giovedì 8 gennaio 2009

EGITTO, ZITELLE SI DIVENTA, NON SI NASCE

Di fronte alle pressioni che subiscono le donne single in Egitto, doppiamente vittime - della societa’ che le respinge, e delle famiglie che le detestano - Yomna Mojthar, 27 anni, giornalista, ha fondato il gruppo “Zitelle per il cambiamento”. Obiettivo? Cambiare la visione sociale e i pregiudizi nei confronti delle donne nubili, e affontare le difficolta’ di vivere da nubili in una societa’ dominata dall’ossessione del destino delle donne "mogli e madri", com'e' quella egiziana. Lanciato su Facebook, il gruppo di Yomna, il primo del genere mai visto in Egitto, ha registrato in pochi giorni 550 iscritti. Per la sua fondatrice, e’ segno di un timido mutare della mentalita’, comunque "un ottimo segno" in un Paese fortemente conservatore e patriarcale dove la religione e’ onnipresente, sposarsi e’ piu’ che un obbligo, tanto per i musulmani quanto per i cristiani, continua Yomna, ci sono associazioni islamiche che organizzano regolarmente nozze collettive per le sfavorite, con l’obiettivo confesso di evitare "comportamenti deviati", vale a dire relazioni sessuali fuori dal matrimonio o l’omosessualita’ ". "Anche se studiano o lavorano, le donne nubili sono percepite come “incomplete” ". L’eta’ a partire dalla quale una donna e’ considerata zitella varia secondo l’ambiente nel quale si muove, ma quando sta per arrivare a trentanni i commenti scortes e gli sfotto’ si moltiplicano dappertutto”. Da noi la tradizione e’ forte, conferma la sociologa Madiha al Safti, e le donne sono universalmente percepite solo come donne e madri, "dunque qualunque famiglia detesta tenersi in casa una parente non sposata. Una donna sola e’ mal vista, la gente si chiede che tipo di problemi abbia, se nessun’uomo l’ha voluta…". (Fonte: "Women in the city")

E a proposito di donne single, ma madri: permalink
L’iniziativa di Mojtar e’ stata rilanciata a tappeto dalla stampa nazionale, e la giornalista vi vede il segno di una timida evoluzione della mentalita’ comune. Recentemente, al suo gruppo si sono iscritte anche donne sposate, e qualche uomo. “Trovo normale decidere di non sposarmi, dice uno di loro, Mohamed Abdel Ati, 25 anni, “quasi tutti i miei amici sono sposati e hanno figli, ed ogni volta che li incontro e’ la stessa solfa:“ti vogliamo vedere sposato, Mohamed!”, mentre le loro mogli non fanno che propormi amiche e conoscenti: “vuoi che ti cerchiamo una moglie?”. Il gruppo di Yomna Mojthar organizza anche riunioni, moderate da uno psicologo, nelle quali le donne nubili possono esprimere il loro disagio. Nonostante i pregiudizi, sono molte quelle che militano per il partito del celibato senza lasciarsi impaurire dalle linee rosse imposte dalla societa’. “Non siamo contro il matrimonio, ne’ contro gli uomini,- e’ l’affermazione corrente -, quello che vogliamo e’ che le relazioni si fondino su solide basi, molte ragazze si sposano il primo che capita solo perche’ non si dica in giro che sono delle zitelle. Con un matrimonio cosi’, conclude Yomna, corrono il rischio di cambiare solo appellativo, da "nubili" a "divorziate"… In altre parole dalla padella alla brace, visto che le divorziate sono mal viste piu’ di ogni altra.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

There shall be but one mistress here, and no master! (Elizabeth I, Queen of England)

ciao
Eudora

Alessandra ha detto...

Ciao Eudora.

caposkaw ha detto...

che maialone!
ahr ahr ahr!
scusa, come può una donna decidere della sua vita?

(tanto per sapere, ma i zitelli da quelle parti esistono?)

Alessandra ha detto...

Più avanti nell'articolo c'è l'intervento di un ragazzo a cui vengono fatte pressioni per sposarsi, ma non credo che gli uomini single siano malvisti come le donne single.

Alessandra ha detto...

Oltretutto anche le mogli degli amici di questo ragazzo premono per presentargli possibili consorti.

Nadir ha detto...

Ciao Alessandra, riesco a passare solo adesso, e trovo il tuo blog, interessante.
Nell'augurarti un buon 2009 ti saluto e ti auguro una buona continuazione

Alessandra ha detto...

Tranquilla. Grazie mille, Nadir e buon anno!