venerdì 15 gennaio 2010

E' SUCCESSO ANCORA: MARITO TUNISINO RAPISCE LE FIGLIE AD UNA DONNA ITALIANA

Qui un altro video-appello: http://www.youtube.com/watch?v=WIETjrremac .

Per la storia nel dettaglio Per Saida & Amira e su Facebook, per chi lo usa c'è un omonimo gruppo.

27 commenti:

petroniostefano ha detto...

beh, chi è stato in Tunisia ha visto che i poliziotti (suritè e guardia nazionale) sono presenti ovunque, sia nelle città che fuori: al Governo tunisino basterebbe poco.

Anonimo ha detto...

e dagli!
ma perchè le italiane sono così masochiste?
primo capo

Anonimo ha detto...

Non è questione di suretè, in genere nei paesi musulmani si tende ad appoggiare la paternità.
In caso di matrimoni misti con figli di mezzo è una catastrofe e le istituzioni italiane sul posto possono fare ben poco contro la corruzione e l'ostilità.
Alle : il link a youtube non funziona e nel blogspot per saidaeamira non c'e' scritto niente.
La signora potrebbe organizzare una raccolta firme online per sensibilizzare l'opinione pubblica.
ciao inc@

Anonimo ha detto...

queste stupide non vogliono capirla che non bisogna sposarsi con i musulmani e poi i figli ne pagano le conseguenze, soprattutto le figlie.
eudora

Poerio ha detto...

So di donne che sono riuscite ad ottenere i figli in Italia, prevalentemente sposate con egiziani, anche se il diritto islamico se non erro prevede l'affidamento alla madre solo fino ad una certa età. Mi pare fino a 12 anni, anche se non ci giurerei. Poi i figli vengono affidati al padre definitivamente. In ogni caso condizione necessaria è la conversione della madre italiana alla religione islamica possibilmente abbinata alla manifestazione esteriore di questa fede ad esempio velandosi e coprendo tutto il corpo tranne viso e mani. Ripeto, nei casi che conosco i mariti erano egiziani e non tunisini.

Anonimo ha detto...

In breve: l’età delle bimbe oscilla dagli 8 ai 12 anni a seconda del paese coinvolto e del giudice. Se ricordo bene in Tunisia verranno restituite al padre compiuti i 9 anni. Ovviamente parliamo di madri islamiche di nascita. Ad una convertita occidentale nella stragrande maggioranza dei casi, i figli non verranno affidati poiché si teme che possa tornarsene nel suo paese (e così accade), figuriamoci se la donna non si è convertita all’islam. La donna occidentale, salvo alcuni rarissimi casi, è sempre vista come una poco di buono e una possibile apostata quindi prima di sposare un islamico e procreare, sarebbe bene pensarci un miliardo di volte. Non possono dire, oggi, che non sapevano, che lui era diverso, che lui era occidentalizzato perché le prenderei a calci nel sedere.
stefania

Alessandra ha detto...

Grazie, Stefania.

Chi mi segue sa che tendo a non colpevolizzare la donna, se poi si tratta in situazioni del genere, anche se è arcinoto come vanno a finire certe storie. Loro, ricordialole, sono state anche sgozzate dall'ex convivente e padre: http://www.ilgiornale.it/interni/madre_e_figlia_sgozzate_confessa_lex_convivente_ho_ucciso_gelosia/27-02-2009/articolo-id=332171-page=0-comments=1 .
Purtroppo comunque ho visto un video del 21/12 in cui Laura spiegava che quello che sarebbe diventato suo marito era uno... spacciatore, che lei voleva dargli un'ultima possibilità, perchè credeva che ce l'avrebbe fatta, invece poi non è cambiato affatto! Boh, che dire? Speriamo bene!

PS. Adesso secondo video e blog si vedono, graxie Inc@.

Anonimo ha detto...

Sì Alessandra, alcune povere ragazze sono state sgozzate dai mariti islamici ecco perché mi girano le scatole quando sento parlare di questi matrimoni. Ma quando capiranno? Ad ogni modo, a prescindere da ciò che pensiamo noi, ci sono due bambine da riportare a casa che piaccia o meno e lo Stato si deve attivare subito.
stefania

Alessandra ha detto...

