venerdì 11 settembre 2009

L' IRAN ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA E LA REPRESSIONE CHE CONTINUA


Il braccialetto verde reca la scritta "FREE IRAN"

Due donne raccontano l' Iran . Sono la videoartista Shirin Neshat, che presenta il suo "Women without men" (Zanan bedoone mardan), liberamente ispirato all'omonimo romanzo della scrittrice Sharnush Parsipur e la 21enne Hana Makhmabalf, la più giovane della dinastia cinematografica iraniana che ha presentato a Venezia la prima mondiale di "Green Days" (Ruzhaye Sbz).

«A pagare il prezzo più alto in Iran sono sempre le donne», dice Shrin Neshat (foto qui in alto. Sopra, a Venezia):

http://archiviostorico.corriere.it/2009/settembre/10/pagare_prezzo_piu_alto_Iran_co_9_090910063.shtml

A Venezia "i giorni verdi" dell'Iran, il film fouri concorso di Hana Makhmabalf (qui sopra nel 2007), la quale ha dichiarato: "Ahmadinejad può cacciarmi, ma non può cacciare tutte le Neda che vivono in Iran".
Ma intanto... Iran Il fidanzato di Neda rischia la vita in carcere: permalink .
NB. Non so che parole usare per ricordare l'11 settembre, "quell'" 11 settembre, perciò resto in silenzio.... . Con la rabbia di chi sa che i propri figli (se ne avrò), i propri nipoti e via di seguito, si troveranno anche il nome di Bin-Laden sui libri di storia.

Nessun commento: