domenica 27 luglio 2008

FATIMA, RAPITA E RITROVATA DOPO 4 ANNI, RIABBRACCIA LA MADRE

In cella il padre: la nascondeva in Belgio sotto falso nome L' uomo, marocchino, era scappato con la figlia l' 8 settembre 2004. Ha vissuto a Trento, in Marocco e poi ad Anversa


MILANO - «Mi porti nel mare "caldo"?», ha chiesto Fatima alla mamma ritrovata. «Non ti preoccupare, piccola mia, ti porto a quello di casa tua in Sicilia», ha risposto Maria, la donna che ha ricominciato a respirare sabato scorso, quattro anni dopo che la sua bambina le era stata sottratta dal padre. Quarantasette mesi di apnea, senza sapere dove fosse la figlia: starà bene? si ricorderà di me? mi penserà qualche volta? Fatima è stata rapita dal papà marocchino Ali Benjrhad a cinque anni. Era l' 8 settembre 2004. Il Tribunale per i minorenni avrebbe tolto all' uomo la patria potestà per maltrattamenti in famiglia. Di fronte a questa eventualità, Benjrhad ha perso la testa: nel week end pattuito con il giudice per vedere la figlia, sparisce. Prima due mesi a Trento, a casa di parenti, poi due anni in Marocco e infine ad Anversa, in Belgio, dove lavorerà come operaio in fabbrica. Documenti regolari, senza cambiare identità. Non la sua, almeno. Il passaporto di Fatima, invece, sarà contraffatto: la data di nascita rimane uguale, ma l' anno passa dal 1999 al 2000, e il nome diventa Sara. La polizia belga ha arrestato l' uomo il 15 luglio per documenti falsi e sottrazione di minore. «Quando mi hanno telefonato a casa per dirmi che Fatima era stata rintracciata sono rimasta pietrificata. Dopo quattro anni di speranze e di incertezze, se ti arriva una notizia così resti di ghiaccio. Non ci ho creduto finché non l' ho rivista con i miei occhi e ci siamo abbracciate», racconta mamma Maria Fiorentino, un fascio di nervi di 36 anni. Il «riconoscimento» della madre da parte della bambina, avvenuto in Belgio una settimana fa, è stato il momento più delicato, ma indispensabile. «Senza, non avremmo potuto procedere al riaffidamento», spiega il vicequestore di Trento, Roberto Giacomelli, il capo della squadra mobile che ha coordinato le ricerche con il servizio interforze Sirene e la collaborazione dell' ufficio minori del ministero di Grazia e giustizia. Fatima ora parla arabo e francese, non più l' italiano, ma lo capisce. «La nostra impressione è che abbia subito dei maltrattamenti dal padre. Però ha assorbito la cultura dei Paesi arabi, certi atteggiamenti per lei sono normali - prosegue Giacomelli -. Per esempio Sara non capisce perché suo padre sia in carcere. Si vede che sta bene ed è felice di aver riabbracciato la madre, però si fa tante domande. Gli assistenti sociali aiuteranno lei e la signora Maria in questa nuova fase, è una condizione che abbiamo voluto sia noi che i belgi». Ieri mamma e figlia hanno preso un treno per Roma, scortate dagli agenti. Tappa a casa di parenti e poi via di corsa in Sicilia. Dove il mare è caldo. (Fonte: "Corsera", 26/7/2008)
L' odissea La patria potestà Fatima nasce nel 1999 a Palermo da mamma Maria Fiorentino e papà Alì Benjrhad, marocchino. La coppia si sfalda, il Tribunale per i minorenni di Palermo decide di togliere la patria potestà a Benjrhad per i maltrattamenti in famiglia e autorizza il padre a vedere la figlia ogni quindici giorni Il sequestro L' 8 settembre del 2000 anziché riportare Fatima alla madre, come pattuito, Benjrhad scappa a Trento, a casa di parenti, dove resterà per due mesi. Poi padre e figlia si rifugeranno in Marocco per due anni e infine andranno a vivere ad Anversa, in Belgio. Qui l' uomo trova un lavoro regolare in fabbrica, e falsifica il passaporto di Fatima: lascia uguale la data di nascita, però cambia l' anno (anziché il 1999 scriverà 2000) e il nome, diventato Sara L' arresto Un anno fa la polizia di Trento verifica con i colleghi belgi la presenza di Benjrhad ad Anversa. Il 15 luglio scorso l' uomo viene arrestato per i documenti falsi della figlia (il Tribunale per i minorenni di Palermo lo aveva già condannato in contumacia per sottrazione di minore).

2 commenti:

najim ha detto...

AS- salam alaykum
fortunatamente una storia finita bene....una mamma che ritrova la sua bambina è una cosa straordinaria... da mamma posso immaginare la felicità che potrà aver provato quella donna....nell'insieme è una storia molto triste....voglio cercare di capire anche il dolore che il padre ha provato quando ha saputo che gli avrebbero sottratto la bambina....e la bambina che vita avrà avuto?
beh, io sono così...cerco sempre di mettermi "nei panni" di tutti....un saluto. Najim

Alessandra ha detto...

Certo, Najim. E' sempre terribile quando si arriva a togliere a un genitore i figli. Ma quest'uomo non avrà più occasione, in qualche modo, di vedere la figlia? Fosse stato per lui credo che la madre non l'avrebbe più vista, come hanno dimostrato questi quattro anni!