giovedì 8 ottobre 2009

STORIA DI FATIMA, 48 ANNI, MAROCCHINA, PASSATA DALLA MINIGONNA AL BURQA


L'accusa di reclutare mujaheddin.

La storia Fatima Hssisni è quanto meno sconcertante. Si tratta della donna è saltata alle cronache dei quotidiani internazionali per aver sfidato la magistratura spagnola quando, durante una deposizione davanti ai giudici, si è rifiutata di togliersi il burqa perché lo considerava “un atto impudico”. Alla fine ha dovuto cedere alle istituzioni. Dietro questa storia si nasconde in realtà qualcosa di molto più inquietante.
Dalla minigonna al burqa. E’ stata questa la peculiare trasformazione di Fatima Hssisni, la donna che è saltata alle cronache dei quotidiani internazionali per aver sfidato la magistratura spagnola quando, durante una deposizione davanti ai giudici, ha rifiutato di togliersi il burqa in pubblico perché sarebbe “un atto impudico”. Alla fine però ha dovuto cedere alle istituzioni. Dietro questa storia si nasconde, in realtà, qualcosa di molto più inquietante. Una verità nascosta e mai rivelata che, da un giorno all’altro, ha portato Fatima a rinunciare alle gonne molto corte, al trucco vistoso e alle magliette un po’ troppo attillate per abbracciare la sua religione nella versione più radicale.
La storia di Fatima, una donna di 48 anni di origini marocchine che vive da 22 anni in Spagna, è quanto meno sconcertante. Sposata da 15 anni con Francisco Ródenas, un pizzaiolo spagnolo di Jaén, in Andalucia, nel 2006 venne arrestata insieme al marito e poi incarcerata per due anni con l’accusa di appartenere ad una rete islamista integrata al Gruppo Islamico Combattente e a quello Salafita per la Predicazione e il Combattimento (cui fa capo niente meno che il braccio destro di Osama Bin Laden, Abu Musab Al Zarqawi). La principale attività dell’organizzazione era quella di reclutare i mujaheddin, i combattenti della Guerra Santa, da mandare in Iraq. Tra questi, spiccano nomi già tristemente noti alle cronache come quello di Belgacem Bellil, uno dei due kamikaze che guidavano il camion bomba nell’attentato di Nassiriya in cui morirono i 19 militari italiani e altri 9 iracheni, ma anche il nome di Hassan Hssisni, uno dei fratelli di Fatima. Lui, invece, si fece saltare in aria nel 2005 in un attentato a Falluja, provocando altrettante vittime. Per Fatima e altri otto accusati, il pm ha chiesto condanne tra i 7 e i 18 anni.
Qualche giorno fa, nel corso del processo sulla presunta cellula radicale islamica, Fatima è tornata sulle prime pagine dei giornali. E’ stata cacciata dall’aula di un tribunale di Madrid perché si rifiutava di deporre la sua testimonianza senza il burqa. Secondo lei svelare il suo volto ai magistrati sarebbe stata “un’oscenità senza pudore”. Di fronte all’opposizione della donna, il presidente del tribunale Javier Gómez Bermúdez – che è un habitué dei processi a movimenti islamici radicali dopo aver presieduto il processo per gli attentati di Atocha del 2004 –, invece di sanzionarla per aver cercato di ostacolare la giustizia, le ha chiesto di lasciare l'aula e l’ha convocata nel suo ufficio al termine dell’udienza. Non prima di averle spiegato che nei tribunali spagnoli è obbligatorio testimoniare a volto scoperto: “Vedendo il suo volto, posso vedere se mente o no, se è sorpresa da una domanda o meno”, ha spiegato l'alto magistrato alla donna ricordandole che in Spagna la legge civile ha il sopravvento su quella religiosa (peccato che il niqab o il burqa non abbiano niente di religioso!)
In Spagna, il dibattito si è logicamente infuocato. A metter legna sul fuoco c’era il premier Zapatero che, proprio in quei giorni, aveva ripreso a sventolare la sua ormai famosa “Alleanza delle Civiltà” come modello di convivenza tra la cultura occidentale e quella musulmana. In quelle stesse giornate, Fatima compariva di fronte ai tribunali spagnoli sostenendo ai cronisti che si stava facendo una polemica “da ignoranti” e insinuando che la Spagna è retrograda “visto che in altri Paesi il burqa è un indumento normale”. Molti spagnoli si sono sentiti presi per i fondelli. Sia da Fatima che da Zapatero. (Fonte: L' Occidentale )
