sabato 7 novembre 2009

INTERVISTA ALLA MAURITANA ALNAHA BINT DJADDI OUELD MEKNES, PRIMO MINISTRO DEGLI ESTERI DONNA IN UN PAESE ARABO


Alnaha Bint Djaddi Oueld Meknes è la prima donna di un paese islamico a ricoprire la carica di ministro degli esteri. Erede di una delle famiglie piu’ autorevoli della Mauritania Alnaha Bint Djaddi Oueld Meknes è stata nominata in questo posto chiave dal nuovo presidente Mohamed Oueld Abdulaziz che lo scorso agosto è riuscito a farsi eleggere dopo aver conquistato il potere grazie a un colpo di stato.

– Signora Alnaha Bint Meknes lei ricopre uno dei ministeri piu importanti del governo del presidente Abdulaziz. Quali saranno le principali linee guida della politica estera della Mauritania?

“Nel suo discorso di investitura il presidente Mohamed Abdel Aziz ha ricordato che la politica estera della Mauritania ricalcherà gli interessi del popolo della Mauritania. Lavoreremo per affermare il ruolo della nostra diplomazia, una diplomazia che punterà allo sviluppo, definita lo ripeto in base agli interessi del popolo della Mauritania”

– Signora Alnaha Bint Meknes il presidente Abdel Aziz si è recato in Venezuela e ha buone relazioni con Hugo Chavez con la Libia di Gheddafi e con l’Iran. Ci saranno dei cambiamenti in politica estera?

“A partire da oggi le relazioni con i paesi fratelli e i paesi amici sarà basata innanzitutto sul mutuo rispetto. Saranno basati sul rispetto della sovranità della Mauritania. Tutti i paesi fratelli e amici che saranno pronti a lavorare con noi rispettando questi principi saranno i benvenuti. Noi saremo aperti a ogni possibile collaborazione con i paesi che rispetteranno la nostra sovranità”

– Il presidente Abdel Aziz è in Francia in visita ufficiale. Quali saranno i principali dossier a cui lavorerà assieme al presidente Sarkozy?

“Verranno presi in esame diversi dossier. Per il presidente in ogni caso la priorità è realizzare le riforme promesse, nel settore della sanità, dell’educazione, dalla costruzione di infrastrutture e garantire inoltre la sicurezza degli stranieri che vivono in Mauritania”

– Intende dire che la Francia potrebbe fornire aiuti militari al suo paese, formare i quadri delle forze armate con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza del paese?

“Ci sarà spazio per che intende aiutare la Mauritania a migliorare il livello di vita dei suoi cittadini”

– La Francia vi ha fornito qualche anticipazione sulla tipologia degli aiuti che intende fornire?

“Siamo pronti a lavorare con tutti i paesi che intendono collaborare con la Mauritania”

– La Mauritania è stata recentemente colpita da una serie di attacchi terroristici. In questo campo esiste una collaborazione tra il suo governo e la Francia?

“Vorrei precisare che in Mauritania non esistono campi di addestramento per terroristi ne esistono cellule terroristiche. Ma esistono infiltrazioni, gruppi che sono penetrati attraverso le nostre frontiere dai paesi vicini e noi intendiamo mettere un termine a questa situazione pericolosa e siamo pronti quindi a collaborare con tutti i paesi che sono disposti a garantire la sicurezza dei nostri cittadini”

– Dopo l’invasione di Gaza il presidente della Mauritania ha chiuso l’ambasciata israeliana a Nouakchott. Avete intenzione di riaprirla?

“La priorità del governo e del presidente della Mauritania è il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Gli altri dossier verranno trattati al momento opportuno” . (Fonte: http://it.euronews.net/ , 26/10) Per vedere l'intervista: http://it.euronews.net/2009/10/26/alnaha-bint-djaddi-oueld-meknes/ .
– La Mauritania rappresenta un punto di passaggio per gli immigrati clandestini diretti in Europa. Sappiamo che l’Italia ha firmato un accordo con la Libia su questa questione. La Mauritania pensa di fare qualcosa di simile? fa degli sforzi per frenare questo fenomeno?


