venerdì 23 maggio 2008

"SE DIO NON VUOLE", IL NUOVO LIBRO DI AYAAN HIRSI ALI

Nel numero odierno del "Corriere della Sera", nella sezione "Cultura", sono pubblicati alcuni brani di "Se Dio non vuole" di Ayaan Hirsi Ali e Anna Gray (trad. di Ilaria Katerinov, pp. 118, 12, 50). Il nuovo romanzo della scrittrice di origine somala uscirà edito da Rizzoli il 28 maggio. I protagonisti sono due ragazzini dodicenni, Eva e Adan (Adamo ed Eva dei giorni nostri)che vivono in Olanda,nella quale, ricordiamolo Ayaan Hirsi Ali è vissuta ed è stata eletta al Parlamento. Questo prima di essere praticamente costretta all'esilio negli USA, a seguito dell'ormai celebre "Submission" sulla condizione delle donne musulmane, cortometraggio da lei sceneggiato e costato la vita al suo regista Theo Van Gogh, nonchè minacce di morte alla stessa Ayaan. Dopo "Non sottomessa. " (Einaudi, 2005), che comprende la sceneggiatura di "Submission" e l'autobiografico "Infedele" (Rizzoli, 2007), Ayaan Hirsi Ali affronta attraverso l'amicizia dei due protagonisti il tema della difficoltà della convivenza tra persone appartenenti a religioni diverse e i pericoli dei fanatismi religiosi (rappresentati dalle famiglia dei due protagonisti). Sono compagni di scuola Eva e Adan, lei ebrea e appartenente alla ricca borghesia, lui musulmano di origine marocchina che risiede nel quartiere Slotermeer (Amsterdam), densamente popolato da immigrati. E secondo una concezione anti-ebraica dell'islam (gli ebrei bevono sangue umano e vogliono annientare i musulmani) e i pregiudizi della famiglia di Eva, alle prese con una matrigna che non la sopporta, "Dio non vuole" che loro diventino amici e Adan non dovrebbe neanche mettere piede nella casa di Eva, però... .

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Veramente incredibile che si debba rischiare la vita per parlare d'amore e libertà.
Stefano.

Alessandra ha detto...

Stefano, sei quello "Stefano" che dico io? :-)

Anonimo ha detto...

:-)))
Ciao.
Stefano.

isma84 ha detto...

ciao stefano io sono somala e posso confermarti che è tutto vero esistono ancora questi impedimenti raziali o di regione per dirti io stessa non ho avuto vita facile qui da vuoi in italia sono passati diversi anni per essere accetata e tutt'ora non ne sono sicura per niente di esserlo comunque bravo bella ossrvazione ma sopratutto complimenti ale che la pubblicata

Alessandra ha detto...

Ciao Isma!!!! Finalmente!
Il problema qui non è il razzismo, ma il non rispettare e tutelare i sacrosanto diritto alla libertà di espressione, neppure se uno/a dice la verità. Semmai lo è quando si dice di qualcuno "quella è la sua cultura, bisogna accettarla": anche quando significa giustificare la barbarie o addirittura credere che questa barbarie sia un fattore culturale, invece non lo è.
Ti chiedo UFFICIALMENTE sul blog di scrivere qualcosa sulle donne in Somalia, se hai tempo e te la senti. Per il blog sarebbe utile!

Anonimo ha detto...

Ciao Isma.
Sono contentissimo ti sia piaciuto il mio piccolo messaggio.
Spero che qui in Italia cali sempre più il razzismo ed il pregiudizio, e spero che nella martoriata terra di Somalia, l'integralismo, il fanatismo, la barbarie, cedano il passo alla dea della civiltà, che non sia lontano il giorno in cui l'infibulazione ed i maltrattamenti alla donna siano un orribile ricordo del passato.
Stefano.