giovedì 19 novembre 2009

"NUDO ISLAMICO"


Te lo diamo noi l’Islam, colonnello Gheddafi, quello che ci piace che osserviamo con rispetto e attenzione, quello davvero moderato, che proprio perché è tale non si sogna neanche di venire in Italia a tenere lezioni di Corano alle ragazzotte affittate un tanto, un poco, al chilo. Due fotografie non fanno una teoria, ma a guardare l’immagine che viene dal Marocco e l’altra desolante scattata a Roma almeno un paragone si può ragionevolmente provare a fare: meglio là che qua, meglio il tentativo di emancipazione della donna che il re Mohammad VI, discendente diretto del Profeta, dunque difensore della fede e comandante dei credenti, invia da un Paese islamico, del teatrino volgare che a Roma è stato consentito di inscenare al dittatore della Libia. Gheddafi è partito per fortuna, la terza seratina con le signorine da convertire all’Islam finché sono giovani carine e disponibili non c’è stata, probabilmente si era già stufato del nuovo gioco; le ragazze, accorse per sessanta euro (eh, sì, sono state proprio pagate!), restano, speriamo che qualcuna si sia pentita e si vergogni. Speriamo. In Marocco le notizie sono migliori. Non era mai accaduto che una donna completamente svestita posasse per la copertina di una rivista di un Paese islamico. Ora anche questo tabù è stato infranto. La presentatrice tv, Nadia Larguet, si è fatta riprendere infatti nuda e incinta . La donna, conduttrice di un programma per bambini, appare con il pancione in bella vista sull’ultimo numero della rivista Femmes du Maroc. La foto è di profilo, come potete vedere, lei addosso ha solo un anello. Non è una immagine nuova né originale: la posa ricorda il celebre scatto dell’agosto 1991 all’attrice americana Demi Moore per la copertina di Vanity Fair, negli anni l’hanno imitata e ripresa molti personaggi e molti fotografi famosi. Ma è una rivista marocchina, e il rischio era grande, le reazioni dei tradizionalisti sono state numerose e chiassose, la Larguet e la stessa redazione del mensile sono stati accusati di esaltazione della pornografia, di sfruttamento sessista della donna. La protagonista ha reagito compostamente: Nadia Larguet, in un’intervista ha ribadito di voler introdurre con questa sua scelta «un’aria di libertà e modernità» nel Paese. Il servizio, ha spiegato, è stato realizzato con discrezione, solo la fotografa e la sua stilista e giornalista, Myriam Jebbor, erano presenti.
I responsabili di Femmes du Maroc e della casa editrice, Caracteres, hanno sostenuto di aver voluto porre al centro la donna e la sua forza, ma anche di voler ricordare il numero alto di figli illegittimi e di aborti nel Paese. In Marocco le donne crescono e si sposano secondo un nuovo ed evoluto diritto di famiglia, la poligamia è proibita (in realtà no, però è limitata in base al Corano e al consenso della prima moglie, ndr), il divorzio consentito. Dai libri di scuola sono state tolte le immagini di donne velate, le impiegate degli uffici pubblici e le assistenti di volo della compagnia di bandiera vestono all’occidentale, perfino le interruzioni per la preghiera sono state rigorosamente regolate, la religione non è un pretesto per non lavorare. Le donne sono in Parlamento e nel governo grazie a una legge di “quote rosa”, è donna il sindaco di Marrakech. Naturalmente è una politica rischiosa, l’Iran è un nemico capitale dei moderati musulmani, e qualunque debolezza di troppo dell’Occidente verso gli ayatollah è un colpo per i moderati dell’Islam. In qualche grottesco modo lo è anche consentire ai Gheddafi di passaggio in città di inscenare spettacoli come quello appena per fortuna finito a Roma. Non dimentichiamo però che senza alcune centinaia di sciocchine italiane disponibili e scodinzolanti a un prezzo da ricarica di cellulare metterlo in scena sarebbe stato impossibile. (Fonte: Informazione Corretta )

19 commenti:

Anonimo ha detto...

Ti copio il post, la voglia di cambiamento c'e' insieme alla ricerca della modernità conciliata con le tradizioni, solo che non si puo' ottenere subito ma in modo graduale.
inc@

Alessandra ha detto...

Prendi, prendi pure il post. Io ti ho preso la foto!

Anonimo ha detto...

Un'immagine di cattivo gusto. E basta.
Sarebbe questa l'emancipazione?
Oddio, siamo rovinati

Alessandra ha detto...

L'importante è che una, anche se si mette nuda o nuda-incinta su un giornale, non corra rischi. Facile dire che un nudo non è emancipazione... ma se non c'è emancipazione in altri campi, credo che anche un nudo, la possibilità di un nudo, possa diventare un modo per emanciparsi. E' comunque un tabù che si rompe. La firma, please!

Anonimo ha detto...

E' vero che se questa sopravvive e non le lanciano una fatwa a morte significa che in Marocco c'è in atto una certa modernizzazione e un affrancarsi almeno in parte dalla sharia'h ma a me l'immagine di una donna nuda incinta, non piace, perché ritengo che dissacri uno dei più alti momenti e valori dell'umanità: la maternità.

