Salih (docente all'Università di Bologna e Senior Lecturer in Gender and Middle East Studies presso l'Institute of Arab and Islamic Studies dell'Università di Exeter, UK): il merito di avere portato alle stampe un libro agevole e adatto alla divulgazione più lata, ma allo stesso tempo completo e strutturato su numerose fonti storiche, bibliografiche e raccolte in prima persona. Da un lato, infatti, c'è la ricerca storica: la condizione della donna nell'area geografica mediorientale prima dell'avvento della religione musulmana, le diverse letture del messaggio delle sacre scritture coraniche e delle tradizioni della vita del profeta Maometto in chiave femminista (con il racconto di alcuni hadith, i detti e fatti della vita di Maometto che contribuirono alla formazione della sharia come legge islamica). Dall'altro Salih ci conduce attraverso un vero e proprio viaggio nella formazione dello Stato nazionale ed al ruolo che le donne rivestirono dalla Turchia, all'Iran, al Marocco. Infine ci viene offerta un'"incursione" nel mondo femminile afgano e si getta luce sulle narrazioni delle donne musulmane in Italia.
Dall'epoca d'oro all'avvento dello Stato nazionale. Molti studiosi e studiose hanno definito "epoca d'oro", l'età del profeta Maometto (570-632), in cui le donne furono attive in molti campi della vita pubblica. Le donne assistevano i loro uomini sul campo di battaglia, mentre i primi erano intenti ad espandere il dominio arabo nell'area mediorientale. Le donne presenziavano alle attività religiose insieme al Profeta e trasmettevano hadith. All'ultima moglie di Maometto, Aisha, sono attribuiti più di duemila racconti tradizionali. Fu l'Impero Abaside (750-1258) a condurre ad una netta trasformazione dei ruoli di genere. La verginità femminile assumeva un'importanza assoluta, laddove la prima moglie di Maometto, Khadija, era già stata sposata prima delle nozze col Profeta; si affermava in via definitiva la pratica del velo; si sovrapponevano tradizioni precedenti dei luoghi conquistati ai costumi tipici degli arabi. Proprio tradizioni come il velo, che oggi sono considerate come parte della tradizione islamica, supportate secondo l'islam ortodosso dal Corano e altre fonti, sono in realtà pratiche che l'islam ha fatto sue successivamente all'epoca di Maometto. In effetti la conquista araba si accompagnò all'assimilazione delle diverse culture, consuetudini ed istituzioni sociali di tutte le aree mediorientali, in particolare per quel che concerne le relazioni di genere. Salih ci offre anche uno spaccato sul dibattito moderno riguardante l'interpretazione delle sacre scritture coraniche riguardo al ruolo della donna. Per esempio, secondo la ricordata studiosa Leila Ahmed, il Corano e molti passaggi degli hadith enunciano l'identica posizione davanti a Dio di uomini e donne, ed i medesimi obblighi morali che gli individui detengono indipendentemente dal sesso. (Fonte: "Peace Reporter")

Ma intanto ancora brutte notizie: link e link. E la motivazione potrebbe essere legata a ciò che dice, ancora una volta, Wafa Sultan in quest'intervista: http://www.memritv.org/clip/en/1993.htm. Guardatevi anche questo video, va: http://www.memritv.org/clip/en/1994.htm.
Iran, Palestina... e Italia. Una delle parti più interessanti del volume si sofferma sul rapporto tra omosocialità ed eterosocialità nella costruzione della nazione iraniana. Ai primi del Novecento in Iran si assiste ad un dilemma duplice: da un lato l'uomo si domanda se radersi la barba oppure no per assomigliare all'europeo, dall'altro le gerarchie statali e religiose riflettono sulla pratica del velo sul capo della donna. Afferma Salih, ricostruendo uno studio di Afsaneh Najmabadi: "Svelare le donne diviene un mezzo attraverso cui indurre la modernità e sradicare l'omoeroticità, attraverso comportamenti eterosociali ed eterosessuali". Salih si sofferma ampiamente anche sul ruolo della donna nella costruzione del discorso nazionale palestinese, dalle origini della nakbah del 1948 ai giorni nostri (è analizzato anche il coinvolgimento femminile nelle fila del partito politico di Hamas). In Palestina la donna diviene protagonista nello spazio pubblico e culturale: già la prima Intifada viene descritta "come un movimento di femminilizzazione della società e della lotta palestinese e la presenza e il ruolo della donna [...] sarà centrale nella sua iconografia". Il libro si conclude con le ricerche condotte dalla stessa autrice tra le donne musulmane in Italia, che, al di là delle provenienze geografiche, esprimono un comune desiderio di coniugare la propria fede religiosa con la modernità di un paese laico e moderno. La donna musulmana ha in mente nuove prospettive, mentre le nostre società sono ancora alle prese con le insidie alla laicità, alla tolleranza, alla libertà. (però queste insidie ci sono e rischiano di danneggiare non solo noi, ma anche le donne immigrate, incluse le arabe e musulmane!)

