domenica 7 febbraio 2010

NIENTE FACEBOOK PER MUSULMANI. EGITTO, FATWA PERCHE' ROVINA LE FAMIGLIE


Facebook vietato ai musulmani da una fatwa: il social network è stato messo all'indice in Egitto come probabile causa dell'aumento dei divorzi e della crisi della famiglia. E' proprio contro la community più usata tra i giovani dei Paesi arabi che, secondo il giornale "al-Quds al-Arabi", lo sceicco Abdel Hamid al-Atrash ha emanato un decreto religioso islamico che ne vieta l'uso per la prima volta a tutti i musulmani.
L'autore della fatwa è l'ex presidente della commissione per la fatwa dell'università islamica di al-Azhar, un religioso egiziano, che avrebbe emanato il provvedimento dopo essere venuto a conoscenza dei dati emersi da uno studio diffuso nel Paese arabo secondo cui il successo di Facebook va di pari passo con il numero dei divorzi tra le famiglie musulmane."Già la precedente commissione islamica di al-Azhar da me presieduta aveva discusso del fatto che Facebook avesse causato un notevole aumento dei tradimenti tra le coppie egiziane - spiega al-Atrash -. Si tratta di uno strumento che distrugge la famiglia perché spinge il coniuge ad avere rapporti contrari alla Sharia con altre persone. Mentre uno dei due è impegnato al lavoro, l'altro chatta con un estraneo sprecando il suo tempo libero e compiendo un'azione contraria alla legge islamica. Questo strumento mette in pericolo la famiglia nella società musulmana".

"Facebook, o Internet, sfascia una famiglia su cinque"

Nei giorni scorsi un'equipe di sociologi egiziani ha dimostrato, studi alla mano, che almeno un caso di divorzio su cinque nel Paese arabo è stato causato da Facebook o comunque da un tradimento iniziato online. Per gli studiosi i social network aiutano i coniugi a tradirsi avendo rapporti con estranei non conformi alla Sharia. "Questo strumento tecnologico, come altri dello stesso tipo, tra cui i canali televisivi satellitari, sono un'arma a doppio taglio - conclude il religioso egiziano -. Se da un lato permettono la diffusione della religione islamica, dall'altro consentono alle persone di vivere l'amore in modo illecito e di avere rapporti interpersonali vietati dalla Sharia. Per cui chi entra in questi siti deve essere considerato un peccatore". (Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/ , 4/2 )

14 commenti:

CloseTheDoor ha detto...

Chi NON e' contro Facebook? Il Tg4 manderà un servizio al giorno, il suo esempio ha fatto scuola ;-)

carolinapop ha detto...

mi risulta che questa notizia sia stata smentita
http://www.arabnewsblog.net/2010/02/05/did-al-azhar-issue-a-fatwa-against-facebook/

Alessandra ha detto...

Se è stata smentita bene... . Oppure che lo sheikh Abdel Hamid al-Atrash abbia fatto marcia indietro?

Dolcelei ha detto...

Non riusciranno a portare indietro il tempo. Il mondo va avanti anche con le loro fatwe.
Bacioni cara.

Alessandra ha detto...

Anche a te! :-)

Diana ha detto...

Anche secondo me dovranno rassegnarsi alla modernità, che sono riusciti a congelare per secoli.. Ciao! Grandmere

esperimento ha detto...

Il principio di vietare uno strumento (che per definizione è neutro) è di per sé sbagliato, così come è completamente errato attribuire a Facebook tutti i mali della famiglia (e le violenze sulle donne? E la poligamia? E la gelosia? E le incomprensioni varie?, ecc. ecc.) e non riusciranno a fermare i social network in genere (se vietano FB, devono vietare anche Twitter e tutti gli altri, no?).
Tuttavia è una realtà che Facebook può creare dipendenza e quindi toglie, in alcuni casi, tempo, energie, ecc. ad altre attività spesso anche più importanti...

Alessandra ha detto...

Il problema è appunto il divieto e il motivo del divieto.

Adelmo Castagnetti ha detto...

è sempre così,quando i potenti temono di perdere il controllo e la capacità di condizionare il popolo si ricorre ai divieti,poi al carcere ,quindi roghi lapidazioni lager gulag...non nego come è stato detto in precedenza che fb possa creare dipendenza,come ex fumatore so cosa vuol dire avere una ,ma in questo caso prevale la paura che una maggiore conoscenza del mondo possa aprire la mente alle persone,e chi mira al controllo questo lo teme.il libero pensiero spaventa ,è rivoluzionario ,è ostile ai privilegi.

Alessandra ha detto...

Certo. Poi io, come tu ben sai, sono l'ultima persona che potrebbe negare che Facebook possa creare dipendenza! :-)

carolinapop ha detto...

ribadisco per chi ancora discute sul niente: la notizia è una bufala! è stato giusto citarla, salvo poi smentirla (cosa che i bravi giornalisti del tg com non hanno fatto). E' altresì giusto parlare del fatto che in alcuni paesi, come la siria per esempio, youtube, facebook e altro siano censurati. Ma in questo caso è falso. E se leggete l'articolo che ho citato nel commento precedente si parla anche dell'uso di Facebook da parte del Mufti Yusuf Al-Qaradawi, persona alquanto inflente come molti sapranno: http://www.facebook.com/pages/Yusuf-Al-Qaradawi/24024767384

Alessandra ha detto...

Ok, Carolina, grazie ancora. Allora proseguiamo.
Purtroppo sì, Al-Qaradhawi è influente, anche se non credo abbia creato lui la pagina di Facebook per i suoi "fans"... .

ommnour ha detto...

Ciao, sono Fifi, abito in Egitto da un po' di tempo e sono musulmana.
La notizia deve essere propprio una bufala, anche xk qui lo usano tutti. Inoltre il corano non vieta il progresso, ma vieta le esagerazioni e il tradimento. Penso k se uno tradisca x mezzo fb è xk ci è andato appositamente x cercare"qualcosa" e k lo avrebbe fatto anche senza l'uso del computer!!

Alessandra ha detto...

Benvenuta, Fifi. Beh, il fatto che lo usino tutti, non significa che la fatwa sia una bufala.