domenica 17 maggio 2009

MAURITANIA: LE VITTIME DI STUPRO FINISCONO... IN PRIGIONE !

L'organizzazione WLMUL (Women living Under Muslim Laws, cioé (donne sotto la legge musulmana) denuncia le ingiustizie di cui sono vittime le donne in terra d'islam. I diritti delle donne sono regolarmente beffati in Mauritania, dove l'islam, religione ufficiale, è praticata dal 99% della popolazione.



Le donne mauritane che denunciano un'aggressione sessuale si espongono al rischio di essere imprigionate a causa delle leggi mal definite e di un fenomeno di stigmatizzazione, che attribuisce alle vittime la responsabilità del crimine.
Lo stupro resta un argomento tabù in Mauritania, a tal punto che non è affrontato nella legge e che la parola non appare in alcun documento governativo, secondo l'Associazione mauritaniana per la salute della madre e del bambino, un'organizzazione non governativa (ONG) con sede a Nouakchott, la capitale. "Il problema, per discriminare la vittima, è che, la legge non definisce lo stupro. Come punire gli aggressori se il crimine stesso non è stato chiarito? ''si interroga Bilal Ould Dick, consulente giuridico dell'associazione.
Per fare riferimento alle violenze sessuali nei loro documenti ufficiali, il ministero della sanità usa il termine "ferite'', ed il ministero degli affari sociali, dell'infanzia e della famiglia, quello di "violenze domestiche'', secondo Zeinebou Mint Taleb, presidente dell'associazione.

Onore

Aminetou (un pseudonimo), 22 anni, ha spiegato a IRIN che la polizia l' aveva accusata di non avere alcun onore dopo avere denunciato loro che era stata violentata, una notte, in casa sua, da uno sconosciuto. " I poliziotti mi hanno detto che se io (non fossi stata consentente) a dare (la mia verginità), non avrebbero potuto prenderla da soli''. A 22 anni, ha perso il suo onore, ha smesso di seguire il suo programma di studio d'informatica, e non può più sposarsi perché ha tentato di sporgere denuncia, dice.
"Nessuno mi vuole più. Nella mia comunità, pensano semplicemente che mi piaccia il sesso e che per avere peccato così, io meriti di perdere tutto'', ha dichiarato.

Crimine sessuale

Secondo il dott. Dick, solo due articoli di legge proibiscono un atto sessuale: i rapporti sessuali fuori matrimonio. È per questo che, ha spiegato, un buon numero di vittime presunte di stupro sono accusate di avere infranto la legge. "La (donna) sarà accusata e punita anziché essere protetta dalla legge.''
La situazione è ancora più grave per le donne incinte, ha proseguito, essendo la gravidanza considerata come la "prova'' della loro colpevolezza. Sette donne sono state imprigionate nel 2009 per avere infranto la legge contro i rapporti sessuali fuori dal matrimonio, dopo avere tentato di denunciare i loro presunti aggressori, secondo l'Associazione mauritaniana per la salute della madre e del bambino.
Secondo la signora Taleb, presidente dell'ONG, quando degli uomini sono interrogati o incarcerati, sono rapidamente rilasciati "in mancanza di prove''. Matty Mint Doide del ministero degli affari sociali, dell'infanzia e della famiglia, ha spiegato a IRIN che il governo stava rivedendo il codice penale per definire e proibire lo stupro, e "applicare le convenzioni internazionali a riguardo (contro la violenza sessuale) ''. Fra le convenzioni contro le violenze sessuali e sessiste: la convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione nei confronti delle donne, e la convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.
Mohamed Lemine Ould Dadde, commissario ai diritti dell'uomo, ha dichiarato a IRIN che il governo si era impegnato a difendere i diritti della donna. Ha negato che tentando di dare l'allarme alle autorità, le donne della Mauritania erano ingiustamente considerate colpevoli delle violenze sessuali che avevano subito, ed hanno spiegato che, come tutti i paesi, la Mauritania cercava di incoraggiare le vittime a sporgere denuncia .
Da 2003,430 casi di violenza sessuale sono stati denunciati in Mauritania, contro 28.000 casi di violenze domestiche, secondo il governo. Le vittime hanno fatto reclamo soltanto nel 20 per - cento dei casi, secondo il ministero degli affari sociali.
Eyer Chaim dell'Associazione mauritaniana per la salute della madre e del bambino, lavora al commissariato di polizia di Nouakchott, nell'ambito della cellula di lotta contro i crimini sui bambini; a suo parere, il numero di vittime reale è molto più importante rispetto a quanto mostrino i registri pubblici. "Ho conosciuto tante vittime che hanno rifiutato di dare l'allarme alla polizia o andare a farsi curare. Preferiscono soffrire in silenzio per nascondere la loro vergogna in una Comunità dove i pettegolezzi non mancano. ''
Nourra Mint Semane giornalista della regione, ha spiegato a IRIN che era difficile parlare di stupro, apertamente, in Mauritania. "I miei programmi radiofonici sono censurati quando parlo di storie di stupro. Per la società mauritaniana, lo stupro è una vergogna che deve essere sepolta e colei che si considera come prima criminale, è la vittima stessa. '' (Fonte: wluml, Scettico)

14 commenti:

Stefano ha detto...