Nella sua pancia c'è un nascituro, un bambino!!! e credo che la madre abbia il dovere di proteggerne l'intimità, altro che emancipazione, qui secondo la mia opinione la madre è un'esibizionista e basta.

Forse sono all'antica, ma non ho gradito nessuna delle immagini di donne incinta nude occidentali, non vedo perché dovrei gradire questa, solo perché è islamica, non si tratta di religione ma di rispetto.

Se fosse una statua o un dipinto già vedrei la cosa in nmodo diverso, la vedrei come una rappresentazione artistica, un momento prezioso fermato attraverso l'arte al suo culmine.

Ma una fotografia realistica, sulla copertina di un giornale femminile proprio non la capisco. A meno che sia una voluta provocazione ai maschi islamici in quel caso, -forse- ma non ne sono completamente certa, perché esistono altri mezzi, potrebbe anche avere un significato...

a me però l'immagine non piace.

Adriana Bolchini Gaigher (lisistrata)

Alessandra ha detto...

Adriana, neanche a me piace che questa conduttrice tv si sia messa nuda e incinta in copertina di un giornale, come non mi è piaciuto quando l'ha fatto Demi Moore o qualche altra diva occidentale! Per me un nudo di per sè non è affatto indice di emancipazione, ma qui siamo pur sempre in contesto islamico. Perciò mi permetto di usare un doppio standard tra le ragazze che sono andate alla serata mondana con Gheddafi e questa conduttrice tv marocchina. Per le prime non vedo la "necessità": proprio per come viene proposta l'immagine della donna nella tv italiana (veline e quant'altro), possono trovare altri modi per far carriera, che andare dal dittatore libico! Loro hanno la LIBERTA' di scelta, come io ho la libertà di dire che non sono d'accordo.
Invece Nadia Larguet ha dichiarato di voler dare, con la sua scelta «un’aria di libertà e modernità» nel Paese, il cui re comunque sta già facendo molto e in modo molto più serio e condivisibile, per l'emancipazione della donna.
Credo che il gesto della conduttrice sia proprio da leggere come provocazione ai maschi e ai tradizionalisti islamici (oltre che, come spiega il pezzo, "porre al centro la donna e la sua forza, ma anche di voler ricordare il numero alto di figli illegittimi e di aborti nel Paese").

Anonimo ha detto...

Anche la fotografia è arte, Nadia Larguet ha rotto un tabu', ha spezzato il senso di pudore e vergogna che provano alcune donne marocchine nei confronti del loro corpo per via di una cultura machista e patriarcale che le opprime,
come i ragazzi del gruppo MALI che hanno dichiarato di voler mangiare durante il Ramadan , probabilmente lo faranno l'anno prossimo.
Sono piccoli passi che portano a grandi cambiamenti.

Meglio nude che col niqab io la vedo cosi'

inc@

Alessandra ha detto...

E poi almeno Nadia Larguet non ci vuole insegnare l'islam, come invece fa Gheddaf: "faccio venire le reprobe, così poi le redimo". Non ti sembra ipocrita, il suo atteggiamento?

dario ha detto...

Questa non è emancipazione, è DEGRADO.
Sono ben altri gli esempi che le donne islamiche dovrebbero prendere dall'occidente, ma come sempre hano scelto la via meno discreta, più superficiale e più comoda.
Per me questo nudo è un affronto ai valori, sia occidentali che islamici.

Ale ha detto...

E' vero, la maternità è una cosa intima, privata, da tutelare. Ma credo che l'abbia fatto anche per le sue concittadine, che attuano troppo spesso l'aborto! Poi quasi tutto il giornale parla di maternità, leggendo i titoli in copertina...perciò, quale immagine migliore??!! Non è pornografia!! Chapeau alla Larguet:)

Alessandra ha detto...

Dario, certamente ci sono modi più seri e utili di mostrare emancipazione: ripeto, io guardo al contesto ed è SOLO PER QUESTO che approvo ciò che ha fatto Nadia Larguet. Offenderà sia i valori occidentali (come donna occidentale mi sento più offesa dalle ragazze di Gheddafi) sia quelli islamici, ma in nome di questi stessi valori, gli estremisti islamici ne fanno di ogni alle donne (e agli uomini) come le lapidazioni in Somalia. Anche loro dicono che "questa non è emancipazione", intanto commettono barbarie!!!!

A proposito di maternità, Ale, una mia amica marocchina pensa che Nadia Larguet l'abbia esaltata e che ricordi ai maschi musulmani... da dove vengono!!! :-) Io condivido ciò che hanno detto Adriana e Dario... se il riferimento è all'Occidente!

Anonimo ha detto...

Esibizionismo allo stato puro.
E' inutile cercare in questa foto dei messggi superiori, NON CE NE SONO, non ci prendiamo in giro.
Quando una donna insiste a usare questi mezzi per dimostrare emancipazione, sta rinunciando alla sua dignità.
Ma non c'era un mezzo più decoroso?
Questa è mistificazione della peggiore specie.
Di una donna così io non penso: uh, ma com'è emancipata. Penso che è una vacca.

