lunedì 16 febbraio 2009

IRAQ, SI PAGANO I MASCHI PER SPOSARE LE VEDOVE


In Iraq il numero delle vedove ha raggiunto il milione. Molte di loro con figli a carico vivono tra i profughi all’interno del paese o nei paesi vicini. Non avendo mezzi di sostentamento spesso subiscono abusi e molestie sessuali anche da parte di militari e funzionari di governo. In mancanza di aiuto, i figli maschi finiscono sulla strada a vendere piccole cose mentre le femmine spesso finiscono nel giro della prostituzione. Il timore del governo invece è che finiscano per appoggiare i gruppi ribelli oppure vadano ad ingrossare le fila del crimine.E’ una piaga alla quale il governo deve porre rimedio. Su questo sono tutti d’accordo. Ma come? Il governo invece di aiutare la vedove ha pensato bene di compensare i maschi disposti a sposarle. Quindi se un uomo tra i 30 e i 40 anni è disposto a sposare una vedova riceverà in cambio 10 milioni di dinari iracheni (i matrimoni costano!), equivalenti a circa 8.500 dollari. Contro il progetto annunciato da Mazin al Shihan, capo del Comitato per gli sfollati di Baghdad, si è subito espressa Hanaa Adwar, leader dell’ong al Amal, da anni impegnata in difesa dei diritti delle donne. E’ un gesto di «crudeltà» chiedere a una donna di sposarsi per avere un sostegno dal governo, ha detto Hanaa. Peraltro non è detto che poi sarebbe la donna a usufruire dei soldi presi dal marito. (Fonte: "Liberali per Israele" )

Le vedove sono tra le vittime più vulnerabili dei reclutatori di terroriste suicide (addirittura vengono stuprate donne per spingerle a farsi esplodere per la vergogna!!!).

E ancora a proposito di San Valentino nei Paesi islamici, in particolare in Arabia Saudita, in Indonesia, Pakistan e poi il video di un delirante discorso di un religioso egiziano : link .
«Quello di cui abbiamo bisogno è di riabilitare questo segmento della popolazione perché le vedove diventino elementi indipendenti e produttivi della società, rendendo queste donne in grado di dar da mangiare ai loro figli. Il governo deve garantire un programma sociale e sanitario adeguato ai bisogni delle vedove», ha detto Adwar. E ha aggiunto: «La loro dignità è violata quando devono stare in fila per molto tempo per avere dal governo pochi soldi che basteranno per appena qualche giorno o quando devono dipendere dalla loro famiglia allargata».Ci sono molte donne disposte a lavorare, anche a fare lavori più umili e non adeguati al loro livello di istruzione, ma il governo non è disposto ad aiutarle, preferisce pagare un maschio per farne una serva di casa, togliendo alla donna qualsiasi dignità. Ma questo rientra nella logica di un governo guidato da partiti religiosi che ha tolto la quota del 25 per cento per le donne (prevista dalla costituzione) dalla legge elettorale per le amministrative e ha introdotto il matrimonio come risarcimento per lo stupro.
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domenica 15 febbraio 2009

SAN VALENTINO, BAGHDAD SI TINGE DI ROSSO PER DIMENTICARE LA VIOLENZA


Via Palestina e i quartieri di al-Karrada e al-Mansur quelli più in stile 14 febbraio.
Negozi e vetrine sono ricche di gadget e regali dedicati alla festa degli innamorati. Una tradizione che si è diffusa soprattutto dopo la caduta del regime di Saddam .

