venerdì 18 settembre 2009

ANCORA MOLTE ALTRE NOTIZIE SU SANAA E NON SOLO

- ) http://www.youtube.com/watch?v=p8dd22N4wPw (video intervista a Souad Sbai) e Pordenone: Sbai (Pdl), sconcerto per omicidio ci costituiremo parte civile .

- ) Panorama. Da Hina a Sanaa, giovani vittime dell’integralismo. Souad Sbai: “Con gli estremisti nessun dialogo” .

-) La madre di Sanaa perdona il marito assassino.Souad Sbai sospetta che sia l'imam di Pordenone a suggerirle quali dichiarazioni rilasciare . http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=studioaperto&data=2009/09/17&id=46526&from=aggregatore_programmi_studioaperto_2008 e http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=studioaperto&data=2009/09/18&id=46534&from=aggregatore_programmi_studioaperto_2008 .
-) Gli emigrati? Sono più arretrati dei connazionali in patria: «In Marocco non accade più»-Il Messag.. 18ENNE UCCISA, SBAI: "IN MAROCCO LE RAGAZZE SONO PIU' LIBERE" - CNR CRONACA .

-) Hina e le altre ragazze uccise in nome della sharia. Boom di delitti d’onore - [ Il Foglio.it › La g .

-) http://archiviostorico.corriere.it/2009/settembre/17/Orrore_causato_degli_imam_Italia_co_9_090917042.shtml . Intervista a Dounia Ettaib, Presidente dell'Associazione delle Donne arabe in Italia (DARI)

-) Sanaa, Confederazione dei Musulmani in Italia: si chiudano le porte all’estremismo Leggi tutto...

-) http://irandemocraticoweb.blogspot.com/2009/09/una-doppia-condoglianza-al-popolo.html

-) Sanaa Dafani è stata sgozzata nel nome dell’islam. Tra queste anche un'analisi di Magdi Cristiano Allam.

-) La legge islamica dilaga. Questa è la vera sconfitta .

-) Dovreste essere contenti, fra un po' la sharia arriverà anche da noi, gli immigrati ci civilizzeranno .

-) Sumaya Abdel Qader, una dei fondatori dei Giovani Musulmani d'Italia, legata all'UCOII, con un articolo che qualcuno ha giustamente definito "spericolato" nel suo assolvere l'islam dall'assassinio di Sanaa: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/09/sanaa-omicidio-brutale.shtml?uuid=2d8d744a-a2cc-11de-9f1c-d4e5f7fd1808&DocRulesView=Libero

-) Infine leggete: qui, qui e qui .

33 commenti:

Dolomitengeist ha detto...

Per i Lettori Tedesci
http://translate.google.de/translate?u=http%3A%2F%2Fdolomitengeisteu-dolomitengeist.blogspot.com%2F2009%2F09%2Fislamein-ehrenmord-erschuttert-italien.html&sl=de&tl=it&hl=de&ie=UTF-8

Poerio ha detto...

Come ha detto Souad Sbai in un'intervista ad un quotidiano nazionale è evidente che è nata una nuova stella mediatica: l'imam di Pordenone fa ormai da portavoce, avvocato , capo popolo , capo religioso, tutto......Questa è per lui una grande affermazione mediatica e istituzionale.

ilMaLe ha detto...

Un'altra vittima del fanatismo. Non un fanatismo mostrato dai proclami dell'imam esaltato o del terrorista. Ma nel gesto vigliacco di un "onesto" lavoratore, una persona fino ad allora ben vista. E di fronte a questo omicidio di questa ragazza non c'è quel pentimento (mentalmente disturbato) che può avere il padre che stermina la famiglia e poi si suicida. Qui non c'è la convinzione di aver fatto un gesto ignobile, c'è la convinzione di aver agito per il meglio. Obbligato dagli eventi.

Questo per chi paragona l'uccisione della povera Sanaa alle ultime stragi familiari della follia avvenute in Italia. Sono due fatti totalmente diversi. In quest'ultimo omicidio il fattore RELIGIOSO è predominante.

ALDO ha detto...

SAREBBE QUESTO IL MAROCCO EVOLUTO?
MA LA SMETTIAMO DI DIRE FESSERIE?
IL MAROCCO E' ANCORA NELL'ETA' DELLA PIETRA, E' IL REGNO DEI PEDOFILI
http://tempsreel.nouvelobs.com/actualites/international/afrique/20080914.OBS1256/un_theologien_legitime_le_mariage_de_filles_de_9_ans.html?idfx=RSS_international

Alessandra ha detto...

Aldo, benvenuto. Credo che sia inutile girarci intorno: non esiste un Paese arabo e islamico VERAMENTE evoluto, ma il re del Marocco sta cercando di migliorare la condizione della donna. Si cita sempre la Moudawana, il Codice di famiglia. Purtroppo il grado di analfabetismo è molto alto nel Paese, soprattutto nelle zone rurali e le donne praticamente non sanno di potersi avvalere di diritti che prima non erano garantiti. Idem per quelle che vengono in Italia, che logicamente non possono neppure avvalersi della Moudawana, essendo emigrate. Grazie della segnalazione: lo sapevo già e posterò la notizia il prima possibile.

Anonimo ha detto...

Cara Alessandra, grazie per la tua risposta, ma vorrei farti notare che colui che esalta il matrimonio a 9 anni è un teologo, non un arrestrato abitante delle zone rurali.
Forse il re del Marocco, se facesse sul serio, dovrebbe zittire certa gente...

Anonimo ha detto...

Mi devo correggere: è più onesto dire non che non c'è un Paese islamico VERAMENTE evoluto, ma neppure veramente "moderato", purtroppo.
Sì, sì, lo so che il tizio è un teologo! Che dire? Sono stata in Marocco e mi hanno spiegato (ma in realtà si sapeva)che nella Moudawana non è stata abolita la poligamia perchè è consentita dall'islam e, se il re l'avesse fatto, sarebbe finita la monarchia, dato che lui è discendente di Maometto ed "Amir Al-Muminin", "Principe dei Credenti" e quindi deve dare prova di tutelare l'islam. "Se no diventiamo laici!", mi ha detto chiaro e tondo la guida. Fanno un passo avanti e dieci indietro, ma spero che vengano presi provvedimenti contro costui. Piuttosto che una repubblica islamica, 100 volte meglio una monarchia di questo tipo! Pensa che mi è stato detto da un amico marocchino che il re, che a quanto pare è molto amato, è stato mal giudicato dai marocchini per è sceso da una macchina non lussuosa, con abiti semplicissimi ad abbracciare degli immigrati: non gli è stato perdonato perchè il re deve fare il re e mantenere le distanze!!!

Poerio ha detto...

Da Repubblica di oggi:
In segno di distensione l'imam di Pordenone, Mohammed Ouatik, ha dato il permesso "a quanti lo vogliano" di vedere la salma di Sanaa dopo il rito della purificazione, "a patto che nessuno la tocchi". L'imam ha poi commentato positivamente la presenza del fidanzato di Sanaa al rito funebre. "Significa che è una persona aperta al dialogo" ha detto, "il nostro obiettivo rimane quello dell'integrazione. Siamo scossi per quanto successo ovviamente e tutto questo non sarebbe successo se Dafani fosse venuto al centro islamico. Noi avremmo potuto parlare e avremmo risolto la questione". L'imam ha poi aggiunto che "la salma di Sanaa sarà rimpatriata appena possibile. Se le carte sono a posto anche in giornata".

Alessandra ha detto...

Mohammed Ouatik, ha dato il permesso "a quanti lo vogliano" di vedere la salma di Sanaa dopo il rito della purificazione, "a patto che nessuno la tocchi".

Troppo buono.

L'imam ha poi commentato positivamente la presenza del fidanzato di Sanaa al rito funebre

Sono commossa. Mi auguro che non capiti come con il fidanzato di Hina, che ha rischiato di essere cacciato via!

tutto questo non sarebbe successo se Dafani fosse venuto al centro islamico

Anche Fatna, la madre giustificazionista di Sanaa, che ora accusa apertamente il fidanzato della figlia, è andata al centro islamico... . Cosa vorrebbe dire poi "avremmo risolto la questione"? Avrebbero convinto Massimo a lasciare Sanaa, perchè ritornasse sulla retta via? "Avremmo risolto la questione", potrebbe voler dire questo.

Poeriao ha detto...

L'imam di Pordenone mi sembra il vero protagonista: mi pare che tutto quello che fa e dice sia finalizzato ad affermare a tutti che solo gli imam e i centri islamici gestiti da gente come lui insegnano il vero Islam e solo attraverso la loro intermediazione e il loro indottrinamento ci potrà essere dialogo , pace e collaborazione tra la Comunità Islamica e la Gente del Libro. Ha anche detto testualmente: " .. e tutto questo non sarebbe successo se Dafani fosse venuto al centro islamico." Hai visto i due impressionanti filmati girati ieri al centro islamico di Pordenone e pubblicati su Repubblica TV ?

Alessandra ha detto...

No... Li guarderò.

Poerio ha detto...

A un certo punto viene detto che il padre ha sbagliato perchè non ha insegnato l'islam a sua figlia deviante e che era normale che il padre portasse con sè il coltello perchè lo usava a lavorare per tagliare e pelare la frutta e la verdura. So che sei stata in Marocco: i giovani e le giovani di questi filmati, a parte il solito imam, ti sembrano rispecchiare il marocchino o la marocchina medio/a che hai visto nel tuo breve soggiorno ?I video cui faccio riferimento sono questi:
http://tv.repubblica.it/copertina/sanaa-padri-divisi-nella-comunit%C3%A0-marocchina/37022?video
e
http://tv.repubblica.it/copertina/sanaa-padri-divisi-nella-comunit%C3%A0-marocchina/37023?video

Anonimo ha detto...

Da una ricerca marocchina pubblicata piu' volte sulle riviste nazionali risulta che un marocchino su due ha disturbi psichici.

Anonimo ha detto...

A proposito di Souad Sbai che ha dichiarato che fatti del genere non si verificano in Marocco : alcuni articoli di cronaca recenti tratti da un giornale marocchino che hanno come oggetto donne.

Amoureux de sa belle-sœur, il l’égorge

Un ivrogne tue sa femme

Il lui promet le mariage et la viole

http://www.aujourdhui.ma/chronique-judiciaire-rub.html

Alessandra ha detto...

Grazie, leggerò... . Comunque Souad Sbai non ha voluto certo dire che le donne in Marocco stanno bene!

Grazie Poerio e Incapervinca.

Michele A ha detto...

Carissima e bravissima Alessandra,
scusa se scrivo qui, ma volevo dire 2 parole alla sig.ra Sbai e non so come fare.
Ti ringrazio per l'ospitalità, innanzittutto.
Con le ultime affermazioni la Sbai sta perdendo molti amici, sta dicendo cose molto poco precise, a volte perfino offensive, con l'aggravante che, avendo siti molto "chiusi" non è nenache possibile chiedere eventuali chiarimenti.
Per carità, non dico che debba rispondere a tutti, ma pur moderando i commenti, potrebbe aprire un dialogo con chi ha voglia di sapere di più: questo sarebbe un vantaggio soprattutto per lei e si chiarirebbero molti equivoci. Mi riferisco a questo:

"laggiù, nel suo Paese, negli ultimi dieci anni sono stati fatti passi da giganti, che la “modernità” si respira nelle case e nelle strade, che le donne studiano, fanno carriera, s’innamorano senza che l’oppressione di un tempo le rinchiuda tra le pareti domestiche. «Laggiù, in Marocco - dice Sbai - . Mentre qui in Italia la generazione di quanti è arrivata alla fine del secolo scorso porta ancora con sé divieti e integralismo."