Chiaro.

Poerio ha detto...

Non so se Stefania conosce questo caso, mi limito a riportare quanto indicato dal Corriere della Sera in un articolo pubblicato nella seconda metà degli anni 90 dedicato ai convertiti milanesi:
"Un caso emblematico e' quello di Margherita Summa, la "mamma coraggio" milanese salita qualche anno fa alla ribalta delle cronache. "Quando mio marito, egiziano, fuggi' nel suo Paese con i bambini, ero disperata", ricorda Margherita. "Mi rivolsi alle autorita', al Tribunale ecclesiastico, ai sacerdoti cattolici. Nessuno mi dava speranza. Allora andai al Centro Islamico, quello che frequentava mio marito. E li' mi accolsero a braccia aperte. Il Corano dice che i figli sono della madre". Margherita si converti' all'Islam, prendendo il nome di Shaida, che significa "vittima". Il fatto di essere musulmana la aiuto' nella causa legale, perche' il diritto di famiglia egiziano e' basato sull'Islam. E ora che tutto e' finito? "Continuo a frequentare il Centro Islamico e porto con me i miei figli. La maggiore quest'anno ha osservato con me il Ramadan. E il mio ex marito e' tranquillo perche' sa che i suoi figli crescono nella fede musulmana".
http://archiviostorico.corriere.it/1997/giugno/04/Perche_scelto_Allah_co_0_97060411036.shtml

Anonimo ha detto...

Non ho ben capito la storia e non riesco a leggere l’articolo. Ad ogni modo, quella Summa mi pare di capire che sia stata aiutata da un centro islamico qui in Italia e SOLO perché era una convertita convinta. Come dicevo, raramente le donne occidentali ottengono la custodia dei figli in un paese islamico, a meno che non decidano di vivere nel paese di origine del marito e non siano delle islamiche riconosciute come donne pie. Qualora si risposassero, però, i figli tornerebbero al padre. In Italia, convertita o meno il centro islamico non c’entra una mazza. Poi, cosa avrebbero dovuto fare i sacerdoti cattolici? La signora vuole farci intendere che SOLO gli islamici l’hanno aiutata mentre i cristiani brutti e cattivi, no. E che cavolo si aspettava?
stefania

Dolcelei ha detto...

I matrimoni con gli islamici sono a rischio. Tutti lo sappiamo e credo pure le donne che gli sposano. Ma succede comunque..ah l'amore...
Bacioni cara ^_^

carolinapop ha detto...

vorrei spezzare una lancia nei confronti della madre di Saida e Amira : per favore quando si dice non doveva sposare un musulmano evitiamo di parlare per stereotipi. non è vero che i figli nei paesi islamici vanno al padre e non è vero che i matrimoni misti sono a rischio. conosco per averci lavorato insieme molti bravi mariti musulmani e conosco anche altri musulmani 'aperti' che poi con le loro donne sono tutt'altro che aperti. il problema non sussiste fino a quando non avviene la separazione. normalmente da noi si svolge una battaglia legale per l'affidamento dei figli. nel caso di un musulmano viene chiamato in causa il diritto familiare, di cui fino ad allora non importava niente, SOLO all'occorrenza come in questo caso perché conviene a lui e sa che il tribunale in Italia al 99% darebbe i figli alla madre.
io suggerisco di fare più rumore possibile e cercare di coinvolgere le autorità tunisine, mi ricordo di un caso simile un anno fa in Egitto dove è intervenuto il presidente Mubarak e ha fatto tornare il figlio alla madre, lo potete trovare nel seguente articolo : http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/bimbo-egiziano/bimbo-egiziano/bimbo-egiziano.html

Anonimo ha detto...

Carolinapop, la sharia è chiara e c’è poco da dire. Il Diritto di Famiglia varia lievemente da paese a paese ma qui si parla solo ed esclusivamente della norma (in Kuwait le figlie andranno con la madre fino a quando saranno maggiorenni, in Iran al padre, ma sono casi estremi, cioè non è la regola).
Quando si tratta di divorzio e affidamento anche il musulmano meno praticante di questo mondo, diventa improvvisamente il più integralista semplicemente perché vuole togliere i figli alla madre occidentale e ovviamente ha legge islamica dalla sua, quand’anche dovesse rapire i bambini. I giudici hanno la facoltà di decidere di volta in volta, ma raramente affidano i figli – che sono musulmani – alla madre occidentale a meno che questa non sia una convertita (tipo quelle di cui parliamo sempre noi) e decida di non lasciare il paese islamico per venire a vivere in un luogo dove la legge islamica non viene applicata, ad esempio in Italia. Qualora dovesse risposarsi, i figli le vengono tolti immediatamente, convertita o meno. Peraltro la separazione non esiste nell’islam, quindi l’islamico ha tutto il diritto di denunciare la moglie per abbandono del tetto coniugale.
A me francamente di quella signora importa relativamente se non nulla e non perché sono cinica ma perché sono quasi certa che è una di quelle tante donne che dicevano e dicono ancora oggi “ma il mio è diverso”, “ma lui è occidentalizzato” eccetera. Mi sono presa abbastanza insulti da queste incoscienti e ora che hanno sbattuto il naso frignano. L’islamico non si deve sposare. PUNTO. Oggi se ne parla in continuazione quindi le occidentali non possono fingere di cadere dalle nuvole; e finiamola di mettere in pericolo la vita dei bambini. Se proprio qualcuna non può fare a meno dell’islamico, allora che viva in Italia prendendo TUTTE le precauzioni del caso, ciò significa MAI fidarsi del marito islamico, MAI lasciare andare i bambini nel paese di origine del padre, MAI lasciarli soli con lui e così via. E sarebbe vita questa?
stefania

Anonimo ha detto...

Aggiungo anche questo: la signora si è sposata nel 2001. Un anno prima c’è stato il mio caso. Se ne è parlato fino alla nausea e sono certa che anche questa tipa ne era a conoscenza perché cardinali e politici hanno più volte raccomandato alle italiane di fare attenzione con gli islamici (mi sembra legittimo che uno Stato aiuti in caso di necessità ma che metta anche in guardia se ne necessario. Lo stesso fanno i vari imam con gli uomini musulmani) ma quella si è sposata comunque e ha fatto figli; ha pensato che a lei non sarebbe mai accaduto perché il marito era bravo (sticavoli). Ora, di questi casi ne abbiamo avuti a decine. Io stessa sono stata coinvolta in due situazioni simili perché le madri erano disperate e avevano bisogno di aiuto, ma mi sono presa un sacco di insulti da altre, da donne fidanzate con islamici e che ho pensato fosse giusto mettere in guardia (semplicemente perché LORO sono venute a chiedere consigli). E oggi leggo che siamo daccapo, donne incoscienti che per soddisfare i propri bisogni mettono in pericolo la vita dei figli. Sono dura, cinica, cattiva, dite quello che vi pare, ma è meglio essere così e magari instillare qualche dubbio nelle menti di donne che hanno in programma di sposare l’islamico di turno, che essere islamicamente corretti e leggere poi di rapimenti, sgozzamenti, decapitazioni, botte. Ribadisco: i minori devono essere SEMPRE aiutati ma non significa che uno debba provare compassione per queste signore incoscienti, superficiali, menefreghiste.

stefania

carolinapop ha detto...