Giudice e imputata alla fine hanno trovato un compromesso. Pochi giorni dopo Fatima ha accettato di sollevare il velo del burqa nero a doppio strato che copriva interamente la sua faccia per spiegare ai giudici la sua versione dei fatti, dando le spalle ai giornalisti e alle persone presenti nella sala. Ai magistrati la donna ha spiegato che, prima di morire, il fratello l’aveva chiamata per spiegarle che si trovava in Iraq in un campo di addestramento di Al-Qaeda e che, qualche mese dopo, qualcuno aveva chiamato i genitori per informarli che si era sposato (cioè si era suicidato, secondo il gergo dei terroristi). Ha anche risposto ad alcune domande su un altro fratello, un personaggio ben noto alle autorità, catturato quando cercava di andare dalla Siria in Iraq per integrarsi alla rete di Al Zarqawi. Non era uno qualsiasi, insomma.
La vera dichiarazione, però, è stata quella rilasciata all’uscita del tribunale. Incalzata da un giornalista che gli ha chiesto se era orgogliosa del fratello kamikaze, la donna ha risposto con un secco “certo che lo sono”. Ma il marito, secondo molti solo un “bonaccione”, ha subito corretto il tiro con un “ma come volete che sia orgogliosa? Certo che non lo è”. C’è chi ha difeso la donna sostenendo che Fatima non avesse capito bene la domanda. E c’è chi, invece, pensa che l’avesse capita, eccome.
Ma dietro questa storia c’è qualcosa di inquietante. A Castelldefells, a poco più di 20 chilometri da Barcellona, in molti ricordano Fatima da giovane, la figlia di un pescatore di Larache, un paesino vicino a Tangeri, che appena arrivata si mise a lavorare come badante di un anziano francese. Ma di lei ricordano soprattutto le sue minigonne da paura, il suo decolleté sempre ben in vista e la passione per le discoteche, così come la preferenza per le Marlboro rosse e il “cuba libre”, in particolare se fatto col J&B e cola.
Nel ristorante dove lavora come cuoca, Fatima conosce Francisco, detto “Paquito”, e vanno a vivere insieme, una convivenza fuori dal matrimonio in tutta regola. Qualche anno dopo toccano le nozze, sia quelle cattoliche che quelle col rito musulmano in Marocco. Alcuni parenti del marito la descrivono come “una immigrata che cercava di integrarsi nella società”. Una marocchina modello verrebbe da aggiungere. Se non fosse che, dopo un viaggio nel suo Paese natale, Fatima e Francisco – ribattezzato Yusef dopo aver abbracciato la fede musulmana – cambiano radicalmente. Smettono di fumare e bere alcool. Non escono più la notte e rompono con le relazioni sociali. Entrambi diventano sempre più freddi con amici e parenti: ad un certo punto Francisco non può più neanche baciare la cugina “perché non lo permetteva la sua nuova religione”. Diventano sempre più radicali nelle loro opinioni e riescono a convincere vari compagni di lavoro a pregare ogni giorno. Sulla testa di Fatima prima compare un timido velo che le copre i capelli scuri. Poi inizia a vestire anche il vestito largo che nasconde le sinuose forme del suo corpo. Infine il burqa, guanti neri inclusi.
Cosa è avvenuto in quel viaggio in Marocco lo sanno solo Fatima e Francisco. Lei sostiene che di averlo fatto come reazione agli arresti del 2006. Alcuni dicono che in Marocco hanno incontrato alcuni gruppi islamisti che hanno convinto la coppia ad entrare nella rete dell’islamismo radicale a cambio di qualcosa molto più “tangibile” che andare in Paradiso. Altri ritengono che la coppia abbia semplicemente ritrovato la fede.
La questione però va ben oltre la legittima libertà di religione di ciascuno. Si tratta di una scelta religiosa che, di fatto, ha cercato di mettere in discussione un intero sistema di diritto. Per evitare situazioni del genere, forse è giunto il momento di determinare qual è la linea tra ciò che è permesso e ciò che non lo è. Anche in Italia.