L'affermazione è palesemnte forzata (non dico falsa per rispetto) e "fatta in casa".
Per me inoltre manca totalmente l'apertura mentale verso gli italiani che l'hanno eletta e le hanno dato fiducia e che non meritano di essere "snobbati".
Volevo gentilemente esprimere la mia opinione. Sono andato sul sito ACMID: impossibile commentare.
Anche il sito è abbastanza "fatto in casa". (Ma non sarà per caso solo un po' di avarizia?)
Dovrebbe essere un sito di speranza per le donne, colori vivi, dal rosa al verde (penso, boh), invece è tetro con il color seppia e il rosso sangue, che mettono angoscia, mamma mia.
Sono andato sul sito personale della Sbai, si apre con lo sfondo nero, che angoscia, chiuso al dialogo anche quello, e "fatto in casa", grigio, triste.

Sanaa è morta, il fanatismo islamico vive, la chiusura al dialogo è evidente e tutto mi da un profondo senso di delusione, desolazione e tristezza.
Scusate per lo sfogo.
Michele A.

Franca ha detto...

Sono d'accordo con Michele, quel commento potrei averlo scritto io.
Quando la sig.ra Sbai è stata eletta ero felice, credevo che avrebbe fatto del bene sia agli immigrati, coinvolgendoli in una consapevole integrazione, che a noi italiani.
Ora so di essermi sbagliata.
Ho riflettuto anche sui siti "chiusi" e devo riconoscere che Michele ha avuto una giusta intuizione: cioé la chiusura al dialogo, tipica dell'islam.
L'on Mara Carfagna ad esempio, donna e parlamentare anche lei, ha un blog dove si può intergire.
Inoltre sul sito dell'acmid l'immagine a sinistra, quell'enorme mezzaluna con la donna distesa (che sembra morta), è davvero lugubre, una minaccia incombente o un cattivo presagio.
E purtroppo rispecchia la realtà: una donna morta ( con un telo in testa - che non si vedano i capelli, per carità!!) incastrata in una mezzaluna dal contorno color rosso sangue.
Lo sfondo grigio poi è il massimo dell'allegria dell'ottimismo. Alleluia.
Ma non ci sono donne marocchine in Italia che sorridono? a colori magari? che trasmettano sensazioni positive? Niente, manco a parlarne.
Ma come si può parlare di integrazione se la sola parlamentare donna, islamica e moderata si chiude al dialogo?
Come si può parlare di integrazione con chi frequenta convertiti "di professione" (all'islam) e li porta in giro a fare conferenze per mezza Italia?
Come si può parlare d'integrazione se l'acmid, il centro averroè, ATM ONLUS, il giornale Al Maghrebiya ecc..ecc... sono sempre le stesse persone e da quel circolo non si entra e non si esce?
Dopo la morte di questa ragazza penso che non ci siano scuse: molti immigrati islamici non si vogliono integrare, se ne infischiano. Vogliono piuttosto portare qui la loro arretratezza mentale e imporla a noi.
Vogliono restare chiusi nel loro giro, nella loro comunità, o al massimo tra i convertiti all'islam, vera o falsa che sia la loro conversione.
Andiamo male, molto molto male. E' il trionfo dell'ipocrisia.
La morte di questa ragazza è una vergogna per l'Italia e per il Marocco: sgozzata dal padre in nome di una religione crudele.
E la madre è in balia di un imam che le suggerisce anche cosa deve dire.
Intanto l'acmid continuerà a fare conferenze "inter nos" fra immigrati e convertiti.
Si continueranno a costruire ONLUS senza senso, tanto costose alla società, quanto inutili, mentre l'integrazione è solo un'utopia.
E la Sbai continuerà a fare la ricercatrice universitaria di diritto islamico presso l’università.
Ecco, mi chiedo cosa ci sia da "ricercare" ancora sul "diritto" islamico, che mi ricorda vagamente la sharia, che dovrebbe essere TOTALMENTE ABOLITA.
Non c'è speranza. Non ce n'è.

