domenica 24 maggio 2009

UNA STORIA CECENA


Majnat Abdulaeva (nella foto, che purtroppo non si vede bene), giornalista rifugiata in Germania, racconta la sua vita e la sua guerra.

Majnat Abdulaeva è una rifugiata politica cecena che oggi vive in Germania. Per anni è stata corrispondente di guerra dalla sua città, Grozny, per la Novaya Gazeta - il giornale di Anna Politkosvaskaya - e per Radio Liberty. PeaceReporter l'ha incontrata a Varese, nel corso di un incontro sul conflitto ceceno organizzato dall'associazione 'Est - Volontari in Movimento'. Ecco la sua storia e la sua testimonianza.

"La guerra cecena di oggi è cambiata anche per un altro aspetto: il ruolo della religione islamica nella guerriglia. Noi ceceni siamo sempre stati musulmani, ma il nostro islam è quello della tradizione mistica sufi, quindi spirituale, aperto e tollerante. Nulla a che vedere con l'islam integralista di stampo mediorientale. Guardate me: io sono musulmana. All'inizio della guerra l'indipendentismo ceceno non era a carattere islamico, anzi: i nostri combattenti credevano nei valori occidentali: la libertà, la democrazia. Ma poi si sono sentiti traditi dall'Occidente e quindi si sono progressivamente radicalizzati, abbracciando l'islam jihadista".