26 commenti:

Anonimo ha detto...

Per evitare situazioni del genere, forse è giunto il momento di determinare qual è la linea tra ciò che è permesso e ciò che non lo è. Anche in Italia.
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Concordo pienamente, bisogna che lo stato italiano prende precauzione verso questo abbigliamento islamico estremista.
Quando si è ospito di un paese bisogna rispettarne le regole.

lorena

Alessandra ha detto...

Poi Fatima Hssisni è da VENTIDUE ANNI in Spagna!

Poerio ha detto...

Chi indossa il niqab lo fa perchè così si sente più vicina a Dio. E' ora di smetterla con la storiella che lo fanno perchè sono costrette.

Alessandra ha detto...

Non è una storiella, perciò ho lasciato il commento sotto, ma certamente ci sono anche le fanatiche che lo fanno per sentirsi più vicine a Dio. Barbara Aisha Farina, moglie dell'ex "imam di Carmagnola", non è certo costretta! Poi ci sono anche delle donne fanatiche che costringono altre a velarsi, le attaccano, minacciano e le aggrediscono. Ci sono madri come quelle di Hina e Sanaa che, succubi come sono, non tollerano che le figlie si comportino in un certo modo, che vogliano essere libere. Una madre, qualche anno fa, ha bruciato col ferro da stiro il fianco della figlia perchè andava in giro coi pantaloni a vita bassa! Col figlio maggiore la legava alla sedia con fili elettrici!

MUJAHIDA ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessandra ha detto...

Miiiiiiiiiiiiiiiiii. Ho "appena finito" di dire nell'altro post che non bisogna generalizzare. Io parlavo del niqab, non dell'hijab. Mi sembra più difficile che il velo integrale possa essere portato per scelta, anche se succede. Soprattutto per chi è fanatica ed ideologizzata. Quanto alla bambina di 10 anni... è appunto una BAMBINA: chissà cosa deciderà da grande! Ciao.

Mella ha detto...

Lascia perdere, Alessandra: come fai a metterti a discutere con una che ha subito il lavaggio del cervello? Ma non la vedi che non è capace di fare un ragionamento che stia in piedi, neanche con le stampelle? Non la vedi che non è capace di infilare tre parole con una sequenza logica? Perfino la tenerezza per la bambina talmente onnisciente - dono divino? - da sapere con un anno di anticipo quando le verranno le mestruazioni! Da ricovero istantaneo alla neurodeliri, lei e la bambina, ammesso che la bambina esista davvero e non sia frutto anche quella dei suoi deliri. E giuro che sento dire ancora una volta che non bisogna generalizzare mi metto a sparare.

Alessandra ha detto...

Di questa famosa bambina di 10 anni ho già sentitp parlare sul mio blog: mi sono stufata di discutere sul fatto che esista o pure no! Se è vero che una bambina dice che comunque non vede l'ora di mettersi l'hijab, mi fa solo pena e rabbia i genitori!

Neve ha detto...

Generalizzare non è mai giusto, ma negare anche l'evidenza lo è altrettanto.
Non credo che una donna musulmana che si presenti in mosche senza l'hjiab. E anche leggendo i vari blog di persone musulmane è evidente che fin da piccoli i figli siano educati a giudicare chi non lo porta come una persona che non vive correttamente l'islam.
Si costringono le persone a fare quello che si vuole non solo con la forza ma ci sono moltissimi modi anche più efficaci, il primo in assoluto è insegnare fin da piccoli, a prendere per assoluti i dogmi di un credo senza poterli neppure mettere in discussione.
E' in gran parte quello che è accaduto ai cattolici e ai loro dogmi per secoli. Oggi, soprattutto i giovani credenti, preferiscono una critica costruttiva con la chiesa e uno scambio di vedute per meglio comprendere e poter accettare anche cose "difficili".
Ma il cristianesimo in genere ammette l'evoluzione della religione, mentre l'islam non l'accetta, non è ammessa nessuna modifica delle interpretazioni.
Anche se in pratica, di interpretazioni diverse ce ne sono moltissime.

