sabato 23 maggio 2009

IL PRIMO MATRIMONIO CON UNA RAGAZZA MAROCCHINA NEL 1987. NEL 2001 LE SECONDE NOZZE IN EGITTO. POI HA COSTRETTO LE DONNE A VIVERE INSIEME

Najat e Yamna, le due mogli. Poligamia e violenza a Roma
Il marito, egiziano, è sparito con due dei sei figli.


Questo è un articolo del 2006, quando Magdi Allam era ancora vice direttore del "Corriere della Sera". L' argomento purtroppo sempre attuale.

La prima moglie si è rivolta a un centro anti- violenze per denunciare le gravi lesioni fisiche subite in parti vitali del proprio corpo e poi il sequestro dei due figli minori. La seconda moglie è fuggita con i suoi due figli e si è rifugiata in un centro di accoglienza per donne in difficoltà. Lui è egiziano, loro sono marocchine, in tutto sei figli, nati in Italia. Una tragica storia di poligamia, violenza, miseria e disperazione. Succede a Roma. Ma sono numerosi i casi simili nel nostro Paese. Proprio mentre il Parlamento si appresta a varare una legge sulla libertà religiosa che di fatto legittima il matrimonio islamico. Najat Hadi aveva 26 anni quando nel 1987 venne a Roma per turismo: «Mi ero concessa una vacanza. Da dieci anni lavoravo come governante all'Hotel Sahara di Agadir, un albergo a 5 stelle. Economicamente stavo bene. Ci siamo conosciuti a un bar. Lui mi ha fatto la corte e mi ha detto che insieme avremmo fatto una bella vita. Abdel Ati Ali Keshk, più grande di quattro anni, diplomato in ragioneria, faceva il pizzaiolo. Gli ho creduto e ci siamo sposati». Il matrimonio si celebrò nella moschea di via Bertoloni gestita all'epoca dall'imam egiziano Ismail Nur El-Din: «L'imam aveva provveduto ai due testimoni, suo figlio e un suo amico. Poi ci recammo all'ambasciata egiziana e, sempre alla presenza di due testimoni, il matrimonio fu lì registrato.
Poi il certificato fu tradotto in italiano e fatto registrare all'Anagrafe di Roma». All'inizio il sodalizio funzionava abbastanza bene: «Ma presto insorsero dei problemi. Non voleva assolutamente che io potessi rendermi autonoma guadagnando dei soldi. Si divertiva, perfino con i nostri bambini, a farsi implorare perché ci desse i soldi. Quando li concedeva, era come se ci facesse l'elemosina. In 19 anni sono andata una sola volta a trovare i miei familiari in Marocco. Mio padre è morto sei anni fa e lui non mi ha permesso di partecipare ai funerali». Che si trattasse di un pretesto è evidente dal fatto che i soldi per andare in Egitto li trovava sempre: «Lui è di Damanhur, vicino ad Alessandria. Ci siamo andati spesso. Vi ho pure soggiornato per anni. La mia primogenita Fatema vi ha fatto le elementari. Lui insisteva perché stessi il più a lungo possibile in Egitto. Diceva che in tal modo i figli, tutti nati in Italia tranne Mariam, sarebbero cresciuti secondo i precetti della religione islamica e la consuetudine della società araba. Di fatto ci aveva segregato in Egitto, nell'appartamento dei suoi genitori, mentre lui viveva stabilmente in Italia». Non trascorse molto prima che Abdel Ati mostrasse il suo volto violento: «Bastava un nulla perché lui mi picchiasse con una ferocia illimitata. Mi ha ripetutamente preso a calci e a pugni, mi ha sbattuto la testa per terra, mi ha colpito con tale accanimento da perforarmi l'orecchio. La prima volta che fui ricoverata al Pronto Soccorso avevo una ferita alla testa e gli occhi insanguinati. Mi ha abbandonata lì da sola. Mi hanno messo dieci punti in testa. Poi mi ha costretta a ritirare la denuncia, minacciando di portarmi via i bambini. E una volta dimessa fui indotta a sottomettermi alla sua volontà, tornai in Egitto e ci rimasi per sei mesi. Fu al ritorno