Baghdad, 13 feb. - (Aki/Ign) - Sino a qualche anno fa, in Iraq nessuno conosceva la festa di San Valentino. Lo stretto controllo esercitato dall'ex regime impediva infatti la diffusione di queste usanze tipiche dell'occidente. Quest'anno però, chi si trova a passeggiare per le vie di Baghdad respira a pieno l'aria tipica della festa degli innamorati, con vetrine che si tingono di rosso - soprattutto nei quartieri al-Karrada e al-Mansur e in via Palestina - e vendite di gadget e piccoli regali che crescono vertiginosamente (la prima immagine è dell'anno scorso, ndr). ''Da tre anni a questa parte, dopo aver riscontrato un notevole interesse soprattutto da parte dei giovani, espongo articoli da regalo per San Valentino - racconta ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL Sarmad Wahid Hassan, commerciante del quartiere al-Karrada - e questo mi permette di realizzare ottimi guadagni''.
Layla e Sirwan entrano nel piccolo negozio di Hassan per scegliere il regalo da scambiarsi domani. I due raccontano di aver sempre festeggiato San Valentino da quando sono insieme, cioè da circa cinque anni.
Walid, studente universitario, non sa cosa regalare alla compagna di studi con cui ha una storia e alla fine, su consiglio del negoziante, sceglie un orsacchiotto di peluche con un cuore rosso tra le zampe.
Sawsan, insegnante, racconta di aver scoperto la festa degli innamorati fin da prima della caduta del regime di Saddam Hussein. ''Da quando ci siamo sposati nove anni fa - dice - ogni anno io e mio marito ci scambiamo un dono per il giorno degli innamorati. Solo una volta vi abbiamo rinunciato, quando nel 2004 morì mia madre''.
Ma purtroppo la violenza non si ferma. A perpetrarla, ancora una volta, una donna-kamikaze e, ancora una volta, molte delle vittime sono bambini e altre donne: Una donna kamikaze tra i pellegrini. Attentato suicida a sud di Bagdad.
Anche Baghdad insomma sembra essere stata rapita dallo spirito della feste di San Valentino. Su un marciapiede del quartiere di al-Karrada, Riyad ha allestito un banchetto in cui vende giocattoli, articoli per la casa e regali in tema con il 14 febbraio. ''Negli ultimi giorni la gente ha acquistato molti regali, ciascuno secondo le proprie possibilità finanziarie - spiega - Il commercio di articoli per San Valentino ha conosciuto un grande incremento in questi anni, tranne che nel 2007, a causa dell'escalation di violenze e di omicidi confessionali. Ma quest'anno la situazione è migliorata''.
''Questa festa è sempre più diffusa in Iraq - spiega Hana, impiegata al ministero dei Trasporti - e gli iracheni la considerano un modo per evadere dalla loro amara realtà, fatta di morte e di violenza''.
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sabato 14 febbraio 2009

ARABIA SAUDITA, LA PRIMA DONNA AL GOVERNO

Dopo un rimpasto di gabinetto in cui sono stati decisi diversi avvicendamenti.
Nominata dal re Abdullah, ha l'incarico di vice-ministro per l'Educazione femminile, figura inedita nel regno.