Neve ha detto...

Scusate mi si è cancellato un pezzo!

Non credo che una donna musulmana che si presenta in moschea senza hijab sia ben vista.....
volevo scrivere.

inca ha detto...

Spiegazione medica da wikipedia :

Schizofrenia :

Disturbi del contenuto del pensiero
Il delirio: convincimento derivante da un abnorme errore di giudizio, impermeabile alla critica, spesso a contenuto bizzarro, talvolta sostenuto da allucinazioni uditive. Corrisponde ad un modello mentale della realtà svantaggioso, dal momento che le decisioni prese in base ad un delirio conducono a comportamenti inadeguati e quindi ad un adattamento di livello inferiore. Il delirio, per essere diagnosticato come tale, deve essere fermamente sostenuto dal soggetto delirante, anche se la realtà e gli altri soggetti ne dimostrano la falsità, è assolutamente immodificabile. Non viene considerato dal soggetto come patologico, perché è assolutamente uguale alle altre idee. Totale mancanza di critica. I contenuti del delirio possono essere vari. Abbiamo deliri di:

Persecuzione
Riferimento
Gelosia
Nichilistici
Controllo
Ipocondriaci
Religiosi
Grandezza

buona giornata

Alessandra ha detto...

Neve, benvenuta e concordo. Per una che porta per esempio il niqab per scelta (ideologia politica e ignoranza religiosa), quante non lo fanno, ma sono davvero costrette? Costrette non vuol dire solo con la violenza fisica.

Anonimo ha detto...

Il parere di Tahar Ben Jelloun su il burka :

L’intellettuale marocchino Tahar Ben Jelloun, di fama internazionale, nel suo articolo “Perché le donne velate sono un insulto all’Islam” ha dichiarato che “nell'Islam, si parla di zahir e di batin. Il visibile e il nascosto (…). È sintomatico assistere oggi ad appassionati dibattiti su un particolare tipo di visibile/ invisibile. Penso all'invocazione del velo integrale per la donna, che sia con un burqa o con un niqab. In entrambi i casi la donna è coperta di nero dalla testa ai piedi, come un fantasma. (…). Questo comportamento, che è etnico e non religioso (non è infatti assolutamente musulmano) è la prova della paura della donna. La si rende invisibile per impedirle di esistere socialmente e sessualmente – ed aggiungo economicamente -. È anche prova di grande ignoranza (…). Allah ha dato all'uomo non solo il suo libero arbitrio ma lo ha reso responsabile delle sue azioni. Così, il marito che rende sua moglie un fantasma nel nome dell'Islam è un ignorante che offende la parola di Dio. Pensa, coprendo sua moglie, di essere devoto all'Islam. Errore, è devoto al visibile, all'apparenza, che fa della donna una schiava del suo desiderio; uccide in lei ogni libertà, cosa che Dio non gli perdonerà”.

http://www.loccidentale.it/articolo/perch%C3%A9+vietare+il+burqa+in+italia+non+offende+la+religione+musulmana.0079315

Alessandra ha detto...

L'avevo già linkato, grazie.

Proud To Be Niqabi ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
MUJAHIDA ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Alessandra ha detto...

Demenza di Mella: è evidente che la bambina facesse riferimento all'anno successivo, poichè l'età media (media! non certa!) del menarca è tra i 10 e i 12 anni!! Quindi, semplicemente ci sperava!

Ah, beh allooooraaa !!!! Se la BAMBINA ci sperava è risolto il problema! Ma non farci ridere mujaida!