a Roma che scoprii la ragione di tanta insistenza e violenza: l'ho trovato insieme a una prostituta polacca. I miei vicini mi dissero che aveva trasformato la casa in un bordello. Lui non si scompose: "Visto che non c'eri, avevo bisogno di altre donne". Eppure sono stata costretta a perdonarlo per poter far rientrare dall'Egitto i miei figli». Poi c'è stata una sorta di redenzione: «Nel 1995 mio marito andò in pellegrinaggio alla Mecca. Mi disse che voleva cambiare vita. Cominciò a pregare. Io gli credetti. Intanto era nata Mariam, a cinque anni di distanza da Mouhamed. Nel 1999 nacque il quarto figlio, Abdel Rahman. In Egitto ordinò al padre di requisire tutti i nostri passaporti.
Quando mi ribellai, suo padre e sua sorella mi picchiarono. Fu lì che mio marito mi lacerò i seni con un bastone appuntito». L'illusione svanì definitivamente nel 2001: «Quell'anno sposò Yamna Oukhira, aveva 35 anni, era anche lei marocchina. Lo scoprii tornando dall'Egitto. Lui l'aveva portata a casa nostra mentendo a entrambe. Io le dissi: "Che ci fai a casa mia?". Lei con fare sicuro: "Io sono sua moglie". Ribattei: "Ma lo sai che ha già 4 figli?". Lei sgomenta: "No". Le ordinai: "Tu devi andare via da questa casa. Non c'è spazio. C'è una sola camera dove dormo io con i quattro figli. Se siete sposati secondo il rito islamico, allora deve trovarti un'altra casa". Finii all'Ospedale Gemelli per un esaurimento nervoso: sono stata troppo male, avevo la febbre e ho tremato in continuazione per venti giorni. Ma anche stavolta l'ho perdonato per i miei figli. Alla fine Yamna è scappata con i due figli avuti con Abdel Ati, Ahmed e Zeinab. Ha trovato rifugio in una Casa di accoglienza per donne vittime di violenza familiare». Lo scorso 26 settembre, mentre Najat e i figli si trovavano nella moschea Al Houda di Centocelle per consumare il pasto offerto in occasione del Ramadan, il marito arrivò e si portò via i figli minori, Mariam e Abdel Rahman: «Sono disperata. Non riesco più a dormire. Vi supplico, aiutatemi a riaverli». Sembra che Abdel Ati sia fuggito in Egitto, forse insieme ai figli. Del caso si sta occupando l'Acmid- Donna, l'Associazione delle donne marocchine in Italia, la cui presidentessa Souad Sbai ha promosso un'azione legale a sostegno di Najat. Ma il problema della poligamia non si esaurisce in singoli casi umani ancorché drammatici. Si tratta di una minaccia seria all'istituto della famiglia monogamica su cui si regge la civiltà occidentale. E che paradossalmente trova conforto nella proposta di legge all'esame del Parlamento, denominata «Norme sulla libertà religiosa e abolizione della legislazione sui culti ammessi», il cui articolo 11 afferma che il ministro di culto islamico non sarà tenuto a pronunciare, durante il rito in moschea, gli articoli del codice civile sulla parità di diritti e doveri tra marito e moglie (143, 144 e 147 del codice civile), «qualora la confessione abbia optato per la lettura al momento della pubblicazione». Così come sorprende il fatto che interi passaggi dell'articolo 11 corrispondano a quelli contenuti nella bozza d'Intesa con lo Stato redatta dall'Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), in cui si chiede la legittimazione della poligamia che, non a caso, caratterizza lo status familiare di diversi dirigenti dell'Ucoii. Allora, ministro delle Pari Opportunità Barbara Pollastrini, diamo una mano a Najat perché riabbia i figli sequestrati dal padre, ma occupiamoci tutti insieme della minaccia insita nell'istituto della poligamia che insidia la nostra civiltà. (Fonte: Corsera, 27 novembre 2006 )

37 commenti:

Stefano ha detto...

