SI FIDANZA CON UN ITALIANO. PICCHIATA DA PADRE E FRATELLO.
Sotto protezione la ragazza turca e l'amica che l'ha aiutata.
18 anni, fidanzata con un italiano, è stata picchiata per anni dal padre e dal fratello perché "cattiva musulmana". L'ultima minaccia: "Ti tagliamo la testa e la gettiamo nel Po". Il pm contesta ai due l'aggravante dell'odio razziale. Gli inquirenti temono che i due, una volta liberi, possano vendicarsi. La ragazza turca presto sarà trasferita in una località segreta del Sud.
La ragazza turca sottoposta a maltrattamenti in famiglia perché fidanzata con un italiano e quindi cattiva musulmana, è sotto protezione perché si temono vendette. Le minacce subite per anni da parte del padre e del fratello e i continui pestaggi, hanno convinto gli inquirenti ad applicare questa misura preventiva perché ritengono la ragazza a rischio.Sotto protezione anche la ragazza che ha aiutato la ragazza a denunciare le violenze. Gli inquirenti temono che una volta lasciato il carcere, Ahmet Kels, spalleggiato dal figlio Umit, voglia vendicarsi della figlia.
LA VICENDA. «Se continui a frequentare gli italiani e se non lasci il tuo fidanzato che non è musulmano ti tagliamo la testa e la gettiamo nel Po». E dopo questa minaccia, giù botte. Ma dopo due anni di violenze fisiche e minacce su una ragazza di 18 anni, i due turchi, padre e figlio, sono stati arrestati per maltrattementi e lesioni, aggravati dalla discriminazione dell'odio razziale, religioso ed etnico. Ahmet Kels, 40 anni, con il figlio Umit, di 26, da circa due anni maltrattava moglie e la figlia di 18 anni colpevole di avere un fidanzato e amici italiani. Non era quindi rispettosa della religione islamica.La situazione è venuta alla luce il 25 aprile quando la ragazza, picchiata per l'ennesima volta dal padre e dal fratello, è stata costretta a rivolgersi all'ospedale. I pugni e calci stavolta avevano provocato contusioni in varie parti del corpo. I carabinieri hanno cominciato a indagare e, grazie ad alcune testimoninanze, hanno scoperto la dura realtà famigliare in cui la ragazza, impiegata in un'azienda del posto, era costretta a vivere.La Procura della Repubblica ha emesso oggi gli ordini di arresto per i due turchi, ritenuti pericolosi. Il magistrato ha contestato a entrambi alcune aggravanti: aver commesso il reato per finalità di discriminazione e di odio etnico, nazionale, razziale e religioso, «poiché in più occasioni e davanti a testimoni, i due avrebbero minacciato la ragazza del taglio della testa perché frequentava amici italiani e aveva un fidanzato italiano e non era rispettosa della religione musulmana». Padre e figlio sono stati rinchiusi nel carcere di Mantova, mentre la ragazza è stata allontanata dalla famiglia e ospitata in una casa protetta. (Fonte: http://www.gazzettadimantova.geolocal.it/ , 15/5)

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