23 commenti:

Anonimo ha detto...

Ah! Quindi il velo è una prescrizione che è arrivata dopo Muhammad...mmmh...certo, sì!!! E di quello che c'è scritto nel Corano? E del fatto che le sue mogli si coprissero? Mmmh...certo, certo!! Complimenti per la (dis)informazione. Che ignoranza...ma dico io...volete denigrare l'Islam? Fate pure, ma chi se ne frega! Allah è ben più Potente di voi e delle vostre menzogne! Ma cercare (senza riuscire!)di negare le fonti...questa fa proprio ridere!!
Vabbè...buon lavoro di (dis)informazione!!!

Alessandra ha detto...

Dovresti sapere meglio di me che il significato proprio di "hijab", non è propriamente quello di "velo da mettere sui capelli", ma di "tenda", "cortina", che separava le mogli di Muhammad dagli sguardi indiscreti. Vogliamo denigrare l'islam?
1) Da un lato, infatti, c'è la ricerca storica: ... delle tradizioni della vita del profeta Maometto in chiave femminista (con il racconto di alcuni hadith, i detti e fatti della vita di Maometto che contribuirono alla formazione della sharia come legge islamica)

2) "epoca d'oro", l'età del profeta Maometto (570-632), in cui le donne furono attive in molti campi della vita pubblica. Le donne assistevano i loro uomini sul campo di battaglia, mentre i primi erano intenti ad espandere il dominio arabo nell'area mediorientale. Le donne presenziavano alle attività religiose insieme al Profeta e trasmettevano hadith. All'ultima moglie di Maometto, Aisha, sono attribuiti più di duemila racconti tradizionali. Fu l'Impero Abaside (750-1258) a condurre ad una netta trasformazione dei ruoli di genere. La verginità femminile assumeva un'importanza assoluta, laddove la prima moglie di Maometto, Khadija, era già stata sposata prima delle nozze col Profeta; si affermava in via definitiva la pratica del velo; si sovrapponevano tradizioni precedenti dei luoghi conquistati ai costumi tipici degli arabi.
3) ho messo in grassetto il fatto che pratiche come quelle del velo sono posteriori a quelle di Maometto proprio per non denigrare nè lui nè l'islam! :-) Queste sono cose che sostiene questa antropologa (musulmana), non le ho inventate io! Se è per questo il velo è una tradizione anche precedente all'islam, già presente in contesto giudaico-cristiano, infatti dice: "In effetti la conquista araba si accompagnò all'assimilazione delle diverse culture, consuetudini ed istituzioni sociali di tutte le aree mediorientali, in particolare per quel che concerne le relazioni di genere". Leggiamoci il libro, poi ne discutiamo!

3) secondo la ricordata studiosa Leila Ahmed, il Corano e molti passaggi degli hadith enunciano l'identica posizione davanti a Dio di uomini e donne, ed i medesimi obblighi morali che gli individui detengono indipendentemente dal sesso.

"Allah è ben più Potente di voi e delle vostre menzogne!"... Ah, solo di noi? Di te no? Che superbia, ragazzi! L'islam mica predica la modestia?

barbara ha detto...

Talmente modesto che tiene nascosto perfino il suo nome ...

Alessandra ha detto...