Alla fine degli anni '80, con la Perestrojka, anche nella repubblica cecena si respirava un'entusiasmante aria di cambiamento. Io, che all'epoca mi ero appena iscritta all'università, ero affascinata, incantata da tutto quello che si leggeva sui giornali: decenni di storia stavano improvvisamente tornando alla luce. La storia stessa si stava facendo sotto i nostri occhi. C'era un grande fermento culturale, c'era finalmente la possibilità di leggere e di scrivere la verità.
Così sono stata attirata nel mondo del giornalismo. Con il crollo dell'Unione Sovietica tutti credemmo che l'epoca del Kgb, della censura e della paura fossero finite per sempre. Ma non era così. Durante la seconda guerra mondiale, Stalin aveva ordinato la deportazione del mio popolo, accusandolo falsamente di collaborazionismo con i tedeschi, e aveva cancellato la nostra identità culturale facendo perfino saltare in aria le torri medievali, simbolo della nostra storia. Cinquant'anni dopo, Eltsin dichiara guerra al mio popolo, chiamandoci ‘criminali' e ‘banditi', bombarda a tappeto la nostra capitale, trucidando migliaia di civili e radendo al suolo musei, biblioteche, teatri, università, cancellando nuovamente la nostra cultura. La Russia post-comunista, aveva dato inizio all'ultima guerra coloniale d'europea, per punire un piccolo popolo che aveva osato ribellarsi alla sua logica imperiale.
Iniziai a lavorare come corrispondente per la Novaya Gazeta e per Radio Liberty: i due mezzi di comunicazione più odiati dai russi perché erano gli unici che raccontavano quello che stava accadendo sfidando la censura e la propaganda militare russa. Io, in quanto cecena, avevo la possibilità si mimetizzarmi tra la gente, di andare sui luoghi dei bombardamenti, dei rastrellamenti, delle esecuzioni sommarie, e quindi di vedere quello che stava realmente accadendo. Inviavo i miei reportage e di notte, a casa mia, stavo sveglia, vestita, ascoltando i rumori dei blindati per le strade, aspettando il momento in cui sarebbero arrivati a prendermi. La Cecenia è piccola: tutti sapevano che ero io a far uscire le notizie. Avevo paura, non solo per me ma anche per la mia famiglia, che era diventata ostaggio del mio lavoro. (Fonte: Peace Reporter )
Ho continuato a lavorare come corrispondente da Grozny anche dopo la fine della prima guerra, e poi con l'inizio della seconda nel 1999. Questa volta era Putin a volerci cancellare, a bombardare a tappeto le nostre città e i nostri villaggi, uccidendo altre migliaia di civili innocenti. Dopo il settembre 2001 i ceceni, che prima erano ‘banditi', divennero ‘terroristi'. Casa mia divenne un specie di albergo per i reporter stranieri che venivano a coprire la guerra. Ho ricominciato a passare le notti sveglia, aspettando. Finché non sono arrivati. Erano ceceni, parlavano russo, erano armati ma senza divisa. Mi hanno detto che dovevo scegliere: o la smettevo di scrivere o me ne andavo. Per mesi hanno continuato a seguirmi, a minacciare me e la mia famiglia. Nel 2004, grazie a dei giornalisti di Reporter Senza Frontiere che ospitavo in casa mia, riuscii a lasciare la Cecenia e mi rifugiai in Germania con l'aiuto del Penn Club. A Grozny rimase la mia famiglia, che vive ancora lì.
Grazie al telefono, ma soprattutto tramite Internet, riesco a tenermi costantemente in contatto con la Cecenia e quindi posso continuare a raccontare quello che succede, scrivendo sui giornali tedeschi ed europei. La guerra in Cecenia non è finita come vuol far credere la propaganda russa: la guerra continua, anche se in forme diverse rispetto al passato. I guerriglieri ceceni combattono ancora regolarmente sulle montagne, contro i russi e contro i ceceni collaborazionisti. A Grozny e nelle altre città la guerra non c'è, ma si vive sotto dittatura, quella del regime filo-russo di Ramzan Kadyrov. La gente, pur entusiasta per la ricostruzione in corso, è ancora traumatizzata dalle violenze della guerra e continua a vivere nella paura. Stanno ricostruendo le nostre case, ma il nostro popolo è distrutto: oltre il 70 percento della popolazione non ha lavoro, dilagano le malattie conseguenze della guerra, in particolare il cancro al seno, che in Cecenia è più diffuso che in qualsiasi altra regione russa. Il nostro ambiente è distrutto dalla guerra e dall'inquinamento. Non esiste libertà politica, né libertà di stampa. I tanti giornali ceceni nati negli ultimi tempi parlano di tutto tranne che di quello che succede in Cecenia: riportano notizie sul divorzio di Berlusconi, ma non sulla guerra che continua sulle montagne.
Grazie al telefono, ma soprattutto tramite Internet, riesco a tenermi costantemente in contatto con la Cecenia e quindi posso continuare a raccontare quello che succede, scrivendo sui giornali tedeschi ed europei. La guerra in Cecenia non è finita come vuol far credere la propaganda russa: la guerra continua, anche se in forme diverse rispetto al passato. I guerriglieri ceceni combattono ancora regolarmente sulle montagne, contro i russi e contro i ceceni collaborazionisti. A Grozny e nelle altre città la guerra non c'è, ma si vive sotto dittatura, quella del regime filo-russo di Ramzan Kadyrov. La gente, pur entusiasta per la ricostruzione in corso, è ancora traumatizzata dalle violenze della guerra e continua a vivere nella paura. Stanno ricostruendo le nostre case, ma il nostro popolo è distrutto: oltre il 70 percento della popolazione non ha lavoro, dilagano le malattie conseguenze della guerra, in particolare il cancro al seno, che in Cecenia è più diffuso che in qualsiasi altra regione russa. Il nostro ambiente è distrutto dalla guerra e dall'inquinamento. Non esiste libertà politica, né libertà di stampa. I tanti giornali ceceni nati negli ultimi tempi parlano di tutto tranne che di quello che succede in Cecenia: riportano notizie sul divorzio di Berlusconi, ma non sulla guerra che continua sulle montagne.
La guerra cecena di oggi è cambiata anche per un altro aspetto: il ruolo della religione islamica nella guerriglia. Noi ceceni siamo sempre stati musulmani, ma il nostro islam è quello della tradizione mistica sufi, quindi spirituale, aperto e tollerante. Nulla a che vedere con l'islam integralista di stampo mediorientale. Guardate me: io sono musulmana. All'inizio della guerra l'indipendentismo ceceno non era a carattere islamico, anzi: i nostri combattenti credevano nei valori occidentali: la libertà, la democrazia. Ma poi si sono sentiti traditi dall'Occidente e quindi si sono progressivamente radicalizzati, abbracciando l'islam jihadista. Vi garantisco che starsene nei rifugi, sotto i bombardamenti aerei russi, mentre le radio dice che Putin viene accolto da tutti i governanti occidentali come un campione di democrazia, genera una grande disillusione.