Cosa aggiungere?
Qualcosa di politicamente scorretto:
Se votate UDC ; o se non avete preferenze politiche, votate questo difensore della nostra libertà, votate Magdi Allam capolista UDC nella circoscrizione del nordovest.
VOTATE MAGDI ALLAM.
VOTATE MAGDI ALLAM.
VOTATE MAGDI ALLAM.

Alessandra ha detto...

MI ASSOCIO
MI ASSOCIO
MI ASSOCIO! :-)

Stefano ha detto...

Bravissima alessandra!!!!!!
Inoltre, per chi non è del nordovest:

Nord-Est: Elena Rizzi (scrivere cognome: "Rizzi",

Centro: Sara Occhipinti ('' '' "Occhipinti",
E per gli smemorati:
Nordovest:
Magdi Allam (Capolista, scrivere solo cognome: Allam.

MUAMER ha detto...

Ecco un po di link su Magdi Allam.

http://www.flickr.com/photos/72133822@N00/230948823/sizes/o/in/set-72157594183292185/

http://salamelik.blogspot.com/2006/06/il-povero-allam.html


http://salamelik.blogspot.com/2006/06/audentes-fortuna-iuvat-i.html

http://salamelik.blogspot.com/2006/06/audentes-fortuna-iuvat-ii.html

http://salamelik.blogspot.com/2006/06/audentes-fortuna-iuvat-iii.html

http://salamelik.blogspot.com/2006/06/audentes-fortuna-iuvat-iv.html

http://salamelik.blogspot.com/2006/06/audentes-fortuna-iuvat-v.html

http://salamelik.blogspot.com/2006/06/audentes-fortuna-iuvat-vi.html

BUON DIVERTIMENTO

PensieroLiberale ha detto...

L'Italia parla di multiculturalismo ma ovviamente lo fa sempre a vanvera.
Multiculturalismo significa anche confrontarsi con situazioni nuove e difficili.
E soprattutto significa essere in grado di tutelare le fasce deboli delle altre culture.

Stefano ha detto...

Bentornato Maumer.
E adesso dirmi, Mi debbo convertire ad una religione che legalizza la pedofilia?
Rispondi una buona volta!

Stefano ha detto...

Maumer.

Rispondi una buona volta!

muamer ha detto...

Mi debbo convertire ad una religione che legalizza la pedofilia?

STEFANO, prima risolviamo la pedofilia all'interno del clero cristiano e dopo vienni a dirmi come è andata.

Alessandra ha detto...

Con la differenza che Gesù non ha sposato una bambina di 6 anni, deflorandola a 9... . Comunque sta agli imam non predicare l'esempio di Maometto in questo senso, OGGI, nel 2009.

muamer ha detto...

ALESSANDRA,

allora dì ai preti di seguire buon esempio di Gesù Cristo (la pace con lui)

Alessandra ha detto...

E tu ai musulmani di non seguire imam cretini e fanatici, che dicono di seguire in tutto e per tutto l'esempio di Maometto, che per l'islam non c'è un età precisa per il matrimonio e perciò, in teoria, un uomo può sposare anche una bimba di 1 anno (mesi fa ho postato il video di un imam che diceva proprio questo)!
Comunque restiamo sull'argomento dell'articolo, che spero tu abbia letto.

Stefano ha detto...

Rimane inavasa la domanda:
Causa i preti pedofili, o per combattere l'anoressia: Mi debbo convertire ad una religione che permette la pedofilia?
Se si mi converto

Alessandra ha detto...

Stefano, provo a risponderti io. Prima di tutto, perchè ti poni il problema se convertiti o no all'islam. Per quel poco che ne so, non è l'islam in quanto tale a permettere la pedofilia, anche se i musulmani sono tenuti a seguire l'esempio di Maometto. Ripeto comunque anche a te che non è questo l'argomento del post.

PensieroLiberale ha detto...

