mercoledì 2 luglio 2008

APPELLO PER UNA CAMPAGNA INTERNAZIONALE CONTRO I DELITTI D'ONORE

International Campaign against Honours Killings ( ICAHK )

Dopo la morte di Doa Khalil Aswad (o Du’a Khalil Aswad, secondo le trascrizioni), poco piu’ di un anno fa, siamo tutti coscienti che nel Kurdistan anche le pietre provano la brutalita’ contro le donne. Sotto il governo kurdo e iracheno, il potere e’ lasciato alle tribu, con la « cultura» barbara dei crimini d’onore, nonostante sia costante l’attenzione internazionale su questi atti ripetuti di terrorismo contro le donne.
In Kurdistan, chi uccide una donna spesso non viene condannato, e cosi’ chi ha aiutato o incoraggiato l’assassinio di una donna. Dozzine di ragazze o di donne sono assassinate mese per mese perche’ il governo kurdo e i politici al potere non hanno che farsene della vita delle ragazze e delle donne, e cosi’ facendo perpetuano la cultura dei delitti d’onore, e non proteggono i membri piu’ vulnerabili della nostra societa’.
Per quel che riguarda l’ultimo assassinio, o meglio l’ultimo di cui si sa qualcosa, Kurdistan Aziz aveva 16 anni quando ha cercato di salvarsi dalla sua famiglia con un uomo buono, che l’amava. Sapeva che il padre non avrebbe tollerato la sua liberta’ di decisione, e coraggiosamente ha deciso di seguire l’antica tradizione del « radu kauten » : la coppia e’ fuggita a Erbil, la capitale della regione, e li’ voleva iniziare una nuova vita insieme. Ma il padre aveva altri progetti per la figlia, non progetti d’amore, di felicita’ o di libera scelta…, ma progetti di morte. Kurdistan doveva morire per essersi ribellata contro l’ordine patriarcale.
La ragazza conosceva i rischi cui andava incontro. In citta’ (controllata dal PDK,) ha chiesto l’aiuto della polizia che l’ha inviata al Dipartimento per la fine delle Violenze Domestiche. Questo dipartimento, creato per difendere le ragazze come lei, ha rivelato la sua vera natura accettando un pot de vin da parte del padre,e riconsegnandola a lui, ben sapendo a quali conseguenze sarebbe andata incontro. Nessun kurdo puo’ dire di ignorare i pericoli che corre una ragazza riconsegnata al padre in una situazione simile, e in particolare non puo’ ignorarlo un funzionario di polizia competente per la natura stessa delle sue funzioni. Chi accetta un pot de vin e’ complice di assassinio volontario, poiche’ i delitti d’onore sono assassini volontari e organizzati. (Fonte: "Women in the City").
Kurdistan Aziz e’ stata ricondotta dalla sua famiglia, che ha deciso di lapidarla, sulle montagne di Hawre. Un’organizzazione locale di donne ha allertato le autorita’ del governatorato di Sulaymaniya, controllato dal UPK che si è rifiutata di intervenire in "un affare tribale" , ma ha chiesto ai militanti dell’associazione di procurarsi a proprio rischio le foto del crimine. Il 17 o il 18 maggio Kurdistan, 16 anni, la ragazza colpevole di essersi innamorata, e’ stata assassinata dai membri della sua famiglia, il corpo martirizzato dalle pietre.
La morte di Kurdistan Aziz e’ una conseguenza dell’idea brutale e comune che la morte e’ necessaria per « ristabilire » l’onore di una comunita’, « sfregiato » dalla « vergogna » provocata dalle ragazze e dalle donne che osano decidere liberamente della propria vita e delle proprie scelte.
Ma non c’e’ alcuna vergogna nell’amore e nel coraggio di Kurdistan, la vergogna e’ nel cuore dei politici, degli uomini pagati per proteggere le donne che in realta’ le vendono e accettano dei pot de vin, conoscendone le conseguenze.
La vergogna e’ nel cuore degli uomini che hanno ucciso una ragazzina lapidandola perche’ lei voleva scegliere chi amare e da chi essere amata, mentre suo padre voleva solo proteggere la sua reputazione di uomo che considera le donne una proprieta’.
La vergona e’ degli assassini che uccidono le donne in nome di una percezione deformata e degradata dell’onore.