è pieno il mondo di matrimoni misti, l'importante è andare avanti e credere in un mondo migliore, non chiudere le porte. il diritto familiare come dici bene tu varia da paese a paese, è sicuramente influenzato dalla sharia ma viene molto spesso aggiornato, vedi in marocco, inoltre come ben saprai in molti paesi adesso le donne possono chiedere il divorzio: è chiaro che la battaglia per l'affidamento dei figli è ancora lunga, ma fare di tutta un'erba un fascio non mi sembra il caso cara stefania. l'atteggiamento che tu proponi, di chiusura, è sbagliato. io non me la sento di accusare una donna solo perché ha scelto di sposare un musulmano, e neanche di metterla tra quelle che hanno voluto scegliere l'"esotico" senza conoscerne i pericoli: è un modo di semplificare il problema, a questo mi riferisco quando parlo di stereotipi. qui si parla di un crimine e basta, tra l'altro l'uomo è stato condannato anche dal tribunale tunisino ma è libero.

carolinapop ha detto...

se mai venisse un dubbio a qualcuno, non sono sposata o fidanzata o innamorata di un uomo di religione musulmana

Anonimo ha detto...

Fammi capire Carolina, parliamo di una legge religiosa che viola i diritti delle donne (e non solo), che cozza con la nostre leggi; abbiamo degli islamici – perché leggo sul blog della signora che in Tunisia c’è addirittura un gruppo di italiane nella stessa situazione – che rapiscono i figli o giudici che li affidano ai padri anche se non dovrebbero; abbiamo uno stato – il nostro – che deve intervenire ogni santissima volta per recuperare questi bambini a volte riuscendo altre fallendo; abbiamo le testimonianze di centinaia di donne occidentali che hanno perso i figli a causa della sharia; abbiamo sopratutto dei minori che soffrono perché allontanati dalla madre e parli del mio “atteggiamento di chiusura” semplicemente perché dico che gli islamici non dovrebbero essere sposati o perlomeno che la donna occidentale debba prendere tutte le precauzioni del caso? Ci sono centinaia di testimonianze di donne occidentali nella stessa situazione (alcune non hanno più visto i figli, altre solo quando sono diventati maggiorenni), perché queste signore non si sono informate prima? Gli Stati Uniti e altri stati occidentali informano le donne prima che sposino l’islamico. Insomma, pensarci un attimo sopra non mi sembra una tragedia. Mettere in guardia le donne fidanzate con islamici è il minimo che si possa fare perché i discorsi “peace and love” o islamicamente corretti non riportano i bambini rapiti dalle madri affrante. Ci sono mariti musulmani buoni-belli-simpatici? Sicuramente e quindi? Io parlo di legge islamica, di giudici islamici, del diritto di famiglia islamico che non tutela la donna occidentale soprattutto se non convertita. Meglio versare due lacrimucce per un fidanzamento rotto che disperarsi per dei figli rapiti e portati chissà dove. Il mio interesse ora riguarda i bambini rapiti e non spezzo nessuna lancia in favore di queste donne visto che si sono sposate quando già sapevano.
stefania

estersambo ha detto...

sono pienamente d'accordo con Stefania, un conto è la persona (il musulmano franatico e il musulmano liberale), altra cosa è la legge (sharia) e la società (umma). Se il sociale è rigidamente impostato e la legge severamente applicata c'è poco da fare, l'idea di individuo, persona, uomo cambia nell'islam, non serve che sia io a ribadire che "Islam" vuol dire sottomissione e che la donna è doppiamente sottomessa all'uomo e a Dio. Oltretutto a dipingere sempre le donne come vittime si fa loro torto, le si sminuisce a livello di incapaci esattamente come nella legge islamica, soggette al mestruo, al parto, all'innamoramento come handicap. Non in grado di discernere, intendere e ascoltare il marito che credi di conoscere e che di colpo diventa l'estraneo, il tuo peggior nemico.

estersambo ha detto...

ah ah ! volevo dire FANATICO, ma non è un lapsus casuale ...:)

Alessandra ha detto...

Carolina, innanzittutto benvenuta. Non mi sento di aggiungere molto altro a ciò che è stato detto, se non che ho parlato anch'io del caso di Alessia Ravarotto: http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/bimbo-egiziano/bimbo-egiziano/bimbo-egiziano.html.