O talmente modesta: non mi sorprenderei, a questo punto, se fosse una donna... .

caposkaw ha detto...

sicuramente non è la sposata in bosniaco...
scrive in nodo meno sgrammaticato.
certamente è una convertita, o una "caduta" nell'islam... data la vemeenza tipica...
scusa la domanda, ma è solo per il p***ino del musulmano che vi convertite? o vi piace farvi comandare?

Alessandra ha detto...

Magari tutte le convertite all'islam fossero come Noor di Giordania o la principessa Muna di Giordania, madre dell'attuale re Abdallah II!

Francesca ha detto...

Il velo non é ne più ne meno una prescrizione del corano,ma è l'emblema del sistema islamista, ed è intorno al velo che una società islamista può crearsi. In altre parole, l'islam può esistere senza il velo delle donne, ma il sistema islamista non può esistere senza il velo delle donne. Secondo le leggi islamiche, la donna, fino alla sua morte, resta una minore: gli uomini hanno diritto allo sguardo sulle donne e le donne devono celarsi agli sguardi degli uomini.Il velo può significare secondo i casi che è già di proprietà (proprietà privata, vietata) o, quando si tratta di una giovane donna o di una ragazza, che è messa sul mercato del sesso.Il velo riduce la relazione uomo/donna ad una sessualità frustata, bestiale, alla fornicazione, è un tipo “di sesso-nascosto„ provocatorio.

La società islamista è una società pornografica nel senso simbolico del termine.Il velo sulla testa delle donne, nel XXI secolo, simbolizza la pornografia poiché riduce la donna “ad un organo genitale„. Le donne sono oggetti di scambio intorno alle quali la società islamista si costruisce.

Deduciamone che il corano non é opera di maometto.

http://scettico72.splinder.com/

Alessandra ha detto...

Ciao, sorella di Vituccio. :-)Sono d'accordo su tutto, però non che il velo sia una prescrizione del Corano. Quelli che lo sostengono si rifanno a due versetti:

- « O Profeta! Dì alle tue spose e alle tue figlie e alle donne dei credenti che si ricoprano dei loro mantelli (jalābīb); questo sarà più atto a distinguerle dalle altre e a che non vengano offese. Ma Dio è indulgente clemente! » (Cor, XXXIII:59)

- « E dì alle credenti che abbassino gli sguardi (yajḍuḍna min abṣārihinna) e coprano le loro pudenda (wa-yaḥfaẓna furūjahunna) e non mostrino troppo le loro parti belle (wa-lā yubḍīna zīnatahunna) eccetto ciò che di fuori appare (illā mā ẓahara minha) e pongano un velo sui loro seni (wa-li-aḍribna bi-khumurihinna ʿalà juyūbihinna) …) » (Cor., XXIV:31)

Però non si parla espressamente di velo da mettere sui capelli e non si specifica quali siano "le parti belle" (che dovrebbero essere quelle intime).
Poi non viene usato il termine "hijab", ma "jilbab" o "khimar" (al plurale): "mantelli". "Hijab" compare 7 volte, ma non col significato di velo da mettere in testa, come ho già detto. Se le donne di Maometto si velavano perchè erano state importunate, le altre musulmane hanno iniziato a velarsi per scelta per elevare il loro status (le schiave non potevano velarsi) e emulare le "Madri dei Credenti", ma non si tratta di una prescrizione, se non quella di vestirsi modestamente e in modo pudico. Tabari, nel IX secolo (periodo abbaside)sostiene che le donne sono tenute a coprire i "loro capelli, il loro collo, i loro orecchini").

Anonimo ha detto...

Ma quanto sei ignorante???
Che sfacelo, povera Italia!!! Mò una blogger qualsiasi, si mette a fare la teologa!! Eh, bè!!
Ci sono hadith (oltr il verso coranico) in cui Muhammad dice alle donne di coprirsi e di lasciare scoperti viso e mani!!!!! Allora??? Sapiente signorina...non ti risulta???

Alessandra ha detto...

Certo, ci sono anche quelli. Allora copriti, tranne il viso e le mani, altrimenti vai all'inferno!

Anonimo ha detto...

