mercoledì 26 novembre 2008

SICUREZZA AL FEMMINILE

La polizia palestinese arruola donne per migliorare la sua immagine.

Da qualche tempo per le strade della città di Hebron, in Cisgiordania, la polizia palestinese arruola anche delle donne, che vengono impiegate per perquisire i sospetti di sesso femminile, e per migliorare l'immagine del corpo. Da ormai due anni, da quando Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza, il governo di Fatah che controlla la Cisgiordania è impegnato in quotidiane operazioni di polizia, per arrestare presunti terroristi, ma anche esponenti di Hamas, tra cui diversi deputati. Le perquisizioni casa per casa fino a due anni fa erano una prerogativa quasi esclusiva dell'esercito israeliano, ma oggi l'onere è stato in gran parte trasferito alla polizia palestinese, controllata dal presidente Abu Mazen. I nuovi corpi della polizia palestinese, che sono equipaggiati con armi di fabricazione statunitense, sono entrati in servizio in diverse città della Cisgiordania, con lo scopo di catturare i nemici di Israele e nel contempo consolidare il potere di al Fatah.
Le perquisizioni casa per casa fino a due anni fa erano una prerogativa quasi esclusiva dell'esercito israeliano, ma oggi l'onere è stato in gran parte trasferito alla polizia palestinese, controllata dal presidente Abu Mazen. I nuovi corpi della polizia palestinese, che sono equipaggiati con armi di fabricazione statunitense, sono entrati in servizio in diverse città della Cisgiordania, con lo scopo di catturare i nemici di Israele e nel contempo consolidare il potere di al Fatah.
La decisione di includere esponenti femminili nella polizia, e in particolare nei corpi incaricati delle perquisizioni domestiche, viene presentata come un'operazione per conquistare i cuori e le menti dei palestinesi. Le perquisizioni avvengono spesso di notte o nelle prime ore del giorno, normalmente accade che soldati irrompano in una casa e perquisiscano gli uomini, mentre le donne vengono rispettosamente messe da parte.
Ora a Hebron, invece, accade che le agenti donne prendono parte alle operazioni e si occupano delle femmine, prendendole da parte e perquisendole in modo da non offendere il loro pudore.
Secondo alcuni agenti di polizia, citati da Christian Science Monitor, in passato accadeva che le donne, contando sulla composizione maschile delle squadre di agenti, nascondessero armi sotto le vesti con la certezza di non essere perquisite.
Basterà questo tocco di rosa a far dimenticare ai palestinesi che stanno subendo dalla propia polizia lo stesso trattamento riservato loro dai soldati israeliani (sic)? Basterà arrestare i sospetti con “delicatezza” per far dimenticare le torture che i detenuti palestinesi subiscono, oltre che nelle carceri israeliane (nelle carceri israeliane? Ma dove? Ma quando?), anche in quelle dell'Anp? (Fonte: "Peace Reporter", 21/11)

7 commenti:

Fuoridalghetto ha detto...

E' probabile che Peace Reporter tifi per Hamas visto che a quanto dice questo articolo, sembra che sotto le grinfie di Hanyieh sia un paradiso terrestre, senza torture, arresti, uccisioni sommarie, ecc. ecc.
Chissà, magari nel prossimo articolo verrà fuori che arruolare donne nella polizia è un grave affronto ai religiosi di Hamas (che però per il terrorismo suicida ne ha assunte parecchie)?

Alessandra ha detto...

Non solo per il terrorismo suicida: ci sono anche le poliziotte dei cosiddetti "squadroni della moralità" (non so il nome preciso, ma il senso è quello)e ci avevo anche fatto un post, tempo fa... . Anzi, Al-Fatah si sta attrezzando per fare lo stesso! Giusto per ribadire che di fatto, fra Al-Fatah e Hamas non c'è questa grande differenza... .

barbara ha detto...

Oddio, che quando c'è da prevenire un attentato qualche interrogatorio venga condotto con mano un po' pesante non credo proprio che si possa escludere, ma in confronto a quello che avviene nelle carceri palestinesi, o di qualunque paese arabo ...

caposkaw ha detto...

magnifico.
le sbirre femmina erano una prerogativa dell'iran...
i palestini si stanno iranizzando sempre di più...

Alessandra ha detto...

Quindi non "torture"? Io ho preferito mettere le mani avanti, dato che non so cosa avviene nelle carceri israeliane... . Mentre sulle carceri palestinesi e arabe si sa già di più.

barbara ha detto...

??????????????????????? Ma di cosa stai parlando???? Di quello che avviene nelle carceri israeliane si sa tutto, perché ogni volta che a un prigioniero viene torto mezzo capello viene sbattuto in prima pagina in tutto il mondo, mentre delle disumane torture, dei prigionieri semplicemente scomparsi nel nulla, degli arresti arbitrari, delle detenzioni senza processo, delle condanne a morte dopo processi farsa o senza processo del tutto in tutto il mondo arabo, Palestina compresa, non sappiamo proprio niente di niente. Prigionieri che scompaiono a migliaia e tu mi racconti che si sa di più????

Alessandra ha detto...

Mi spiego meglio: almeno personalmente so che delle torture nelle carceri palestinesi o nei Paesi arabi, ma non se si possa dire che ci siano casi di tortura nelle carceri israeliane. So che quando viene torto mezzo capello ai palestinesi detenuti nelle carceri israeliane viene sbattutto in prima pagina: questo sì.