Se è giusto non generalizzare da una parte, ovviamente non lo è neppure CHIUDERE GLI OCCHI dall'altra! "L'importante è andare avanti e credere in un mondo migliore, non chiudere le porte"? Laura,Stefania, Alessia e molte altre l'hanno fatto e sono finite come sono finite, per non parlare dei loro figli, perchè i figli non possono scegliere. Si richiederebbe che la stessa "apertura", ci fosse anche dall'altra parte. Se non c'è, anche lasciando perdere il discorso religioso/culturale, vuol dire che non c'è amore ma, come troppo spesso avviene nel caso di un islamico, la volontà di "possesso" su moglie e bambini, perchè la religione islamica è trasmessa dal padre.
Per quanto mi riguarda sono la prima a dire che non bisogna generalizzare (lo dico e ripeto fino a far arrabbiare chi mi legge!) vista la situazione e il loro atteggiamento di apertura iniziale, difendo a spada tratta queste donne in quanto VITTIME dell'islamico, ma personalmente non vorrei provare sulla mia pelle e su quella dei miei figli "quanto lui sia diverso"!

Sì, ci sono proprio vademecum sulle coppie miste (o comunque di diversa religione), persino del Ministero degli Affari Esteri e, per esempio, della Diocesi di Milano, che dà particolare attenzione al matrimonio con un musulmano.

estersambo ha detto...

chissà quale sarà stato l'atteggiamento di apertura iniziale ... voglio dire ci sono mille sfumature nelle parole e nei modi di approcciare gli altri, ho pietà di queste donne a cui vengono sottratti i figli in modo così disgustoso, barbaro e infame, ma ritengo che le vittime siano proprio i bambini e non le ex mogli, avranno pure delle responsabilità queste donne o no? e non parlo di colpevolizzazione. Ribadisco che provo dispiacere per loro e non vorrei vivere il loro strazio, il loro rimpianto o i loro sensi di colpa, ma sono del parere che nell'anno 2010 non si possano fare dei passi falsi così eclatanti.
Ad ogni modo è anche vero che cose di tal fatta capitano anche con Italiani (anche se più raramente),ma, appunto per questo le antenne dovrebbero rizzarsi il triplo con uomini di religione islamica ... auguro comunque alle donne in queste situazioni drammatiche di riuscire a recuperare i figli e a non prendere lucciole per lanterne

Alessandra ha detto...

Più i bambini senz'altro, perchè come ho detto anch'io, loro non possono scegliere. Le madri sono appunto DONNE, non bambine capaci di intendere e di volere !
"Apertura iniziale" è già il fatto che certe donne sposino addirittura musulmani ... . Purtroppo ci si fa abbacinare dal multiculturalismo e dall' amore ecc. e una si trova il fanatico o comunque il tradizionalista in casa.

Anonimo ha detto...

dico a tutti quelli che hanno scritto, che prima di vedere il mondo islamico vedete il vostro...!! alla fine siete voi i primi a sposare gli uomini islamici e quindi la colpa nn è dei musulmani siete voi a scegliere e sapete benissimo ke loro hanno una coltura diversa e la mentalità diversa... avrei tnt cose da dire, ma nn so se siete in grado di capire...

gabriella ha detto...

Ciao a tutti
io sto con un ragazzo tunisino da un anno....e vorrei far parte di questo forum perchè il discorso m'interessa e vorrei sapere quanto più è possibile...
a questo punto vorrei chiedere consigli osservazioni e tutto ciò che vi pare...
aspetto domande e risposte...
Grazie a tutti

laura ha detto...

sono Laura la mamma di AMIRA e Saida per la prima volta dopo due anni e mezzo ho visto il video e ho letto i commenti.Quello che hanno passato le mie bimbe le accompagnerà per tutta la vita e spero che la sofferenza le aiuti ad essere persone migliori.Quello che è successo è solo ed esclusivamente colpa mia perchè ho sposato uno spacciatore se fosse stato veramente un musulmano non si sarebbe comportato così.

Nadia Schiavi ha detto...

Si laura sono d accordissimo!
Io sono assolutamente laica e sono sposata con un musulmano e lui mi rispetta in tutto e per tutto!
Non dipende dalla religione ma dalla testa dall educazione e dalla persona!
Come in italia solo che con un musulmano fa piu clamore!
Rispettate la loro religione!