Ma c'è al mondo un paese islamico che non sia un inferno?
(Domanda retorica: NO, non esiste

Closethedoor ha detto...

Qualcuno (Muamar?) mi puo' spiegare com'e' _legalmente_ possibile questo, quando il codice di Hammurabi e il Deuteronomio menzionano lo stupro e la sua punizione ?

Minimo ha detto...

Vedo con piacere che la forza di analisi e denuncia non ti è venuta meno. Il mio commento brevissimo solo per dirti che sono di nuovo in rete, a risentirci spero. MINIMO- SINEDIE

Alessandra ha detto...

Stefano: vero, almeno tutti gli "inferni" che ci sono nel mondo islamico non sono uguali! :-)

Close: noi abbiamo avuto l'Illuminismo, ad esempio, il nuovo Testamento è diverso dal Vecchio... .

Sinedie: bene! Sono contenta che sia tornato. Per quanto cerchi di essere conciliante, no, non mi è venuta meno, soprattutto su certi argomenti, altrimenti chiuderei la baracca... . A presto!

fuoridalghetto ha detto...

Non credo affatto che dipenda da un libro o da quello che c'è scritto, ma da come viene letto e interpretato dai suoi seguaci e dalla società da essi composta.
(Quanti morti sono stati fatti, anche in nome del Vangelo, con le crociate, l'Inquisizione, ecc. ecc.?)

Alessandra ha detto...

Quello, poi, è un esempio lampante di come i morti fatti non dipendessero dai libri.

Anonimo ha detto...

Le organizzazioni internazionali cosa aspettano a stigmatizzare queste situazioni ? Grandmere

Closethedoor ha detto...

Alessandra, sto dicendo un'altra cosa, ma manca effettivamente il pregresso. Cerca su wikipedia la voce "stupro" (ci ho contribuito parecchio), troverai che nel codice di Hammurabi la legge 129 assimila lo stupro all'adulterio se la donna e' sposata, la legge 130 invece punisce l'uomo se la donna non e' sposata. Nel Deuteronomio (Antico testamento) si fa una distinzione "investigativa": se la donna e' sopresa con un uomo in citta' si considera che e' consenziente perche' nessuno l'ha sentita gridare, e quindi viene punita come adultera; ma se l'uomo la prende fuori citta', viene punito solo l'uomo come aggressore. Ed e' notevole che lo stupro sia paragonato all'omicidio.

Domanda: la legge della Mauritania e' piu' indietro del codice di Hammurabi?

Alessandra ha detto...

No, ma le persone sono state in grado di "evolversi" e di contestualizzare quei testi.

Stefano ha detto...

E no cari miei.
Già la gente è perfida se gli dai un libro in cui si dice di amare i nemici, porgere l'altra guancia eccetera.
Se poi gli si da un libro che ti dice che vai all'inferno se stai più di dieci anni senza fare la guerra, si salvi chi può.

Stefano ha detto...

Alla domanda di Close, penso che la risposta sia: Si, sono più indietri del codice di Hammuraby

Alessandra ha detto...

Certo, ma non c'è un "signor islam": sta anche alle persone decidere che cosa seguire di quel libro e cosa no, che cosa è riconducibile al 1400 anni fa o meno, altrimenti sarebbero tutti fanatici e integralisti. Il fatto è che nei Paesi islamici (e a volte non solo, visto quello che succede anche qui "in nome dell'islam"!), non c'è libertà.
L'occhio per occhio, dente per dente, che sta in sostanza alla base della sharìa, non è lo stesso principio del codice di Hammurabi?

Stefano ha detto...

Occhio per occhio dente per dente.
Però Hammuarby non credo pensasse di scrivere regole per gli uomini di tre millenni dopo.
Invece ci sono degli sveglioni che nel terzo millennio usano una versione peggiorata delle sue leggi (Es. la lapidazione non mi sembra l'avesse inventata)

Alessandra ha detto...

Ma neanche Maometto ha "inventato" la lapidazione.