Alessandra ha detto...

Caro Michele, benvenuto e non c'è di che per lo sfogo... . Rispondo anche a te, Francesca. Beh, sullo sfondo del sito di Souad Sbai, che dire? Non mi sembra rilevante se mette angoscia per i colori... Come sai che lei sta perdendo "molti" amici per le sue affermazioni? Non credo che le manchi l'apertura mentale nei confronti degli italiani: tanto per dire... ne ha sposato uno e non convertito! :-)Ovviamente sa che la situazione delle donne italiane e delle donne marocchine in Marocco, non è paragonabile. Io non posso essere sicura che, PARADOSSALMENTE, le donne marocchine spesso stiano meglio là che in Italia. Sono rimasta male ad esempio per quante donne velate ci siano anche nel "moderato" Marocco (però ne ho viste meno che nella "moderata" Giordania!). Diciamo che mi fido di un' "addetta ai lavori" e poi è evidente che molti uomini arabi e/o musulmani, non solo marocchini, ostacolano l'emancipazione/integrazione delle donne perchè hanno paura che vengano "traviate" dagli "occidentali infedeli": queste donne non si trovano più nel "Dar al-islam", perciò gli uomini tendono a controllarle maggiormente.

PS. Poerio, ti rispondo meglio dopo aver letto gli articoli.

Alessandro ha detto...

A giudicare da alcuni commenti sembra che l'integrazione debba necessariamente passare dall'abiura della propria religione, dall'ammissione di appartenere ad una cultura arretrata. Questa visione si annida negli umori della gente comune, ma non ha più un protettorato politico, eccezion fatta per la Lega.
E' fin troppo chiaro che in un Paese dove è presente una forte immigrazione tendano ad eggregarsi gruppi in base ad affinità culturali tra cui la religione, che in molti casi ne rappresenta l'elemento preponderante.
Ne deriva che l'elemento identitario, nei paesi ospitanti coincide con quello religioso: io sono un musulmano, prima che un marocchino. Negare o svilire la religione equivale a negare l'esistenza stessa dell'immigrato. Non c'è integrazione che passi per questa strada, anzi il rischio è quello di favorire la reazione inversa, una polarizzazione ancora maggiore verso l'elemento religioso che viene messo in discussione, con un accentuamento dell'estremizzazione. L'obiettivo per uno stato deve essere quello di prospettare per un immigrato lo status di cittadino in cui l'appartenenza religiosa venga vissuta allo stesso modo dell'appartenenza politica. Il risultato finale dell'integrazione deve portare l'immigrato a sentirsi un Italiano di religione islamica(o qualunque altra essa sia), e non un musulmano italiano.
Questo quello che penso.

Poerio ha detto...

Una nettissima maggioranza di musulmani ritiene che per legge l'apostata dall'islam vada ucciso e una donna nata musulmana non possa per legge sposare un non musulmano. Non per una legge divina da mettere in pratica nell'alto dei cieli, ma per una legge divina codifica in un ordinamento giuridico terreno. Oggi ci si limita alle pressioni , alle minacce e all'emarginazione, domani quando saranno la maggioranza per spinta demografica,pensano, tutto ciò sarà codificato nella legge di quello che noi chiamiamo Stato e che loro chiamano Stato Islamico. L'hanno detto mille volte anche esplicitamente, un pochino meno dopo l'11 settembre per ragioni tattiche. Secondo me non sono integrabili perchè non riconoscono la libertà di scelta della persona.E' stato secondo me un errore mortale non privilegiare l'immigrazione non musulmana. Non si tratta di giudicare chi è meglio e chi è peggio. Si può stimare anche tantissimo una persona con la quale però non si conviverebbe mai per le diverse abitudini e per la non condivisione di alcuni valori essenziali per vivere nella stessa casa.

