mercoledì 29 aprile 2009

I PROPRIETARI MUSULMANI DI UNA GIOIELLERIA DI GLASGOW PROIBISCONO IL NIQAB


Discriminazione? Sicurezza! rispondono i proprietari musulmani della gioielleria. Il niqab e il burqa oltre ad essere un simbolo infamante per la donna, pongono anche un problema di sicurezza importante che è raramente evocato.

D'ora in poi chiunque vorrà entrare nella gioielleria Ataa di Glasgow, dovrà mostrare il viso secondo le nuove norme di sicurezza destinate a proteggere il personale dei negozi da futuri attacchi.
I proprietari della gioielleria hanno deciso di agire adottando questa misura dopo che due uomini orientali vestiti con un niqab, hanno rubato migliaia di sterline in una gioielleria all'inizio di questo mese.
I due malfattori mascherati alla maniera islamica pretendevano di volere comperare alcuni gioielli ed hanno attaccato i dipendenti con una bomba lacrimogena per poter aprire poi la cassaforte.
Ora, i membri della famiglia Sadiq, proprietari della gioielleria, metteranno un cartello sulla loro porta per informare i clienti che non possono portare veli che coprono il viso all'interno del negozio.
La famiglia dice di capire che la loro politica possa offendere alcuni musulmani, ma si aspetta che altre imprese adottino un approccio simile. Dei ladri velati islamicamente hanno già portato a termine almeno un altro attacco in questa città. Anche il rappresentante locale della Comunità musulmana è d'accordo. (Fonte: Scettico)
Intanto in Iran: 113 arresti per aver festeggiato insieme: permalink .

18 commenti:

Annamaria ha detto...

Segni di civiltà islamica...gioiamo!

Django ha detto...

che si mettano il passamontagna, come ogni criminale che si rispetti!

:-)

Paolo Borrello ha detto...

Onestamente la notizia mi lascia perplesso. Perchè se la motivazione vera del provvedimento è ridurre i furti è un conto se invece è un fatto chiamiamolo così "culturale" è un altro.
Del secondo caso mi interessa discuterne, vi possono essere posizioni diverse e anche tutte condivisibili, almeno in parte.
Il primo caso non mi interessa o meglio mi interessa poco perchè la vicenda rientrerebbe in quell'eccesso di attenzione alla sicurezza che si rivolge soprattutto verso gli stranieri.
Ciao

Vituccio ha detto...

Strano che non si evochi mai l'eccesso di NON attenzione alla sicurazza...

Caro Paolo,se hai letto bene l'eccesso di attenzione alla sicurezza (come lo chiami tu)é dovuto al fatto che ci siano già stati altri attacchi di questo tipo a Glasgow.

Poi,certo che in questo caso la motivazione vera é quella di ridurre i furti,per questo motivo, non vedo perché non dovrebbe interessarcene poiché ne vale la sicurezza di tutti.

Comunque non vedo dov'é la polemica qui:é chiaro che non si tratta di un fatto culturale e unicamente di sicurezza,anche perché (se vogliano tenerne conto) i gioielliri sono musulmani,meno male...

Ciao

caposkaw ha detto...

non preoccupatevi del borrello...
lui è uno di quegli che amano alla follia i beduini...

Stefano. ha detto...

Più intelligenti loro dei political correct europei.
Stefano.

Anonimo ha detto...

(Gabriele67)
Io emanerei subito una fatwa contro quei gioiellieri infedeli e taglierei la mano sinistra ai ladri.

Stefano. ha detto...

OT
Non centra niente con questi thread, ma volevo annunciare che l'Iran ha assassinato Delara.
Stefano.

Anonimo ha detto...

Io penso che quel tipo di "mascheramento" sia sempre condannabile... posso comprendere il capo coperto, ma quello può nascondere qualunque cosa.... fa paura...Grandmere

Closethedoor ha detto...

Beppe Pisanu con l'omonimo decreto aveva omologato il burqa e il niqab al mascheramento con potenzialita' terroriste, quindi con multe ecc., trovando come oppositore Piero Sansonetti, ma nel testo finale e' stato sconfessato dallo stesso PdL! Personalmente trovo intollerabile che una religione imponga a una donna di rinunciare alla sua identita' pubblica, e francamente stupido il non vedere il rischio per la sicurezza.

Comunque, Alessandra volevo segnalarti questo dibattito
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Torino, 19 maggio 2009

ore 9.30

Cascina Roccafranca
Via Rubino n. 45 - Torino

Moudawana
Conoscere il nuovo diritto di famiglia marocchino e la sua applicazione in Italia e in Marocco


Nel 2004, il Marocco ha dato il via a una spettacolare riforma del proprio codice della famiglia (moudawana), diventando il secondo paese del mondo arabo, dopo la Tunisia, ad aver adottato misure in favore delle donne. Grazie all'iniziativa di un potente movimento popolare, con l'appoggio del re Mohammed VI, le donne hanno ottenuto maggiore eguaglianza, in particolare il diritto di sposarsi senza l'approvazione di un uomo della famiglia, e quello di prendere l'iniziativa, in un procedimento di divorzio, su basi più egualitarie. Il nuovo codice di famiglia, inoltre, per la prima volta fa riferimento alle Convenzioni Internazionali sui diritti dei Minori che il Marocco ha ratificato contribuendo a percorsi di maggiore tutela e responsabilità nei confronti dei figli nell'ambito delle famiglie. Il seminario ha l'obiettivo di far conoscere ad operatori sociali, giuristi, volontari, persone interessate il percorso storico, culturale e politico che ha portato alla definizione della Moudawana, gli aspetti giuridici e sociali della sua applicazione in Marocco ed in Italia, e le politiche sociali che nei due Paesi offrono sostegno alle famiglie nelle diverse fasi della loro vita.

Programma

ore 9.30 Finalità del seminario e riflessioni sull'applicazione della Moudawana in Italia
Lorenzo Trucco, ASGI

ore 10.00 Il concetto di famiglia nella tradizione e nella cultura arabo -islamica
Nezha El Ouafi, ricercatrice presso l'EHESS di Parigi e parlamentare marocchina

Coffee Break

ore 11.30 La Moudawana: il dettato della legge e la realtà della sua applicazione in Marocco
Fatna Sarhane, docente di giurisprudenza all'università Hassan II di Casablanca e membro dell'organizzazione marocchina dei diritti dell'uomo
Dibattito

ore 13.00 Pranzo

ore 14.30 Le Politiche Sociali di sostegno alle famiglie italiane e straniere
Nicola Salvini, ASGI

ore 15.00 Le Politiche Sociali di sostegno alle famiglie in Marocco
Fatna Sarhane, docente di giurisprudenza all'università Hassan II di Casablanca e membro dell'organizzazione marocchina dei diritti dell'uomo
Dibattito

E' prevista la traduzione simultanea arabo/italiano e viceversa

Per informazioni
Associazione Gruppo Abele Onlus - Progetto "Genitori&Figli"
Corso Trapani n. 91/b - Torino

Stefano ha detto...

Non so se porterà primavera. ma è uno splendido fiore quello sbocciato in Marocco.

esperimento ha detto...

Fantastico! La dimostrazione che necessità fa virtù?
Per convincere i vari fondamentalisti (in Afghanistan, in Arabia Saudita, ecc., ma forse anche un po' in Italia, ) bisognerebbe organizzare delle rapine vestiti con burqa o niqab?

Alessandra ha detto...

Io stessa non pensavo fosse successo e mi sembrava strano potesse succedere, invece sì: malviventi si sono "mascherati" col niqab per compiere reati. Il niqab è stato utilizzato da uomini-bomba. Anche per questo bene si fa a vietarlo e ancor più lodevoli sono questi gioiellieri musulmani. L'islam non lo impone affatto alla donna!

P ha detto...

In Italia essendo dei burocrati impenitenti abbiamo tantissime leggi.
Molte sono fatte bene.
Ma quando ci sono leggi buone, magari succede che nn vengano applicate.
Siamo bravi anche in queste cose.

PensieroLiberale ha detto...

Il precedente commento era mio.

esperimento ha detto...

Con una differenza: che in Iraq e Afghanistan, anche se lo usano per far saltare soldati, donne e bambini non è vietato. Anzi, è vietato non portarlo. Qui, evidentemente, questi negozianti, vivendo in un sistema abbastanza libero, hanno capito (almeno si spera) che la sicurezza è più importante di qualunque fondamentalismo.

Alessandra ha detto...

Close, mi sono dimenticata: sarebbe stato interessante partecipare alla conferenza di Torino sulla Moudawana... .

Closethedoor ha detto...

Beh e' il 19 maggio, sei ancora in tempo ;)