E non penso proprio che i genitori le abbiano inculcato a forza il concetto di hijab...sono due marocchini molti integrati e soprattutto moooooolto "moderati" e liberali.

Eccerrrrrtoooo, il fatto che la loro bambina non veda l'ora di mettersi l'hijab è indice di grande "moderazione" e "liberalità"!

Cos'è...brucia sapere che le donne islamiche hanno un cervello pensante che dice loro di coprirsi?

Più che altro è a te che brucia sapere che spesso non è così... .

E' triste...perchè voi godete della sottomissione di alcune donne Musulmane...ne siete felici, gioite...perchè in tal modo potete dire che è tutta colpa dell'Islam.
Penosi, wallahi siete penosi.

Forse è un passo avanti che tu ammetta la sottomissione di "alcune" donne musulmane. Sono quei musulmani che fanno valere la donna meno di un cammello, a chiamare in causa per primi l'islam. Secondo me, ci godono di più loro a vederci accusare la religione islamica, così possono gridare all'islamofobia.

Penosi, wallahi siete penosi.

Nessuno ti obbliga a leggerci e a commentare. Noto una certa forma di masochismo, in VOI fanatici islamici... .

Mettiti a sparare, Mella....che poi l'estremista e fanatica e violenta sono io, eh?! Solo con volgarità e aggressività, siete in grado di parlare. Vi muove una rabbia che davvero rasenta la patologia.

E invece naturalmente sei l'agnellino che vorrebbe solo calmare le acque, immagino... .

...poi sento qualcuno dire che noi Musulmani non ci mettiamo a discutere con voi kuffar perchè ci sentiamo superiori...no, è semplicemente perchè non lasciate spazio (certamente non all'educazione e al rispetto...scrivo un commento e vengo apostrofata con insulti sulla mia sanità mentale).

Certo, noi kuffar, giustamente... . Perdonaci se non abbiamo intenzione di imparare l'educazione da te!

Ma in fondo, si sa, a voi non interessa parlare con un Musulmano...vi piace scrivere e poi grogiolarvi con i vostri commenti di supporto l'uno con l'altro.

"Musulmano", "cristiano", "ebreo" ecc. si scrive minuscolo, innanzitutto. Se non ci interessa parlare con un musulmano mi chiedo perchè ti diamo ancora spazio.
Il termine "grogiolarsi" non esiste in italiano e quanto al supportarci l'uno con l'altro, quando Mella mi supporta, esulto!!! :-)

Alessandra ha detto...

PS. Già il nickname "mujahida" è tutto un programma... .

primo capo ha detto...

tanto per sapere, quale è la convinzione delle muajja ecc. ecc. sulle ragazze islamiche di seconda generazione che :
a) vogliono vestire all'occidentale e quindi il velo lo vedono come la lebbra....
b) non vogliono obbedire alla famiglia su questioni di cuore e quindi si mescolano coi kuffar..
tanto per sapere se parteciperebbe con gioia alla loro lapidazione...

Mella ha detto...

Sono demente? Davverodavverodavvero? Wow! Questa sì che è una figata grandiosa! Posso inserirlo nel mio curriculum vitae?
Primo capo: quelle là che dici tu sono delle zoccole e meritano di essere messe a morte, elementare Watson!

Neve ha detto...

Sinceramente offendersi e prendersi in giro non so a cosa possa servire, se non ad aumentare incomprensioni che sono già notevoli.
Mi dispiace che la discussione sia finita in questo modo.
Buona giornata.

primo capo ha detto...

pensi DAVVERO questo, mella?
allora, semplicemente per coerenza, TU DOVRESTI ESSERE BRUCIATA SUL ROGO in quanto apostata.
E non sto affatto scherzando.

primo capo ha detto...

muajcosa o mella?
scusa mella, confodessi com mujcosa...

Alessandra ha detto...

Mella, puoi metterlo sì nel CV, specificando CHI ti ha dato della demente: è un punto d'onore!

Mella ha detto...

Sì, era esattamente quello il mio pensiero.

Alessandra ha detto...

In realtà non avevo dubbi e capisco alla perfezione.