Alessandro ha detto...

"Una nettissima maggioranza di musulmani" è una frase che non sta in piedi.
"Una" presuppone che ce ne siano altre, nel qual caso non sarebbe maggioranza. Esiste "la maggioranza", e dire che la maggioranza dei musulmani "ritiene che per legge l'apostata dall'islam vada ucciso" è un pregiudizio che non trova riscontro.
La convivenza di islamici nelle società occidentali non è iniziata oggi, e in più casi si è rivelata non conflittuale. Si è iniziato a parlare di invasione "pericolosa" dall'11 settembre. Pensare che ci sia un'immigrazione di massa islamica che ha come obiettivo la conquista dell'occidente e l'imposizione dei precetti coranici è un'altra paura dettata dallo shock dell'11 settembre, la comprendo ma non l'approvo perchè non supportata dai fatti.
Tra l'altro non è vero che tra gli immigrati gli islamici siano in maggioranza.

Poerio ha detto...

Non ho fatto nessun riferimento agli immigrati come sinonimo di musulmani. L'articolo indeterminativo in questo caso non è usato scorrettamente in quanto si tratta di una maggioranza tra le tante maggioranze di cui si parla correntemente non solo maggioranze islamiche. Si dice spesso che nel Parlamento c'è una maggioranza che....e una minoranza che...indipendentemente dal fatto che ci siano tre deputati che fanno opposizione per conto loro. Abbiamo opinioni totalmente divergenti.

Alessandra ha detto...

io sono un musulmano, prima che un marocchino. Negare o svilire la religione equivale a negare l'esistenza stessa dell'immigrato.

Io io sono un musulmano, prima che un ITALIANO! Innanzitutto non credo che sia così per tutti, Alessandro. Penso che i musulmani che vivono in Italia, come hai detto tui gli "italiani musulmani", debbano rendersi conto che non si tratta di svilire o negare la propria religione, le proprie radici, la propria identità, sentirsi marocchini, italiani ecc. prima che musulmani. Si può essere entrambe le cose.

Poerio ha detto...

Volevo solo aggiungere che i musulmani hanno un tasso di natalità triplo rispetto agli altri considerando i valori medi. Questo basta e avanza.

Aldo ha detto...

Non si può essere italiani e mussulmani, è una contraddizione in termini.
Ci sono regole dell'islam che vanno contro la legge italiana.
Come la mettiamo?
Poi non ho mai considerato l'islam come una religione, ma come una fissazione, una patologia: troppa violenza, troppo odio per le donne e per gli infedeli e troppa pedofilia.

Saluti

Alessandro ha detto...

Alessandra, quello che intendevo io è che la situazione in cui arrivano è "sono un marocchino islamico". Col passare del tempo l'identità nazionale tende a mescolarsi con quella religiosa, e dato che nel paese ospitante (che potrebbe diventare il loro paese) l'attività che più conserva il tratto culturale del paese di origine è la pratica religiosa, la nuova condizione in cui si trovano è "islamico prima che marocchino, non ancora italiano", quella che oggi prevale.
L'ideale sarebbe superare questa normale fase di transizione e arrivare alla condizione di "italiano prima che islamico, ovvero italiano di religione islamica". Ma questa condizione non si può verificare se viene negato, svilito, umiliato il tratto religioso. Paradossalmente con le politiche aggressive e mortificanti potrebbero sviluppare una reazione bloccante. Il risultato è ghettizzazione, tensione sociale e conflitto, se questo è quello che vogliamo avanti!

Alessandro ha detto...