20 commenti:

  1. Beh, anche noi in Bosnia eravamo ben deislamizzati ma i Serbi e Croati non ci lasciarono in pace. All'inizio della guerra dissero di combattere islamismo, fondamentalismo e integralismo islamico. Ma come? Se prima della guerra in Bosnia non c'era neanche una donna con velo, i musulmani bevevano vino, mangiavano maiale e allora di che Islamismo si tratava?

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  2. Il finale dell'intervista mi sembra un po' troppo giustificazionista dello jihadismo. Poi parla di "guerriglieri" ceceni, mai di terroristi, se non tra virgolette... .
    Prima, anche in Bosnia, evidentemente non c'erano integralisti o comunque molto meno di adesso, pur essendo comunque musulmani.

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  3. Non hai capito cosa voglio dire. Anche noi credevamo (incluso anch'io) nei valori occidentali all'inizio della guerra e credevo che l'occidente ci aiutasse ma , mano a mano come si andava e passavo sotto le bombe, occidente guardava i massacri, li tollerava e dall'altra parte i fratelli arabi e iraniani ci aiutavano portandoci le armi e aiuti umanitari. Sai cosa disse un IMAM (studioso e non fai da te come accade in Italia tristemente) durante la guerra in Bosnia; se i nostri nemici avessero aspettato ancora 15 anni l'Islam avrebbe completamente sparito (perchè stavamo per perdere la nostra identità e ci assimilavamo con gli occidentali). Quindi Alessandra, prenditela con i Serbi e Croati che non hanno portato la pazienza ad aspettare la sparizione pacifica dell'Islam. Quindi 1992. più 15 anni , oggi l'islam in Bosnia non sarebbe neanche esistito. Ormai troppo tardi, in Bosnia l'islam è molto più vivace che nel secolo scorso.

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  4. Insomma, sempre colpa dell'Occidente, se i musulmani diventano estremisti, magari terroristi... . Poi è così male "assimilarvi" con gli occidentali? Evidentemente la vostra identità non era così forte e voi non eravate sicuri... .

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  5. Dire che il sufismo è una branca moderata e mistica dell'Islam vuoldire mentire o non sapere di cosa si parla.
    Dopo salafiti e waabisti, i sufi sono i peggiori. Le donne non hanno un solo diritto.

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  6. ALESSANDRA

    Poi è così male "assimilarvi" con gli occidentali?

    L'islam e la laicità far coesistere è come tentar di far coesistere l'acqua e fuocco.

    Insomma, sempre colpa dell'Occidente, se i musulmani diventano estremisti, magari terroristi. Evidentemente la vostra identità non era così forte e voi non eravate sicuri.

    Bravo, hai capito tutto.

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  7. Tentare di far coesistere islam e laicità sarà come acqua e fuoco, ma la Bosnia, comunque, è in Occidente.
    E'un problema VOSTRO, se la vostra identità non era così forte: NON dell'Occidente! Sempre a scarica barile per giustificare estremismo e terrorismo: è ora di finirla!!!

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  8. Quanta pazienza che hai Alessandra!

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  9. Giovanni, fai per favore un un esempio per cui il sufismo verrebbe subito dopo salafismo e wahhabismo?! Cmq ho trovato un bellissimo pezzo sulle donne sufi: lo posterò quanto prima!

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  10. Questione di opinioni Maumer.
    La mia è che se non interveniva l'occidente, Serbi e croati vi avevano già eliminati.