“Sebbene esistano delle convenzioni con alcuni paesi per frenare il fenomeno dell’immigrazione clandestina io credo che la vera soluzione a questo problema stia nella lotta alla povertà e l’ignoranza. Dev’essere questo l’approccio. Lottando contro la povertà siamo sicuri che si possa mettere un termine all’immigrazione clandestina”

– Un’ultima domanda di tipo personale: lei è il primo ministro degli esteri donna nel mondo arabo. Pensa che il presidente con la sua nomina abbia voluto favorire l’emancipazione femminile o abbia pesato piuttosto la fama di suo padre che per lungo tempo ricoprì a sua volta l’incarico di ministro degli esteri?

“Sono fiera di quello che mio padre fece per il bene del paese e nella mia nomina vedo un gesto rivolto a tutte le donne della Mauritania. Un invito ad integrarsi in fondo le donne rappresentano la metà della società anzi di piu visto che rappresentiamo il 52% della popolazione”.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao Alle ti copio la risposta dal mio blog :
non vorrei sbagliarmi ma secondo me un paese arabo è automaticamente islamico. Il Marocco ha delle donne ministre come la Baddou per la sanità , per cui dire che è la prima ministra non è esatto, forse intendono ministra degli affari esteri di un paese arabo/islamico ?
buon week end inc@

Alessandra ha detto...

Un Paese arabo è purtroppo automaticamente islamico, ma non viceversa: per questo ti chiedevo se la Mauritania si può considerare un Paese arabo (fa comunque parte della Lega araba). Sì, probabilmente intendono un Paese arabo-islamico... .

Mella ha detto...

Signore santo, pare un disco rotto questa donna! Le hanno fatto il lavaggio del cervello o ha imparato la lezioncina a memoria? Certo che una donna ministro che pare una scimmietta addestrata per il circo non è davvero una gran propaganda per quanto riguarda l'emancipazione femminile ...
Quanto alla questione posta qui sopra, la Mauritania fa parte delle decine di paesi arabizzati e islamizzati a suon di massacri dopo che il Santo Profeta, la pace sia su di Lui, ha avuto la Divina rivelazione, con annientamento delle culture e spesso delle lingue preesistenti e distruzione delle comunità ebraiche e cristiane presenti fin dalle proprie origini (è di questi giorni la fine totale e definitiva della presenza ebraica nello Yemen, dopo 2500 anni). Quindi fa parte di quelli che oggi vengono considerati Paesi Arabi.

Alessandra ha detto...

Mi aspettavo un tuo commento, Barbara. Ormai so come chiamarti! :-)

Comunque a proposito di non emancipazione femminile in Mauritania, questa mi sembra una voce più credibile:

http://www.milleeunadonna.blogspot.com/.../malouma-la-ribelle-una-voce-che-fa.html

E sempre a questo prosito:
http://www.milleeunadonna.blogspot.com/.../mauritania-le-vittime-di-stupro.html

Anonimo ha detto...

Mettono le donne solo di facciata !!!
ti segnalo questo articolo la sensazione è sempre di involuzione :

http://it.euronews.net/2009/11/06/la-minaccia-terroristica-in-africa/

inc@

Alessandra ha detto...

Grazie ancora, Inca.

lemin1 ha detto...

SE MI PERMETTETE!

La società Mauritania è diversa di quella del Medio oriente: la donna ha il suo spazio e il suo ruolo.
Vedere la donna Mauritania attraverso le sue colleghe nei paesi arabi od asiatici come rileva il dibatto sotto non è giusto. Primo ministro donna in Mauritania non una farsa come di potrebbe credere, ma una realtà. La signora ministra è fondatrice e capo di un partito che s’imposta sulla scena politica nazionale prima del colpo di stato. I suoi avversari lo chiamavano la donna di ferro per la sua determinazione.
La nomina della Signora NAHA ministro degli esteri da parte del presidente Aziz dopo un’elezione giudicata libera dagli osservatori internazionali è una conquista per donna Mauritania e le donne in generale. Non solo lei, ma altre tre sue colleghe gestiscano ministri importanti in questo governo. Dal suo insediamento conduce una battaglia per riformare il mistero degli esteri nell’ambito del progetto della riforma del paese e il buon governo. Per questo motivo ha nominato ambasciatori e ha licenziato altri provocando reazione dei membri del vecchio regime.