Aldo, quali elementi hai per sostenere quello che affermi? Conosci l'Islam? Conosci un musulmano? Due, tre, mille... Ci hai mai parlato?
Io non ne so molto, ma per quello che ho capito Islam, Cristianesimo ed ebraismo sono piuttosto simili, a livello di testi sacri, eccezion fatta per i vangeli in cui effettivamente non si rilevano contenuti violenti. Ma l'antico testamento è pur sempre cristiano come lo è il nuovo. La Chiesa interpreta e da un senso a quello che nel Vecchio è in contraddizione col nuovo. Perchè non può essere fatto anche con l'Islam? E' chiaro che devono farlo i diretti interessati...

Alessandro ha detto...

Poerio, la polemica sull'articolo era effettivamente pretestuosa, ti chiedo scusa, tuttavia sono convinto della mia obiezione e la tua replica non mi ha convinto. Effettivamente abbiamo opinioni divergenti.

Alessandra ha detto...

Aldo: non so fino a che punto sia possibile, ma concentriamoci sulle persone e non sull'islam. Persone come Dounia Ettaib, Khaled Fouad Allam (che è anche praticante) e la stessa Souad Sbai sono riusciti a coniugare il loro essere musulmani con l'essere italiani, anche se purtroppo sono mosche bianche. Sanaa non aveva rinnegato l'islam e si poneva tante domande. Hina aveva detto "non sono nè musulmana nè cristiana: voglio solo essere italiana". Le critiche di alcuni di voi evidenziano il paradosso: è attaccata e minacciata, come Dounia Ettaib, perchè gli integralisti islamici la accusano di non essere una "vera musulmana", di aver tradito le sue origini arabe, mentre c'è chi le attacca perchè difendono il Marocco e l'islam! Un motivo in più per gli integralisti islamici per vergognarsi!

Alessandro, è stato Gesù a superare l'Antico Testamento. Nel Corano ci sono moltissimi versi che incitano alla violenza e i musulmani, tutti, dovrebbero come minimo imparare a contestualizzarli, relegarli all'epoca in cui il Corano e gli ahadith sono stati scritti. Come fanno alcuni per cui la religione musulmana rimane religione e non è un'ideologia. Non per questo sono meno musulmani degli altri: non "sviliscono", nè tanto meno rinnegano la loro religione.

Alessandra ha detto...

Poerio, non ho stumenti per dire se il video rispecchia il "marocchino medio", soprattutto perchè il mio soggiorno in Marocco è stato appunto troppo breve! Già anche con un soggiorno lungo o vivendoci non credo che sarei in grado di dire cosa pensa il "marocchino medio" o la "persona media"! Ovviamente spero che tanti si dissocerebbero da ciò che han detto certi (perchè veramente... !!!).

Livio ha detto...

Sì Alessandra, forse in Marocco ci sei stata davvero troppo poco, altrimenti avresti visto il quartiere dei vu cumprà: UNO DEI PIU' LUSSUOSI DELLA CAPITALE.

esperimento ha detto...

Leggevo che storie simili si sono verificate ampliamente in altri Paesi europei...
Quello che è più nauseante, credo, però, siano i titoli dei giornali nostrani che riportano le parole della mamma, evidentemente sposandole in pieno, dipingendo lei come "clemente" che perdona il marito assassino e la povera ragazza "che ha sbagliato" (in pratica secondo loro se la sarebbe cercata). Insomma, un totale ribaltamento delle responsabilità, con una preassoluzione del padre e una giustificazione di una simile barbarie, come, in fondo, in fondo, un "atto di giustizia".

Alessandra ha detto...

Non ho capito il tono accusatorio, Livio. Non sono stata a Rabat, ho fatto il Sud del Marocco.

Esperimento, in realtà non ho fatto molto caso a come i giornali hanno presentato la madre di Sanaa: le affermazioni che ha fatto si commentano da sole.