Non facciamo i diplomatici.
L'esempio del profeta(nel caso del Cristianesimo non solo un profeta, ma Dio fattosi uomo) è determinante.
Per cui cade il discorso secondo cui l'Islam ammette la pedofilia non per colpa dell'Islam stesso, ma per colpa di Imam cretini.
Non è vero.
Quella pratica è parte del precetto.
Inoltre dire che è un qualcosa di sbagliato o attribuirnre la colpa a questo e a quello è leggere l'Islam con la nostra mentalità.
Cosa sbagliatissima.
Nell'Islam sposare una bimba di otto anni non è una colpa, ma un atteggiamento virtuoso.
Dunque il concetto di colpa non c'entra con la pedofilia.
Inoltre mi stupisco del fatto che non abbiate risposto a quello che mette sullo stesso piano preti pedofili e pedofilia nell''Islam.
Qui le cose cambiano perché si opera sulla pura teoria.
Ifatti si deve partire dal presupposto non vero che anche l'Islam consideri tale pratica come un delitto.
Anche in quel caso non si può paragonare la pedofilia di un prete e di un islamico.
Innanzitutto nell'Islam l'uomo è servo di Dio "abd" e dunque quello che avviene è volontà di Dio.
Invece con cristianesimo nasce quell'idea rivoluzionaria secondo cui quell'ammasso di cellule con braccia, occhi gambe e capelli...è un uomo.
E quell'uomo ha soprattutto una dignità.
Da qui nasce il concetto di responsabilità individuale.
Insomma l'abile Maumer ha voluto barcamenarsi.
Dunque, e qui si ritorna alla realtà, un pedofilo Islamico non commette nessun peccato visto che non è fuori del precetto coranico e in quanto "abd", dal mio punto di vista, non è nemmeno responsabile più di tanto.
Invece il prete pedofilo è fuori dall'insegnamento di Gesù e in quanto individuo(e non abd) con una sua dignità è responsabile individualmente e dunque non si può far ricadere tale colpa sulla religione o sulla comunità dei fedeli.
Dunque è evidente che Maumer, come si dice in questi casi, abbia paragonato, mettendole sullo stesso piano, carote e cipolle.
Ma carote e cipolle sono diverse.

Alessandra ha detto...

Forse la mia risposta era un tantino relativista: chiaramente è vero che, per il musulmano, l'esempio di Maometto è determinante in quanto "abd-allah".
Però un prete dovrebbe essere sempre "servo di Dio" più degli altri, ovviamente. Semmai si dovrebbe osservare che imam e preti NON SONO a prescindere la stessa cosa, perchè un imam è un semplice "funzionario" che guida la preghiera, mentre il prete fa le veci di Cristo. Altra cosa: fa un po' ridere che sia un musulmano integralista a dirmi "allora dì ai preti di seguire buon esempio di Gesù Cristo (la pace con lui)": innanzitutto generalizza perchè dice "i preti" e tra l'altro non considera neppure Gesù Figlio di Dio come i cristiani... .

Alessandra ha detto...

Ps. Ovviamente "preti più abd-allah" degli altri era una mia provocazione, data la differenza tra Allah e il Dio cristiano.

PensieroLiberale ha detto...

Certo.
Avevo capito la tua linea.
Mi sorprendeva solo la replica inopportuna del tuo visitatore.
NN mi riferivo a te.

Alessandra ha detto...

La mia proverbiale coda di paglia! :-)
Cmq, facciamo anche qualche commento al post, please... .

Stefano ha detto...

X Alessandra:
Invece il punto è proprio questo: L'islam Permette, la pedofilia.
Un prete che va con un bambino o una bambina, per la religione cristiana se non si pente va all'inferno. Un cattolico che va con un bambino o bambina, va l'all'inferno se non si pente.
L'islamico invece NON va all'inferno
E se abita in uno stato a legge islamica, non solo non va in prigione, ma viene tutelato dalla legge, è la bambina che deve intentare causa per liberarsi dal pedofilo.
Lo stesso, per rientrare nel contesto, vale per la poligamia.
Stefano.

Stefano ha detto...

Pensiero Liberale ha scritto:
Non facciamo i diplomatici....

Mi complimento.
Il tuo post sarebbe da incorniciare.
Stefano.