Se ho un pregio è quello di essere di parola.. Ed eccomi qua a visitare il tuo blog Alessandra.. Non mi sono mai occupato molto di questa tematica meritevole di tanta attanzione.. Comlimenti.. Più diritti per tutte e tutti perchè un mondo migliore è possibile.. Ciao Lele

Francesca+Vituccio ha detto...

Anonimo,oltre il verso coranico che citi tu,l'islam é il prodotto di una mente malata,cioé quella di maometto.Un Allah che non esiste da nessuna parte se non nella sua mente schizoide, era uno strumento perfetto per fargli guadagnare il controllo totale sulle menti e sulle vite dei suoi seguaci facili prede all'epoca.Leggiti il Corano e la biografia originale di Maometto. Non la storia scritta oggi dagli apologeti senza scrupoli, ma la storia scritta dagli storici antecedenti a loro. Il Corano e le Hadith sono pieni di versi oltraggiosi che per noi sono una chiara prova che Maometto non era un profeta, ma il capo di un culto. Costringere le persone a denunziare la loro stessa famiglia(Corano 9/113) é degno di un culto. Era un impostore che ha mentito cosí apertamente e con tale forza che la gente ignorante del suo tempo credette in lui. Dopo di lui le generazioni seguenti hanno fatto da cassa di risonanza per queste menzogne passandole ai loro discendenti. Filosofi e scrittori sono nati in questa atmosfera di falsità e le hanno elaborate, imbellendole e rendendole credibili. Ma quando si va a scavare nel cuore della religione, quando si legge il Corano e si studiano le Hadith ci si rende conto che non sono altro che insensatezza.

Qui non c'é bisogno di fare i teologhi per affermare che l'islam é una religione di Ingiustizia, Intolleranza, Crudeltà , Assurdità , Discriminazioni, Contraddizioni, e fede cieca totale,che l'Islam incita all'uccisione dei non-musulmani, e abusa dei diritti civili delle minoranze e delle donne,che l'Islam si é espanso prevalentemente attraverso la Jihad (guerra santa) e si é fatto strada con l'¢uccisione dei non-credenti e dei dissidenti.

Ora, ci sono due distinte categorie di Musulmani. I primi sono coloro che difendono Maometto sempre e comunque, irrispettosi di qualsiasi considerazione di decenza, di giustizia o di moralità. Il secondo gruppo sono coloro che disonestamente negano questi fatti su di lui e cercano di distorcere queste prove per rendere Maometto accettabile secondo la morale e i valori moderni.

I primi sono onesti,qualità che manca ai secondi,di cui fai parte tu anonimo.

Alessandra,cosí devi rispondere alle invasate,mi sembra che Vituccio te l'aveva già detto.

Ciao

Giovanni Fontana ha detto...

Sono un ragazzo italiano in Palestina, non ho trovato dove scrivere una mail: c'è modo di contattarti, Alessandra?
Scrivimi a distantisaluti@gmail.com
Ciao,
Giovanni

Annamaria ha detto...

No, ragazzi, scusate al di là che si condividno o no certe consuetudini, non trovo corretto che si denigri. Maometto è un profeta e come tale va rispettato.
Se sentissi dire di Gesù che era una testa di cavolo beh, un pò mi risento!!Inoltre l'informazione è senza dubbio una salvezza e va presa come tale. non dimentichiamoci poi che non in tutti i Paesi musulmani il velo è un obbligo e molte donne lo prendono perchè decise a rispettare i dettami della loro religione e vi assicuro che se è una scelta libera, consapevole è vissuto con serenità e gioia.
A Francesca vorrei dire che...si, il Corano non è opera di Maometto, non è il suo best seller, ma è parola di Dio...saluti.

caposkaw ha detto...

un profeta?
un profeta de che?
l'unica cosa che i musulmani hanno saputo fare sono stati secoli di guerre aggressive.

Anonimo ha detto...

Brava Annamaria...lo stesso penso io: che si condividano o no certi pensieri religiosi, non è giusto denigrarli gratuitamente. Il Corano è parola di Dio, Muhammad un Profeta e Messaggero (così come lo era Gesù, a cui va tutto il rispetto).
Ci sono ragazzine di 12/13 anni che decidono da sole di mettere il velo, senza che le obblighino. Per fede e basta. Sembra una cosa tanto strana?