1 Non sto difendendo la Signora, ma non credo che il commento di Mella sia equo per vari motivi: il tono non è del tutto moderato, poiché oltre ad essere infondato, non serve alla causa della donna nel mondo musulmana in Italia o fuori.
2 La Mauritania non ha mai partecipato nelle guerre tra gli arabi e gli Israeliani, giacché è membro della lega araba solo dal 1973. Le relazioni diplomatiche tra Israele e la Mauritania sono state stabilite nel 1999 nonostante la critica dai paesi arabi per questa scelta di cui Mella non aveva notizia perché il suo commento mostra l’ignoro totale della realtà.
3 Purtroppo questa relazione è stata congelata dopo la crisi di Gaza, ma le relazioni tra i popoli rimangano, poiché la Mauritania è molto lontana del Medio Oriente. Spero che Mella ripensa la sua pozione e segue la politica estera della Mauritania espressa da donna, anziché chiamarla scimmia. Consiglio di analizzare l’intervista per capire la donna. Nel mio Blog si può leggere molte cose sulla Mauritania: www.mauritania.splinder.com
4

lemin1 ha detto...

L'origine dei Mori:

“Tarikh al beydhane„ che significa la storia di ciò che si chiama generalmente la società mora rinvia alla fine di un periodo storico che si completa nel 1903 con la colonizzazione francese del territorio che sarà quello dell'attuale repubblica islamica della Mauritania. Al di la delle frontiere tracciate dalla colonizzazione, questa storia riguarda uno spazio nel tempo conosciuto sotto la parola “Bilad Chinguitt”. È lo spazio nel quale si è svolta la prima operazione del movimento almoravide e che ha conosciuto, matrici XIV secolo, la sostituzione della lingua araba ai dialetti berberi. Questo spazio, anche, è considerato come un insieme umano che ha subito le stesse influenze storiche ed il cui il diletto comune derivato dall'Arabo noto come “al hassaniya„ che costituisce uno dei dialetti più vicini alla lingua araba pura.

Tenuto conto di ciò che precede, la storia dei Mori s’identifica a quella dello spazio che comprende, oltre alla Mauritania, altre regioni vicine legate con essa da molti di fattori come la relazione, la lingua ed abitudini. Questo spazio nel quale i pastori sono, costantemente in movimento, alla ricerca di pascoli si estende verso il nord fino al Wad Noun marocchino e fino ai confini del Touat algerino. All'Est, lo spazio dei Mori che chiamano, loro stessi “Trab el Bidhane„ per opposizione “a Trab Assoudane” includono la regione dell’Azaouad (del Mali).


La Mauritania in primo luogo è stata abitata dai neri e dai berberi ed era un centro per il movimento di Almoravid di berbero nello XI secolo, che ha cercato di spargere l'Islam attraverso l'Africa occidentale. In primo luogo è stato esplorato dal Portoghese nello XV secolo, ma entro il diciannovesimo secolo, il francese aveva guadagnato il controllo. La Francia ha organizzato la zona in un territorio in 1904 e in 1920 si è trasformata in una delle colonie che hanno costituito le Afriche occidentali francesi. In 1946, è stato nominato un territorio d'oltremare francese.

La Mauritania è uno stato recente, alle frontiere a volte tracciate alla regola. Ha tuttavia una specificità culturale ed oggi fa parte del mondo arabo-musulmano pur avendo minoranza nero africana del 20%. Si spiegherà come è costituito quest'identità culturale studiando la storia degli scambi con un mondo musulmano allora nascente, interessandosi inizialmente al commercio ed al fenomeno d'islamizzazione, quindi all'arabizzazione del paese e infine al ruolo che ha svolto l'arrivo degli europei nella costituzione dello Stato maritano.


La Mauritania guadagna l'indipendenza

La Mauritania si è trasformata in una nazione indipendente il 28 novembre 1960 ed è stata ammessa alle nazioni unite in 1961 sopra l'opposizione gravosa del Marocco, che ha reclamato il territorio. Verso la fine degli anni 60, il governo ha cercato di rendere la cultura araba dominante.

lemin1 ha detto...

Lemin: www.mauritania.splinder.com

Alessandra ha detto...

Grazie, Lemin1.