venerdì 16 gennaio 2009

NOA E MIRA INSIEME, IN UN CANTO PER LA PACE

Le artiste ebrea e araba vogliono esibirsi in un Festival a Mosca.

TEL AVIV Tempi duri per gli artisti, specialmente per i pacifisti. La cantante israeliana Noa - che giorni fa aveva lanciato un accorato appello contro il fanatismo religioso - è adesso oggetto di polemiche per aver accettato di esibirsi con la cantante araba israeliana Mira Awad (nella foto con Noa, ndr) in rappresentanza di Israele al festival musicale dell' Eurovisione che si svolgerà fra alcuni mesi a Mosca.
Le due cantanti sono state accusate da artisti radicali arabi di essere «foglie di fico della propaganda israeliana». In Israele Noa e la Awad sono molto note, da tempo, per il loro impegno per il dialogo e per la riconciliazione fra israeliani e palestinesi. La loro collaborazione musicale prosegue da anni. Ma quando nei giorni scorsi si è appreso che esse avrebbero rappresentato Israele con un duetto nella gara dell'Eurovisione, artisti e uomini di spettacolo arabi (e anche alcuni ebrei) hanno reagito con indignazione. (Fonte: Arianna.it, da "Il Tempo")

Le pressioni su Mira sono state più forti (su Noa "non c'erano speranze") e contro di lei hanno fatto girare una petizione: "Israele non avrebbe potuto perpetrare i suoi crimini di guerra senza il sostegno della comunità internazionale. Quel sostegno si basa sull'immagine di una nazione democratica e desiderosa di pace. Accettando di partecipando al festival, aiuti la macchina propagandistica. Ogni altro mattone nel muro di questa immagine falsa permette allo Stato di lanciare altre 10 tonnellate di bombe. Siamo sicuri che anche tu vedi queste immagini e piangi". Tra i firmatari della petizione anche le attrici Hanan Hilou e Salwa Naqqara e Mohammed Bakri, che ha diretto "Jenin Jenin" e recitato in "Private" di Saverio Costanzo. Bakri ha dichiarato "Ho cercato di convincere Mira perchè siamo amici e devo proteggere il suo nome. La mia sensazione è che qualcuno si serva di lei. Non è stato possibile smuoverla". Nella lettera aperta la avvertono "di ripensarci, per non essere complice di un crimine. Ti mandano a Mosca per far credere che qui esista la coesistenza e continuare con i massacri a Gaza".
Nuovo appello di Rania di Giordania per aiutare la popolazione di Gaza: "Hell on Earth" .

6 commenti:

lunabee ha detto...

Ciao,

mi piace molto il vostro blog, soprattutto perché anche io mi interesso dei diritti e della condizione delle donne, sopratutot musulmane.

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Alessandra ha detto...

Benissimo! :-) Ti linko!

Dolomitengeist ha detto...

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Alessandra ha detto...

Scusa, ma sei già passato a segnalare il tuo blog e io non so il tedesco, mi spiace. E soprattutto vorrei che gli interventi e i commenti riguardassero i post, non altro. Grazie.

mary ha detto...

Il problema sta nel fatto che Noa ha scritto delle lettere fortemente a favore della guerra (ed anche dicendo che la guerra in Lebano fosse giustificato per motivi di "auto-difesa"). Ha il diritto alla sua opinione come chiunque altro, ma di poi essere promossa come un testimone di pace e dialogo è sbagliato. E' una guerrafondaia, e se Mira ne è complice, peggio per lei. Sull'altare di denaro, finiscono tutti.

Alessandra ha detto...

Mary, scusa se vedo solo ora il tuo commenti. Noa non è una guerrafondaia e neanche Mira: loro sono solo delle cantanti e quella guerra era legittima, dopo tutti i razzi che ha lanciato Hamas contro Israele... .