Alessandra ha detto...

In realtà, ripensandoci, credo che Pensiero Liberale si riferisse proprio al mio commento, visto che sono stata io a parlare di "imam cretini ecc.". Intendiamoci: se Maometto non avesse sposato Aisha quando lei aveva 6 anni e non l'avesse stuprata a 9, non verebbe in mente a questi imam di legalizzare la pedofilia. L'islam legittima la poligamia. Però a me interessa cosa fanno certi musulmani, cosa dicono certi imam FANATICI, OGGI: il "cretini" è riferito al fatto che interpretano letteralmente l'islam. Non certo che si sono inventati dal niente la pedofilia e meno che mai la poligamia.

Stefano ha detto...

Ognuno fa il suo mestiere.
E' forse un cretino un prete che dice che bisogna arrivare vergini al matrimonio? No, la sua religione dice così.
Allo stesso modo, un Iman mica può dire: Vero, Maometto ha stuprato una bambina di nove anni, ma io non leggo il corano alla lettera, e vi dico che invece Allah non vuole che si abbiano rapporti prima dei diciotto anni.
Per dire una cosa così, uno dovrebbe proclamarsi profeta superiore a Maometto.

Alessandra ha detto...

Non so sinceramente se tutti gli imam legittimano il fatto che si possano sposare delle bambine.

Annamaria ha detto...

Infatti non è così!!
Scusate, ma ne ho un pò piene le scatole di quest'argomento che è diventato come il prezzemolo: sta in tutti i post!
Poi ognuno dice la sua, così, secondo il suo pensiero, ma senza fornire strumenti di conoscenza.
Per quanto io trovi inammissibile il matrimonio con una bambina, per l'Islam (per alcune scuole) questo è lecito e, se permettete, non si può parlare di pedofilia tout cour.
Tanti imam non si esprimono fvorevolmente sulla cosa. In tanti paesi questi matrimoni non esistono nemmeno più. Tante mamme non darebbero mai in sposa una bimba e, come abbiamo avuto modo di vedere, le interessate stesse cominciano a ribellarsi.
Alessandra, scusa se mi permetto, ma Muhammad non ha mai "stuprato" Aisha', almeno lei non era di questo avviso!
Punto.
E ribadisco quanto detto in un altro post, tempo fa: allora, secondo voi tutti, Giuseppe era un pedofilo?
Rabbrividisco al pensiero...

Alessandra ha detto...

Scusate, ma ne ho un pò piene le scatole di quest'argomento che è diventato come il prezzemolo: sta in tutti i post!

Più che altro l'argomento del post NON ERA QUESTO! Semmai del post precedente... .

Per quanto io trovi inammissibile il matrimonio con una bambina, per l'Islam (per alcune scuole) questo è lecito e, se permettete, non si può parlare di pedofilia tout cour.
Tanti imam non si esprimono fvorevolmente sulla cosa.

Non si può parlare di pedofilia tout court... perchè per alcune scuole islamiche questo è lecito?!!!!!! OGGI questa è pedofilia: punto e basta!

Tanti imam non si esprimono fvorevolmente sulla cosa. In tanti paesi questi matrimoni non esistono nemmeno più. Tante mamme non darebbero mai in sposa una bimba e, come abbiamo avuto modo di vedere, le interessate stesse cominciano a ribellarsi.

Ma grazie al cielo, queste piccole-donne iniziano a ribellarsi:!!!!!! Sepesso non si ribellano le donne... quanto coraggio e quanta maturità richiede la ribellione a una bambina?! Però nel caso della piccola Nujoud, grazie al cielo una zia l'ha spronata ad andare dal giudice, ma ci è andata DA SOLA: neppure la madre l'ha aiutata!

Alessandra, scusa se mi permetto, ma Muhammad non ha mai "stuprato" Aisha', almeno lei non era di questo avviso!
Punto.

Ok, non l'ha stuprata, "almeno lei non era di questo avviso" Ma ripeto: sarebbe una gran cosa che tutti musulmani la smettessero di considerare Maometto un essere praticamente perfetto e di applicare alla lettera ciò che faceva un uomo del 600 d.C.