Alessandra ha detto...

Cos'ho detto sui commenti anonimi per evitare la cancellazione?

gea ha detto...

Allora è vero che le donne islamiche sono in realtà molto più "leggere" delle occidentali.
Questa qui è a dir poco disgustosa.
Ma in questo modo cosa credono di fare? Cosa vogliono dimostrare? Dove credono di arrivare?
Faranno sì molta strada, ma sui marciapiedi...
Esibizionista malata.

Anonimo ha detto...

Cara Alessandra, il doppio standard per quanto attiene alla giustizia è sbagliato, perché rappresenta un discrimine e quindi è razzista, in qualunque senso vada.

Torno a dire che le ragazze che sono andate da Gheddafi non meritano il "ludibrio" a cui le hai sottoposte, perché... parole tue: potevano scegliere e hanno scelto di partecipare a una festa mondana... e allora? Il doppio standard da Gheddafi no è nuovamente discriminatorio nei confronti delle ragazze che non devono per forza farsi carico di quello che i governi di mezzo mondo non vogliono affrontare, anzi accettano, visto come lo ha accolto anche l'Italia.

Se possono scegliere non comprendo perché le giudichi male, altrimenti non vuole dire che possono scegliere, ma vuole dire che possono scegliere ciò su cui tu sei d'accordo.

Io lotto contro quelli come Gheddafi, tu fai lo stesso, ma gli altri non sono obbligati. Non tutti sono allineati, anzi molti nemmeno lo hanno in mente questo pensiero.

Questa possibilità è democrazia o la vogliamo proprio umiliare la democrazia?

Adriana Bolchini Gaigher (Lisistrata)

Alessandra ha detto...

Adriana, ho proprio usato il termine "doppio standard" perchè ho capito che si tratta di questo e l'ho detto onestamente. So che non si dovrebbe usare. Anche per me il nudo su un giornale non è emancipazione, ma mi riferisco, ripeto, al contesto. Capisco le critiche a Nadia Larguet e, come hai detto tu, nella pancia ha un bambino: non mi piace la maternità esibita e figuriamoci il corpo femminile esibito (altrimenti, brave le ragazze che sono andate da Gheddafi). Però conosciamo bene le reazioni dei fanatici islamici a riguardo e quello che ha fatto Nadia è uno schiaffo a loro e insieme porre il problema dei figli nati fuori dal matrimonio e gli aborti, anche se in modo discutibile. Nadia non dà "lezioni di islam" come ha fatto Gheddafi.
Comunque se è vero che usare doppi standard è razzista, la prova è il commento di Gea: era ovvio che non volessi arrivare a questo!

Alessandra ha detto...

Comunque in Marocco sono state prese ben altre iniziative per l'emancipazione della donna e contro l'integralismo, meno discutibili della scelta di Nadia Larguet di posare nuda col pancione e anche l'articolo le ricorda:

- Il nuovo codice di famiglia, che tra l'altro limita (non vieta!) la poligamia, elimina il ripudio e consente il divorzio alla donna. Anche se pure qui ci sono dei "se" e dei "ma": gruppi femministi hanno obiettato che nelle campagne in particolare è ancora forte l'ignoranza e l'analfabetismo e lì, le donne non se ne fanno niente della Moudawana. Inoltre:

http://www.milleeunadonna.blogspot.com/.../che-punto-e-la-concreta-applicazione.html

Poi "dai libri di scuola sono state tolte le immagini di donne velate, le impiegate degli uffici pubblici e le assistenti di volo della compagnia di bandiera vestono all’occidentale, perfino le interruzioni per la preghiera sono state rigorosamente regolate, lla religione non è un pretesto per non lavorare. Le donne sono in Parlamento e nel governo grazie a una legge di “quote rosa”, è donna il sindaco di Marrakech, con la quale si sono recentemente incontrate Souad Sbai e Mara Carfagna nel "Forum delle Donne del Mediterraneo". E' stato pensato un progetto per creare centri di alfabetizzazione per le donne marocchine in Italia, perchè l'87% di loro è analfabeta. Insomma, Italia e Marocco stanno lavorando insieme per l'integrazione delle donne marocchine e si spera di creare questi centri anche in Marocco:

http://milleeunadonna.blogspot.com/2009/11/forum-delle-donne-del-mediterraneo.html .

estersambo ha detto...

facile, da anonimo, dare della vacca a una donna, gli "uomini" lo fanno dalla notte dei tempi.
Lei non avrà fatto abbastanza forse. Magari con le parole è meglio, ma se le parole sono denigratorie, offensive e maschiliste come le tue, meglio il nudo, dico io.

Alessandra ha detto...

Sono d'accordo. Poi giustamente consideriamo più libera una velina rispetto a una velata... . Però quando c'è una musulmana che sceglie di sbattere il suo corpo nudo e incinta su un giornale è una vacca, da biasimare, se lo fa una velina occidentale o, secondo me PEGGIO, delle "hostess" vanno scosciate e scollacciate da un vecchio dittatore bavoso come Gheddafi, sono libere e non devono essere giudicate! E' chiaro che Nadia Larguet ha fatto una scelta quanto meno discutibile!