Chiediamo :
- la polizia nazionale deve agire immediatamene per arrestare il padre di Kurdistan Aziz e tutti i membri della famiglia coinvolti, e denunciarli per assassinio
- la polizia nazionale deve condurre un’inchiesta sul Dipartimento per la fine delle Violenze Domestiche, trovare l’individuo responsabile d’aver accettato le pot de vin e incolparlo per complicita’ nell’assassinio
- deve essere condotta un’inchiesta verso tutti gli impiegati del Dipartimento e tutti coloro a conoscenza della corruzione devono essere esclusi dal servizio e e dal lavoro nel settore pubblico anche per l’avvenire. La donne non possono avere fiducia in un’organizzazione che, come e’ stato provato, accetta la corruzione. Bisogna mettere un freno.
- nessun funzionario pubblico deve accettare promesse da parte di un padre, o di un’altro membro della comunita’, sull’incolumita’ delle ragazze o delle donne rimandate in famiglia. Queste promesse non assicurano alcuna protezione alle vittime potenziali, che in nessun caso devono essere riconsegnate a chicchessia.
- L’UPK a Sulaymaniya si e’ dimostrato particolarmente negligente, chi ha preso la decisione di ignorare la lapidazione e’ indegno di lavorare in un servizio pubblico e deve essere escluso e perseguito.
- Tutti i membri del Dipartimento devono essere formati e consepevoli della loro responsabilita’ e delle conseguenze quando tradiscono la fiducia di una donna vulnerabile
- i funzionari non devono un alcun caso consegnare una ragazza o una donna vulnerabili a un parente o ad un responsabile della comunita’ anche se questa persona assicura che non gli verra’ fatto alcun male. Questa promesse non offrono alcuna protezione. Per contro, occore mostrare pubblicamente che nessuna protezione sara’ accordata ai funzionari corrotti e complici
- un’inchieta completa deve essere condotta alfine di analizzare le falle e le lacune del sistema di protezione per migliorarlo, cosa che deve includere importanti sanzioni lavorative e penali verso tutti coloro che nella vita pubblica ignorano o tradiscono donne minacciate di violenza.
- una campagna di sensibilizzazione deve essere condotta attraverso i media.

Grazie per il sostegno alla nostra campagna.
Vi chiediamo di scrivere o di faxare questo appello al Governatorato Regionale Kurdo per sostenere le nostre rivedicazioni e tenere sveglia l’attenzione sull’assassinio di Kurdistan Aziz.

Gouvernement Régional Kurde à Erbil :
Tel 873-156-2753 - Fax 001-651-846-6051
Email: Mhacerbil@aol.com

Représentation du GRK aux Etats-Unis
Bureau :202 776 7196 - Fax : 202 887 9168
Email KRG4USA@aol.com
Kurdistan Regional Government-Erbil
USA Representation
1050 Seventeenth Street, NW, Suite 600
Washington, DC 20036, USA

Représentation du GRK au Royaume Uni
Tel : 020-7828-8616 - Fax: 020-7828-8526
Email: krguk@aol.com
7 Belgrave Road
London SW1V 1QB, UK

Mission du GRK auprès de l’Union Européenne
Tel : +32-2-513 72 28
Fax: +32-2-513 36 79
Email: krg.eu@skynet.be
rue le la Loi 221
1040 Brussels
Belgique

Représentation du GRK dans les pays du Nord
Tel : +46 8 442 0505
Fax : +46 8 442 0905
Email: krg.nordic@telia.com
Box 7127
SE-170 07 Solna
Suède

Représentation du GRK en Allemagne
Tel : +49 30 7974 8491
Fax: +49 30 7974 8492
Email: KrgInGermany@netscape.net
Vertretung der Regionalregierung-Kurdistan Irak in Deutschland
P.O. Box 150 101
D-10633 Berlin, Allemagne

Bureau du GRK à l’ONU et pour les ONG :
tel : 0041- 22 732 1656
Fax: 0041- 22 732 1659
Email: unrep@krg.org
34 Rue du Moillelbeau
1209 Genève, Suisse

Représentation du GRK en France
Tel : +33 1 42 65 18 45
Fax: +33 1 42 65 18 46
Email: krgfrance@wanadoo.fr

Link
http://www.krg.org/contact.asp?lngnr=12&smap=01000000
http://www.puk.org/web/htm/contact.html
party@kdp.se

3 commenti:

esperimento ha detto...

Perché solo in Kurdistan?
E i delitti d'onore nel resto del mondo?

Alessandra ha detto...

Vero

Stefano Maestri ha detto...

Il popolo curdo, da sempre oppresso, ha sempre avuto la mia simpatia, ma ascoltando simili storie, mi rendo conto che anche loro non sono che pattumiera barbaroislamica.
Stefano