E ribadisco quanto detto in un altro post, tempo fa: allora, secondo voi tutti, Giuseppe era un pedofilo?
Rabbrividisco al pensiero...

E io ti ribadisco una cosa che forse qualcuno ti ha detto in qualche altro post o io: Maria, cmq non aveva 6 e poi 9 anni, ma era almeno adolescente e comunque, anche se l'iconografia rappresenta spesso Giuseppe come vecchio e barbuto, chi lo dice che lo fosse davvero?

PS: MA QUALCUNO HA LETTO L'ARTICOLO CHE HO POSTATO?!

Francesca ha detto...

Una ragazzina di quesa età che si sposa ed accetta di avere relazioni sessuali con un uomo che poteva essere il suo nonno, è inevitabile che ha dovuto essere forzata, riempita di chiacchere o convinta con l' aiuto di argomentazioni ingannevoli (come fanno oggi alcuni padri che mandano la loro figlia nel loro paese d' origine sotto un pretesto ingannevole, che si ritrova poi sposata, senza avere avuto il tempo di comprendere, con un tipo che non conosce neppure e che essa non ama). Non abbiamo là, la fonte del matrimonio più o meno forzato,che ancora naviga soprattutto nelle famiglie musulmane?

Aicha stessa descrive bene le sensazioni che ha provato: come questa citazione: " fino a quando la mia respirazione tremante si fu calmata". Da far venire i brividi alla schiena!Povera bambina!Aicha non ha assolutamente capito nulla di cosa gli sresse succedendo,é lei stessa che lo ha detto; neanche sua madre prende il tempo per spiegarglielo; prova che sua madre non la considera come sufficientemente matura per che lei capisse. D' altronde la descrizione che Aicha dà dei suoi contatti con Maometto mi sembra essere vicino allo stupro. Il contatto è unilaterale.La differenza si vede tra "quando il profeta mi sposó" , "quando ebbe effettivamente relazioni coniugali con me" , "allora mi rimisero tra le sue mani"; ecco dunque, dico, la differenza tra questa descrizione fatta da questa povera ragazza e quella che farebbe una vera coppia di innamorati: "quando noi ci sposammo" , "quando noi avemmo effettivamente delle relazioni coniugali" , "allora ci siamo buttati nelle braccia l'uno nell'altro". Si vede la differenza tra una relazione d' amore e la descrizione fornita da Aicha (i bambini stuprati non danno una descrizione identica? Si danno per passivi, e come oggetti che si utilizzerebbero); "Mi rimisero tra le sue mani"…

Come non essere tristi e rivoltati leggendo tali ignominie?

Breve, tutte queste indicazioni mostrano sufficientemente la sua immaturità, e dunque il carattere inqualificabile di ciò che Maometto gli ha fatto, contro la sua volontà (d' altronde visto come lo descrive, Aicha non ne aveva ovviamente nessuna). È tempo di chiedersi precisazioni sulla presunta santità di Maometto.

Non penso che Gesù avrebbe potuto commettere tale cosa; i cristiani del mondo intero si sono già offuscati quando Dan Brown, nel suo Da Vinci Code, difende l' idea che Gesù abbia potuto avere una donna, che abbia potuto avere rapporti sessuali con essa; allora immagino cosa succederebbe se si affermasse che aveva avuto questo tipo di relazione con una bambina.

Alessandra ha detto...

Grazie, Francesca.

Francesca ha detto...

Ah dimenticavo: La pedofilia non può essere condannata dall' islam poiché ciò ritornerebbe a condannare Maometto, cosa che è impossibile poiché Maometto è il modello perfetto dell' incarnazione musulmana.Quindi accontendiamoci di dire come Annamaria:no Maometto non ha violentato Aicha....contenti noi contenti loro pure.Chi vivrà vedrà.

Stefano ha detto...

X Alessandra:
L'età della Madonna, di Giuseppe, non essendo scritta nel Vangelo, è totalmente sconosciuta.
Ci sono iconografie, ma sono solo immaginazione.