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  11. La mia è che se non interveniva l'occidente, Serbi e croati vi avevano già eliminati.

    Stefano, se l'occidente ha intervenuto come mai siamo rimasti uccisi in quasi 200000? Grazie agli Iraniani, Turchi, Arabi e Malesiani che ci hanno dato le armi per sconffiggere i Serbi alle porte di Sarajevo. Se non sai come si sono svolte le cose e meglio che te ne stai zitto. Se avessimo aspettato l'occidnete ad aiutarci militarmente , il capo dela Chiesa Cattolica arrivava amorire parecchie volte. Lo so, hai voluto arieggare i denti.

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  12. Sorvolando sempre sulle parole del tizio, mi rifaccio a quanto detto da Giovanni.
    Si è in parte vero ciò che dici.
    In parte perchè dire che il sufismo non sia la corrente mistica dell'Islam è inaffermabile, ma è anche vero che proprio di moderazione nn si può parlare.

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  13. Maumer:
    Anche i partigiani italiani sono convinti di aver battuto la Germania.
    Magari tardi, ma l'occidente è intervenuto e vi ha salvati.
    Volevo aggiungere, che nessuno vi ha obbligato a divenire parte in causa.
    Bastava che i musulmani serbi si sentissereo sebi e quelli croati croati. Invece avete voluto una vostra indipendenza scontrandovi con gli altri.
    Avrete magari anche avuto ragione, ma è stata vostra scelta.

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  14. STEFANO:
    Mi puoi dire la data quando l'occidente ha intervenuto nella guerra in Bosnia?

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  15. Nell'Agosto del 1995 in seguito al massacro di srebrenica nel Luglio dello stesso anno.
    Le forze della Nato iniziarono una serie di bombardamenti aerei contro i serbi che rapifdamente causarono la vittoria dei croati e dei musulmani.

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  16. STEFANO, bravo hai indovinato tutto. Ma noi e Croati di Croazia eravamo già in grado di sconffiggere i Serbi di Bosnia. Ti ricordi l'accordo Izetbegovic-Tudjman di Spalato luglio 95 quando si misero d'accordo di combattere insieme. Quei pocchi giorni di bombardamenti portarono alla resa l'estremismo Serbo. Mia altra domanda è: Che cosa ha fatto l'Occidente militarmente, ecsluso quello Americano, per tutta la durata di guerra? Stefano, una bella soddisfazzione per me c'è comunque. Cioè, nel estate 1993 quando Ratko Mladic e i Serbi lanciarono quasi 30000 granate sul monte Zuc(molto importante per la diffesa di Sarajevo) vicino Sarajevo, imposibilitati di prenderlo Ratko Mladic al suo inferiore disse: "porcha miseria, se avessi portato le donne lo avrebbero preso in un istante". Comunque; MUEZIN di Sarajevo richiama di nuovo alla preghiera. Bascarsija ,città antica di Sarajevo è ancora in piedi. Chiedi qualche soldato Italiano che prestò servizio militare dalle mie parti , quante croci dei soldati serbi ha visto nei loro cimiteri. PER CHE COSA?

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  17. Riguardo al fatto che potevate battere da soli con i croati l'esercito serbo, ho forti dubbi, e comunque ci avreste messo molto più tempo.
    Concordo invece che la Nato è intervenuta tardi, quando c'erano già stati innumerevoli massacri.
    Bastava che dicessero ai Serbi che se c'erano massacri, sarebbero intervenuti, e si sarebbe risparmiato molto sangue.

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  18. STEFANO,
    Ti saluto e se sei di Milano e dintorni vienni in Via Montevideo, 9, 20144 Milano sabato 30 maggio, SE DIO VUOLE, e così ci conosciamo meglio se vuoi perchè è molto lunga.
    Per sapere di più clica qui http://www.editricenuoviautori.it/provasitoprincipale.htm

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  19. leggere l'intero blog, pretty good

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