RIAD - A Riad qualcosa di nuovo. Il re saudita Abdullah (foto, ndr) ha nominato una donna alla carica di vice ministro dell'Educazione, secondo quanto ha riportato la tv di Stato. È la prima volta: mai in passato una donna aveva fatto parte di un governo in Arabia Saudita, Paese retto da una monarchia ultraconservatrice ispirata al wahabismo.
RIMPASTO DI GOVERNO - Abdullah ha effettuato un ampio rimpasto di governo, il primo da quando è salito al trono nel 2005. In particolare il re ha nominato quattro nuovi ministri: la Giustizia è stata affidata a Mohamed al-Issa; il ministero dell’Educazione al principe Faysal ben Abdallah ben Mohamed; quello dell’Informazione al suo ambasciatore a Beirut Abdel Aziz al-Khoja e quello della Sanità ad Abdallah al-Rabia. La novità è rappresentata però dalla nomina della signora Noura al Fayez alla carica di vice ministro dell’Educazione, visto che in Arabia Saudita le donne non possono lavorare o viaggiare, se sposate, o avere accesso ai servizi sanitari senza l’autorizzazione di un loro familiare di sesso maschile. Abdullah ha effettuato anche altre importanti nomine.
ALTRE NOMINE - Il ministro uscente della Giustizia, Abdallah ben Mohamed Al-Sheikh, è stato nominato nuovo presidente del Majlis al-Shura, un consiglio consultivo il cui numero di membri è stato portato da 120 a 170. Il presidente uscente del Majlis al-Shura, Saleh Ben Humaid, è stato nominato capo del Consiglio superiore della magistratura, mentre come nuovo presidente della Corte suprema è stato designato Ibrahim al-Hukail (al posto di Salih Al Luhaydan, che sei mesi fa aveva emesso una fatwa di morte contro i proprietari di tv che trasmettono "programmi immorali", ndr). Il sovrano saudita ha inoltre licenziato il capo della polizia religiosa, Ibrahim al-Gheith, sostituito da Turki al-Sudairi. Il re Abdullah ha quindi ristrutturato il Comitato dei grandi ulema dell’Arabia Saudita, la più alta autorità religiosa del Paese, portando a 21 il numero dei suoi membri. Alla guida di questo organismo è stato lasciato l’attuale presidente, il mufti Abdelaziz al-Sheikj. Il re ha infine nominato Mohammed al-Jasser come nuovo governatore della Banca centrale al posto di Hamad Saud al-Sayyari. Jasser era vice governatore dell’Autorità monetaria saudita. (Fonte: Corsera)

8 "premurose" senatrici americane chiedono il rilascio per motivi di salute di Aafia Siddiqui, biologa pachistana arrestata in Afghanistan per terrorismo: Women senators write to Obama on Dr Aafia. Ne avevo parlato nel post FRONTE KABUL, TRINCEA BAGHDAD. LA STRATEGIA DEGLI UOMINI DI AL-QAEDA. Leggi tutto ...

SAN VALENTINO IN PALESTINA


Siamo a Nablus, West Bank.
A volte le contraddizioni sono meglio di niente, no? (Fonte: "Distanti saluti", da "Telegraph")

Uno dei primi post di "Mille e Una Donna" era dedicato allo stesso negozio :-): CONTRASTI.
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venerdì 13 febbraio 2009

GRAN BRETAGNA: LE BAMBOLE RECITANO IL CORANO


Il mondo delle bambole sembra sempre più attratto dall’islam. Mentre qualche tempo vi abbiamo parlato della bambola parlante che per errore diceva “islam è la luce”, oggi vi presentiamo le Desi Dolls, le bambole parlanti musulmane. Le bambole (un maschietto, Yousuf, e una femminuccia, Aamina) recitano versi del Corano in arabo. Le Desi Dolls saranno in vendita nelle prossime settimana sugli scaffali della catena di grandi magazzini inglesi Asda. L’obiettivo è rendere più divertente lo studio della religione musulmana per i bambini. Asda, comunque, non nega che ci sia un interesse commerciale nell’operazione, ovvero la possibilità di soddisfare la domanda di una minoranza etnica in rapida crescita. Un ottimo esempio di integrazione, dunque, ma anche un buon fiuto per gli affari. (Fonte: "Liberali per Israele", da Toyblog.it)

E ci sta anche un po' di gossip, no? L'ultima fiamma di Clooney è la nipote della Bhutto (in realtà più che l'indicativo ci vuole il condizionale !).
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LA VITTORIA DELLE DONNE ALLA KNESSET

Approfittando dei risultati delle elezioni, i media in queste ore, hanno trovato un altro modo per dare addosso a Israele: "vince la destra razzista", "l'estrema destra israeliana", ecc. ecc. Titoli simili vanno per la maggiore in gogle news e nelle prime pagine online dei quotidiani. In pochi infatti si accorgono che tra i vincitori, ci sono sì razzisti, ma arabi antisionisti che vorrebbero negare a Israele ciò che pretendono per sé e i palestinesi. Eppure queste persone preferiscono di gran lunga vivere in uno Stato democratico, farsi eleggere e sputare nel piatto dove mangiano. Peccato per questa signora, potrebbe approfittare del nuovo ruolo che riveste per modernizzare la sua società, chiedere più diritti, lavorare per una convivenza pacifica, invece che ripetere a pappagallo le dichiarazioni dei fondamentalisti islamici:

Per la prima volta nella storia di Israele, una donna araba eletta in un partito arabo siederà sui banchi del nuovo parlamento israeliano, la Knesset. Lo annuncia oggi la tv satellitare araba al Jazeera che ha intervistato la neo-deputata araba palestinese Hanin al Za'abi, eletta nella lista "Raggruppamento Nazionale Democratico" che si è aggiudicato 11 dei 120 seggi parlamentari nelle elezioni svoltesi ieri nello stato ebraico. "Non faremo parte di nessun governo", ha dichiarato al Za'abi, spiegando ai telespettatori che il suo raggruppamento non si propone "né come opposizione né come forza di governo", anche se "in passato abbiamo fatto da rete di sicurezza" per alcuni esecutivi di Gerusalemme. "Noi - ha affermato all'emittente araba - eravamo e restiamo parte del conflitto palestinese-israeliano". Conflitto, ha precisato la giovane deputata, inteso come "scontro con il progetto sionista che vuole Israele come stato unicamente ebraico, mentre noi lottiamo per uno stato per tutti i cittadini". Il numero degli arabi israeliani è di circa 1,5 milioni su poco più sette milioni di cittadini. (Fonte: "Esperimento")

Invece la scrittrice sudanese Ghada Abd Al-Aziz, che vive in America ha dichiarato: "Io amo il popolo americano": http://www.memritv.org/clip/en/2025.htm.

Un padre-imam (che era già stato espulso nel 2007) ha sposato in Francia la figlia 14enne con un 29 che è stato arrestato: link e alcuni convertiti nostrani all'islam stabiliscono che alla donna è vietato raccontare le faccende coniugali: link . Leggi tutto ...

giovedì 12 febbraio 2009

ARABIA SAUDITA: UNA DONNA RIMASTA INCINTA DOPO UNO STUPRO COLLETTIVO, CONDANNATA A 100 FRUSTATE

Un giudice saudita ha ordinato che sia condannata ad un anno di reclusione ed a 100 colpi di frusta una donna che era stata vittima di uno stupro collettivo.

La giovane donna di 23 anni che è rimasta incinta a seguito dello stupro sarebbe stata violentata dopo avere accettato di salire sull'automobile di un uomo. L' ha portata in una casa all'est della città di Jeddah dove è stata aggredita e quindi stuprata da lui e quattro dei suoi amici durante la notte. Ha in seguito scoperto che era incinta ed ha fatto un tentativo disperato di aborto all'ospedale King Fahd for Armed Forces.
Secondo la Saudi Gazette, ha "alla fine confessato" di avere avuto "rapporti forzati" con i suoi aggressori ed è comparsa dinanzi ad un giudice al Tribunale Distrettuale di Jeddah. Quest'ultimo ha sentenziato giudicato che aveva commesso un adulterio, benché non sia neppure sposata, ed ha ordinato una pena di un anno di prigione che sconterà in una prigione fuori dalla città. È ancora incinta e sarà frustata dopo il parto. (Fonte: "Scettico", dal Daily Mail)

Bella giustizia quella della sharia! Sì, bella giustizia che punisce la vittima e libera i colpevoli. O diciamo più precisamente: che punisce la donna ed assolve l'uomo.

E ancora da "Scettico": link.

Ma c'è anche un'ottima notizia, almeno nelle intenzioni, dall'Arabia: la Società Saudita per la Difesa dei Diritti delle Donne ha lanciato una campagna su Internet per chiedere di proibire per legge il matrimonio infantile. http://www.memritv.org/clip/en/2023.htm. Leggi tutto ...