giovedì 18 settembre 2008

UNA DONNA SEQUESTRATA IN MAROCCO PER UN MATRIMONIO FORZATO

“Ero stata invitata da una vecchia amica d'istituto universitario, Nadia, e suo marito Rachid, per passare una settimana di vacanze con loro in Marocco. Nadia era riuscita a convincermi nonostante le mie riserve. All'inizio,é andato tutto bene. Ma, dopo tre giorni, il fratello di Rachid, Mustapha, mi ha chiesto di sposarlo. Ho rifiutato, ma non si fermava di chiedermelo,é diventato oppressante", dice Jennifer. Al termine di una settimana, Rachid annuncia che il soggiorno durerà più a lungo. È manager di artisti e gli spiega che si ritiene per firmare contratti e che non può dunque riportarla in Francia come previsto per la partenza. “Ho visto musicisti, contratti, io non mi sono insospettita immediatamente, riconosce la giovane donna. Ma le cose iniziano a rovinarsi. Questa volta, è Nadia che diventa oppressante e lui intima di accettare un matrimonio bianco se non ne vuole uno vero. Jennifer rifiuta sempre ed ottiene la promessa di raggiungere Casablanca il giorno dopo per prendere un autobus quindi una barca per la Francia. “ Ho provato a fuggire ma, con il calore, non ci sono riuscita". (Fonte: "Le Parisien" e Vituccio, 16/9)
Il giorno dopo , direzione Casablanca. Ma è trattenuta nell'automobile mentre Nadia va al consolato Francese per chiedere le carte necessarie per il matrimonio. Jennifer è riportata nel piccolo villaggio. Nel frattempo, la coppia ha preso possesso del suo passaporto e rifiuta di renderglielo. Ormai, la famiglia dà soltanto pane da mangiare a Clara (sua figlia, ndr.) e più questione di avere l'acqua in bottiglia! “Si obbligava a bere l'acqua del pozzo, che non era buona. Clara ha iniziato ad essere malata. Ho provato a fuggire di nuovo,ma con il calore, non ci sono riuscita". A Angoulême, la madre di Jennifer, Patricia, preoccupatissima, chiama il ministero degli esteri, contatta il commissariato, che previene il procuratore. La polizia marocchina è prevenuta. La polizia giudiziaria marocchina viene a cercare Jennifer e sua figlia, ma le lascia in un hotel, senza prevenire il consolato Francese. Sabato scorso, la madre di Jennifer dà l'allarme al consolato, ma il standardista rifiuta di trasferire l'appello al responsabile di permanenza. Dopo l'intervento di un giornalista “della Charente libero", il consolato invia finalmente un emissario a cercare la giovane mamma e sua figlia all'hotel di Khouribga. Jennifer e Clara sono finalmente rientrate in Francia giovedì sera, grazie ad un biglietto d'aereo pagato da Patricia. Clara soffre in particolare di una gastroenterite parassitaria e di un'anemia. Ieri, Jennifer è andata a depositare reclamo per sequestro.

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma cos'è, una traduzione con google? Assolutamente terrificante, al punto da impedire perfino di commentare la vicenda!

barbara ha detto...

Come sarebbe anonimo? Io ho firmato!!

Alessandra ha detto...

Non so come mai il tuo intervento sia risultato "anonimo"... . Quanto alla traduzione, ho cambiato una sola parola che altrimenti sarebbe stata davvero incomprensibile... . E'un post dal blog di vituccio che vive tra la Francia e Bruxelles e spesso francesizza l'italiano... . Comunque è la vicenda di una ragazza che, con la figlia piccola, è andata in Marocco in vacanza, convinta da una sua compagna di università ad andare in Marocco, ma poi il cognato della sua compagna le ha chiesto di sposarlo, ma in realtà la voleva costringere e perciò l'ha trattenuta lì, con la complicità dell'amica della ragazza. Addirittura le viene sequestrato il passaporto... .

barbara ha detto...

Sì tesoro, ho capito cosa dice, non è questo il punto ...

Alessandra ha detto...

Ho postato la cosa... come l'ho trovata! :-(

Stefano Maestri. ha detto...

Veramente terrificante come sia incivile certa gente.
(Ma perché sulla pagina sono segnati zero commenti, mentre ce ne sono cinque?)

Alessandra ha detto...

Bentornato Stefano... Io vedo segnati i vostri 6 commenti.

loredana ha detto...

Davvero terrificante, ma non si deve generalizzare.Di gente cosi ne abbiamo anche in italia..ed è pure tanta. Io amo un uomo arabo e presto diventerò sua moglie. Lo seguirei ovunque ,è davvero una persona speciale.La parola straniero non è uguale a terrore, o pensate forse di vivere in un paese idilliaco? io personalmente davanti a certi fatti di violenze e sevizie contro i più deboli...mi vergogno di essere italiana.Ma so perfettamente che non siamo tutti uguali.Cercate di rispettare le persone in quanto tali, e non per il paese dal quale provengono. Ciao.

Alessandra ha detto...

Loredana, spero che vedrai la mia risposta: ho visto adesso il tuo commento! Mi fa un grande piacere sentire una storia come la tua, che dimostra (e non è mai abbastanza) che gli uomini arabi e musulmani non sono tutti uguali, ma anche tu generalizzi: è andata bene a me, perciò va bene a tutte o alla maggioranza delle donne che sposano uomini arabi e musulmani!