Stefano ha detto...

Ops:
L'altro post era per ANNAMARIA.
Per Alessandra:
Un Iman può anche sconsigliare un matrimonio con una bambina, ma Non potrà mai dire che è peccato, Altrimenti darebbe del peccatore a Maometto.

Alessandra ha detto...

Purtroppo è così.

Annamaria ha detto...

...come sempre non avete capito e credo che il problema sia mio, forse nn mi esprimo nella maniera giusta!
Cmq...

Stefano ha detto...

In primo luogo, Vorrei complimentarmi con FRANCESCA per il dotto intervento.
Rispondendo ad ANNAMARIA: Ti sei spiegata benissimo.
Ma purtroppo, i fatti non sono come pensi tu.
Nessun iman potra mai dire che avendo rapporti pedofili si va all'inferno, perché così dicendo affermerebbe che in tal luogo (dove fra l'altro l'ha spedito Dante, che di queste cose si intendeva) c'è Maometto.
Dopodiché, un iman può anche sconsigliare, ma è un opinione privata, un po' come un prete che sconsigli di comprare una macchina: opinione autorevole, ma pur sempre personalissima opinione.

Stefano ha detto...

PS:
Sempre rispondendo ad ANNAMARIA
Non solo per la legge italiana, non solo per la morale occidentale, ma per la moderna scienza medica, avere rapporti con una bambina, è illecito, perché provoca traumi psicologici, indipendentemente dal fatto se sia consensiente o meno. Aggiungiamo che quasi nessuna di queste bambine (così come le donne) sceglie di sposarsi, ne chi sposare, sicché il trauma di queste milioni di bambine, è identico a quello che subiscono alcune bambine italiane, delle cui vicende ci scandalizziamo quando leggiamo notizie del tipo: "Madre vendeva la figlia dodicenne ad un pedofilo". "scoperto un pedofilo che abusava di una tredicenne col consenso dei genitori".
Se sono italiane, ci scandalizziamo, ci indigniamo; se sono islamiche voltiamo la testa dall'altra parte. Ma il dramma è lo stesso. Anche se è religiosamente corretto, avere rapporti sessuali con una bambina è vergognosamente esecrabile.
Stefano.

Stefano ha detto...

Ritornando all'articilo. Volevo aggiungere che è semplicemente vergognosa la legge in discussione che prevede di esimere il prete musulmano di pronunciare gli articoli sulla parità fra uomo e donna.
Una legge così sarebbe un insulto a duemila anni di civiltà.
MOBILITIAMOCI!!!!!!!!!

PensieroLiberale ha detto...

Alessandra.
Chiarisco l'incidente diplomatico.
Il mio intervennto era riferito a te solo quando ho detto di non essere troppo diplomatici.
Il resto del discorso era riferito a Muamer che mette sullo stesso piano un comportamento che per l'Islam è un precetto religioso e un altro, quello dei preti pedofili, che è un atteggiamento contro Dio e fuori dal cristianesimo.
(E' vero che ad un certo punto anche tu hai dato la colpa di questo atteggiamento non all'Islam in sè, ma agli imam, ma sinceramente non avevo letto il tuo intervento.
Tuttavia il senso della mia replica era un voler far notare al tuo lettore che stava paragonando carote e cipolle.
Continua.
La stessa persona, dimostrando di masticare un pò di più la materia di cui parla, poteva dire che anche nel vecchio testamento c'è scritto che le donne possono sposarsi a 12 anni.
A quel signore avrei ribattuto che la cosa andava bene, 20000 anni fa, quando le persone a 20 anni erano vecchie, ma oggi sarebbe intollerabile.
Ed in effetti Cristianesimo ed Ebraismo non lo tollerano più, per l'Islam rimane la regola.
La differenza è questa.
Come ha detto la Fallaci l'Islam è come uno stagno.
Nulla si muove.

Stefano ha detto...

Pensiero liberale ha detto:
>l'Islam è come uno stagno.
>Nulla si muove.

Concordo al mille per mille.
Anzi, più che stagno, direi Palude.
Stefano.