Alessandra ha detto...

Grazie mille, Lele! Sapevo che sei di parola... ma non speravo che la mantenessi così prontamente! :-)
Francesca+Vituccio: il passo che citava "Anonimo" non era un verso del Corano, ma proprio un hadith di Maometto. In effetti sapevo che, in teoria, una donna musulmana sarebbe tenuta a mostrare solo il viso e le mani, ma non avendo la Sunnah a casa e non potendo controllare la fonte, ho preferito tacere. Se è vero che il velo è una prescrizione, Anonimo dimostrato una volta in più quello che sostenete, cioè che l'islam è una religione ad uso e consumo di Maometto e naturalmente il fatto che fosse il capo di un culto, lo sanno anche i sassi.
Sì, Francesca, Vituccio mi aveva detto che bisogna rispondere così alle invasate, ma ha convenuto con me che sono libera di dire quello che voglio in "casa mia".
Giovanni, sì ti scrivo tra non molto!
Annamaria, come cristiani naturalmente non riconosciamo Maometto come Profeta. Quello che personalmente contesto è che non lo si possa, non dico denigrare, ma neanche criticare: adesso, a parte tutto, era UN UOMO! Gesù è Dio, non ha fatto mai violenza, non ha diffuso il cristianesimo con la violenza a differenza di Maometto che era un guerriero. Credo che Pascal riassuma bene la differenza tra i due "Maometto uccise, Gesù si fece uccidere".
Capo, proprio l'unica nel corso dei secoli no: ti ricordo che Averroè (perseguitato dai fanatici) e Avicenna erano musulmani. E'anche grazie ad Avveroè che conosciamo Aristotele!

Alessandra ha detto...

Anonimo, quanto alle ragazzine di 12-13 anni che "decidono da sole" di portare il velo, ci saranno anche, ma in genere sono troppo piccole! A quell'età non hanno neppure un'identità ben costruita!

Alessandra ha detto...

E poi, dai, non riduciamo le donne musulmane al velo!!! Sono anche numerosi musulmani e musulmane a chiedere agli Occidentali di non ridurre le donne a quello!!! Il libro a cui faccio pubblicità in questo post NON PARLA SOLO DEL VELO!

Annamaria ha detto...

Gesù è Dio ed il progetto divino su di lui era diverso.
MAometto era un uomo, ma per milioni di persone è il loro profeta e ritengo che offendere a titolo gratuito sia sbagliato verso tutti i musulmani liberali e moderati che soffrono per la visione distorta che ci offrono coloro che vivono l'Islam a loro uso e consumo.
Opinioni diverse? Ok, ma nel rispeto che ogni dialogo civile impone.
Saluti a tutti

Alessandra ha detto...

Quello sicuramente. Non è detto che condivida tutti i commenti che ci sono qui. Però ancora mi chiedo fino a che punto è lecito che molti musulmani si sentano offesi alle critiche a Maometto, anche quando sono basate sulla sua biografia ufficiale e sulla storia. Per quanto mi riguarda, sono convinta che anche la sua prescrizione del velo vada storicizzata... per non denigrare Maometto!
Idem per la critica al Corano: non si può non pretendere che non musulmani non credano che sia parola di Dio, già per il fatto della figura di Gesù. E sarebbe il caso che tutti musulmani storicizzassero ciò che il Corano dice, senza perseguitare proprio i veri moderati, laici e liberali. Questo nel loro interesse e nell'interesse dell'immagine dell'islam stesso: ovviamente è giusto che i musulmani non vogliano denigrati per la loro fede, ma dipende anche da loro. Non devono chiudersi, come troppo spesso succede nel vittimismo e nel "voi Occidentali siete ignoranti e non capite niente!". Per me è vero, però dipende anche dai musulmani dimostrare il contrario in modo civile. Non tutti hanno voglia di mettersi lì a leggersi hadith e Corano... quando ci sono certi FATTI! A presto!

Anonimo ha detto...

Non oso mettermi a commentare , non me ne intendo come quelli che hanno già commentato. Grandmere.
Buon fine settimana.

Alessandra ha detto...

Altrettanto, carissima.